Liberamente gay

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
Nicomaco
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Re: Liberamente gay

Messaggioda Nicomaco » martedì 31 gennaio 2012, 13:20

Visto che nel mondo del lavoro ci sono dentro da tanti anni a me pare proprio che il problema sia esattamente se dichiararsi o meno e non già quello di separare la vita pubblica da quella privata. Per un etero non si pone il problema della separazione netta e assoluta della vita pubblica da quella privata (che oltretutto è oggettivamente impossibile). Ad esempio, un eterosessuale che sul posto di lavoro ricevesse una telefonata dalla moglie (cosa banalissima) non avrebbe difficoltà a dire apertamente ai colleghi che è stato chiamato dalla moglie o a parlare alla moglie davanti ai colleghi: è un fatto della vita privata che “entra” nel luogo di lavoro senza interferire minimamente con l’attività lavorativa svolta. Per un omosessuale che ricevesse la telefonata del proprio ragazzo sul posto di lavoro e lo dicesse o lo facesse intendere ai colleghi (che possono avere età, educazioni e formazioni culturali le più diverse) non ho quasi dubbi che in molti (moltissimi?) casi verrebbe purtroppo etichettato e non sarebbe trattato esattamente allo stesso modo.

Inoltre vorrei sottolineare che i lavori e le professioni sono quasi infiniti. Ci sono attività diciamo “più aperte” e attività che lo sono molto, ma molto meno. Poi, per esplicitare quello che forse voleva dire anche boy-com, ci sono i colleghi “squali” un po’ ovunque. E questi, pur di emergere, non avrebbero difficoltà a screditare una persona omosessuale facendo leva su reazioni emotive inconsce dei superiori ad esempio. Reazioni che non verrebbero mai esplicitate sia chiaro. Ma che potrebbero influenzare il trattamento del dipendente o del collaboratore. Ogniuno ha la propria esperienza ovviamente. Però non credo che si possa arginare i problemi che una dichiarazione aperta del proprio orientamento determina all’allenatore di una squadra di calcio, al maestro del paese e a poco altro.

Inviterei ancora alla prudenza. La nostra società sta cambiando e anche la storia di machilosa ne è un segno molto bello. Ma non siamo affatto giunti alla parificazione e quindi bisogna tutelarsi.
La verità, vi prego, sull'amore (W.H. Auden)

Alyosha
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Re: Liberamente gay

Messaggioda Alyosha » martedì 31 gennaio 2012, 14:33

per un etero non si pone il problema della separazione netta e assoluta della vita pubblica da quella privata (che oltretutto è oggettivamente impossibile).
Si è esattamente questo che intendevo per un etero il problema della separazione tra vita privata e vita pubblica si pone fino ad un certo punto. Esiste ma è relativo. Immagino che potrei non voler far sapere se mia moglie mi ha fatto le corna, se ho un figlio che si droga e altre cose simili. Però diciamo che nella norma il confine è molto meno rigido. Se un gay si dichiara nella dimensione privata o il cerchio delle compagnie che frequenta (o che sanno) è davvero ristretto e fidato o poi inevitabilmente tutto ricade nella sfera pubblica. Il problema che vedo in particolare è che mentre gli amici me li posso scegliere, così pure i posti da frequentare quando voglio divertirmi, i colleghi di lavoro proprio no (a meno che non sia un libero professionista o imprenditore) e neppure in qualche misura i contesti lavorati, che sono strettamente legati al lavoro e alle contingenze del momento. Molto dipende come dici tu dal lavoro che si fa e dal tipo di contatto umano e dalla quantità di relazioni che il lavoro che fai ti costringe ad avere. Però al di là di tutto, mi sono reso conto che proprio non vorrei parlare delle mie cose ai colleghi. Vorrei trovare un buon compromesso tra questa doppia esigenza, ma ci sto ancora lavorando :). Diciamo che al momento può starmi bene la situazioni in cui ognuno capisce quello che vuole, ma io non confermo ne nego, ma non so quanto potrà durare ne che effetti possa avere nel futuro. Non sarà semplice, perché mi continuo a chiedere come si possa nascondere il fatto che non hai una famiglia o durante le continue battute a sfondo sessuale il fatto che sei poco reattivo, però insomma non ci voglio pensare per adesso, intanto preoccupiamo ci avercelo un lavoro, il resto viene dopo.

Muzzle
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Re: Liberamente gay

Messaggioda Muzzle » mercoledì 1 febbraio 2012, 0:17

(interrompo un attimo il discorso lavoro, che peraltro condivido in pieno) solo per ringraziare Machilosa per aver riportato la sua esperienza

la mia situazione è un po' un ibrido (non sono altrettanto coraggioso :roll: ma mi ritrovo in altri aspetti) ed è da tempo che vorrei provare ad annusare un po' cosa fanno all'arci delle mie parti (che è imboscatissima sia rispetto a dove vivo, sia dove studio/lavoro).. quindi, beh mi fa ovviamente piacere leggere la tua esperienza.
Non penso comunque di riuscire a varcare quella porta a breve, ma sapere che esistono contesti seri, come lo descrivi tu là fuori, un po' mi rincuora.

(così, giusto per dirtelo)
Ha aperto la mano sinistra. Così ci ho messo dentro la mia storia.

giorgio82
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Re: Liberamente gay

Messaggioda giorgio82 » mercoledì 1 febbraio 2012, 2:03

Riprendo il tema del lavoro che trovo molto interessante e per me assolutamente attuale.
Ogni volta che mi inserisco in un nuovo contesto mi ripropongo di chiarire subito il mio orientamento. immancabilmente non lo faccio e mi trascino a lungo.
Forse il concetto è quello di sondare un momento i miei colleghi...o, di farmi prima apprezzare come persona, per poi dichiararmi.
Ora sono nella condizione in cui s'è scherzato 1000 volte sulla mia omosessualità, ho amici che regolarmente passano chiamandomi frocio pubblicamente, ho un ottimo rapporto con soci e collaboratori,i quali probabilmente credono ancora e comunque che sia etero... eppure fatico a formalizzare la cosa...
Sarebbe semplicissimo dirlo in una battuta e buona notte. eppure non ci riesco.
Tra l'altro mi è capitato più volte di dover convincere amici che è vero...sono gay. non ci credevano proprio..
cERTO IN ALTRE CONDIZIONI è DIFFICILE. L'ALLENATORE IN UN PAESINO è FREGATO... ,MA, PER QUANTO MI RIGUARDA, NON SAREI RIUSCITO A FARE L'ALLENATORE IN UN PAESINO E , PARALLELAMENTE ACCETTARMI E VIVERMI COME GAY...

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Re: Liberamente gay

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 1 febbraio 2012, 3:25

Giorgio, cerca di essere prudente, la privacy è una valore da tutelare, se ti dichiari pubblicamente i non dichiarati staranno alla larga da te e, credimi, il coming out può avere paradossalmente il risultato di aumentare l'isolamento chiudendoti in un ghetto, questo non è scontato ma accade spesso!

giorgio82
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Re: Liberamente gay

Messaggioda giorgio82 » mercoledì 1 febbraio 2012, 11:36

Possibile. Però a me non è mai successo. son dichiarato con tante persone ed è sempre andata bene.
In ogni caso non voglio fare una dichiarazione pubblica. Lavoro in un ambiente ristretto e "familiare", in cui,le lunghe ore passate insieme porta inevitabilmente a creare rapporti che si spingono un po piu a fondo. e a me viverli a metà dispiace parecchio.

gianni
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Re: Liberamente gay

Messaggioda gianni » mercoledì 1 febbraio 2012, 12:12

Sono pienamente d'accordo con te giorgio82 , non si può vivere nascosti e con la paura , feci anche io la tua scelta ( avevo 18/20 ) anni , anche se non avevo nessun compagno da presentare , ma , visto che lavoravo con i miei familiari , mi sentii di parlare con loro onestamente , non lo nascondo , impiegai parecchio tempo prima di prendere quella decisione e mi aspettavo una brutta reazione , sicuramente non misi i manifesti in giro per la città con sopra scritto " GIANNI E' GAY " . Poi quando incontrai l'Amico , divenne un componente della famiglia , forse le remore ce le creiamo noi stessi , penso che non sia un crimine parlarne con i propri cari , poi si vive meglio , più serenamente , e più in pace con se stessi . Nessuno mi ha mai fatto pesare la condizione di essere gay , né sul lavoro , neppure nella vita sociale . La cosa importante è quella di sentirsi una persona normale ( in tutti i sensi ) . Gianni .
Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.
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giorgio82
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Re: Liberamente gay

Messaggioda giorgio82 » mercoledì 1 febbraio 2012, 12:24

Grazie Gianni. Credo di non essere stato frainteso. Con ambiente "familiare" non intendo che lavoro coi miei parenti (peraltro già a conoscenza da tempo del mio orientamento),ma che lavoro in un piccolo ambiente in cui si sono create relazioni strette che vanno al di là del rapporto lavorativo.
Mi spiace solamente vivere tali relazioni precludendo una parter importante di me stesso.
Peraltro non è che la vivo così male..varrà in maniera naturale il momento in cui ne parlerò singolarmente e personalmente con soci e colleghi.

gianni
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Re: Liberamente gay

Messaggioda gianni » mercoledì 1 febbraio 2012, 12:55

Ciao giorgio82 , penso che un passo importante tu lo abbia già fatto , non precipitare le cose , come per magia , vedrai , le occasioni non mancheranno per essere finalmente te stesso , e ti renderai conto che non è una cosa così drammatica , altrimenti come ti spieghi che tante persone di una certa età , lavorano , sono rispettati e ricoprono ruoli molto importanti ( e sono gay ) , non è un marchio , siamo persone normali , uguali a tutte le altre . Gianni .
Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.
Oscar Wilde

giorgio82
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Re: Liberamente gay

Messaggioda giorgio82 » mercoledì 1 febbraio 2012, 14:44

Grazie Gianni. sono perfettamente conscio della cosa. Solo che mi rendo conto che ho sempre bisogno di conoscere a fondo le persone prima di esternarmi. Forse è giusto, ma lo trovo un limite, perchè capita spesso che le situazioni si ingarbuglino parecchio.
Riguardo il lavoro ho sempre fatto scelte che mi dessero soddisfazioni personali e professionali e che mi mettessero a contatto con persone valide (rinunciando a stipendi maggiori), eppure rimango sempre li arenato sulla questione,cosa che crea talvolta imbarazzi totalmente inutili.
Mi rimane sempre la percezione che sia più difficile farmi apprezzare partendo dal presupposto che sono gay, pur in un ambiente selezionato ed in qualche modo protetto.


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