cosa significa "accettarsi"?

L'accettazione dell'identità gay, capire di essere gay
Rispondi
Avatar utente
il principe
Messaggi: 191
Iscritto il: venerdì 20 novembre 2009, 15:21

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da il principe » mercoledì 21 luglio 2010, 16:33

jack89 ha scritto:accettarsi = colpirsi con un'accetta?
Giusto.
Propongo di chiudere il topic, Jack ha esaurientemente risposto alla domanda.
:mrgreen:
E tutti gli altri hanno torto. :x ( :lol: )
"Warping the minds of men and shepherding the masses has always been your church's domain. You lure sheep with empty miracles and a dead god".
Sydney Losstarot - Vagrant Story

trustyou
Messaggi: 30
Iscritto il: venerdì 15 giugno 2012, 17:21

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da trustyou » domenica 17 giugno 2012, 22:59

Per via della mia personale esperienza, per "accettarsi" intendo "essere spensierato". Mi spiego: ho passato tanti anni a vedermi fantasticare su altri ragazzi, a provare qualcosa di inconsueto per altri ragazzi e parallelamente a non provare alcunchè per le ragazze; finchè non riuscivo a tollerare questo comportamento (per i soliti motivi: regole sociali, disinformazione, etc.) non vivevo con la testa in pace, pensavo sempre a perchè io dovessi provare quelle cose e mi obbligavo a cambiare per riuscire a piacermi. La mia testa lavorava tantissimo, avevo questo chiodo fisso che non mi lasciava mai in pace e di conseguenza non ero mai presente realmente, quel cruccio mi opprimeva troppo. Ma ad un certo punto ho sentito il cambiamento: sono riuscito a dirmi che sono così e basta e sono riuscito a provare il desiderio di vivere da omosessuale. Ecco che il cruccio scompare completamente e al suo posto arriva un forte senso di leggerezza. In questo momento è quello che sto provando: leggerezza. Una sensazione confortante che non cade affatto nella volontà di spegnere il cervello per non pensare, ma al contrario permette di pensare fluidamente senza intoppi, i pensieri scorrono inavvertiti e ho la sensazione che in realtà non stia lavorando mentalmente.

Questo è il mio caso, però mi viene da pensare che in generale tutti attraversino quel momento in cui sentono che qualcosa di viscerale stia cambiando in meglio, a tal punto che giunge un sentimento di positività o comunque di rilassamento, come se qualcuno allentasse delle ipotetiche corde avvolte dentro di noi. E in fin dei conti è raggiungere la consapevolezza di normalità, intesa come legittimità della propria condizione. Il percorso della nostra vita non finisce con l'acquisizione di questa consapevolezza, anzi questo è il primo passo che compiamo all'interno di questo percorso (dico così perchè senò basterebbe accettarsi, che comunque è un importante conquista, ma evidentemente non è l'obiettivo finale, perchè dopo si continua a vivere). Ecco, vedo l'accettazione come necessario punto di partenza.

(Mi sembra di aver detto delle banalità, ma ripeto, io l'accettazione l'ho compiuta poco più di due settimane fa, ancora non so bene cosa venga dopo. Magari in futuro la penserò diversamente ;) )

Avatar utente
progettogayforum
Amministratore
Messaggi: 5457
Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da progettogayforum » domenica 17 giugno 2012, 23:13

Bellisimo post trustyou!! Non sarei stato capace di dirlo meglio!! Ci trovo la verità detta con molto buon senso!!

Avatar utente
argo
Messaggi: 30
Iscritto il: domenica 6 maggio 2012, 22:17

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da argo » lunedì 18 giugno 2012, 18:15

Non credo di essermi ancora completamente accettato... e allora voi direte: che rispondi a fare?! Ahahah lo so, diciamo che sto cercando di accettarmi: "lavori in corso", insomma, e, almeno per me, sono lavori assai faticosi...

Però sono convinto che sarebbe peggio non aver mai provato a metter su il cantiere (passatemi la metafora, rende bene): almeno così qualcosa - seppur molto traballante - sto cercando di costruire...

Di certo, purtroppo, non ci si sveglia una mattina e ci si sente a posto con se stessi: il peso degli amici che involontariamente (ma sinceramente!) fanno battute sul mondo gay, stereotipi televisivi assolutamente devastanti, la mancanza di conoscenze reali con altri ragazzi... beh tutto questo non aiuta, però sto cercando di lavorarci su... la mia è un'accettazione in progress...

Penso che quando - e se mai - mi sarò accettato, sarò "a posto con me stesso": ecco, accettarsi penso voglia dire questo: vivere la normalità della propria vita.
Ciascuno di noi, pertanto, è come una contromarca di uomo, diviso com'è da uno in due, come le sogliole - Platone, Simposio 191d

Avatar utente
Nemo
Membro dello Staff
Messaggi: 330
Iscritto il: domenica 6 maggio 2012, 8:57

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da Nemo » lunedì 18 giugno 2012, 21:16

Salve a tutti!! Volevo partecipare raccontando la mia esperienza e quello che significa per me accettarsi!! Per quanto mi riguarda ho passato due fasi di accettazione, la prima, da pre-adolescente, verso me stesso, nel senso che quando ho capito il mio orientamento mi è cascato il mondo addosso, per la testa mi passavano le tipiche domande: ma perchè proprio a me? sarà una cosa momentanea? forse devo andare da uno psicologo? sono un pervertito? insomma chi ne ha più ne metta, ora logicamente un ragazzo che vive continuamente con queste domande e con questi pensieri che non lo fanno dormire la notte, semplicemente non vive, ma resta in uno stato di ansia terribile, si sente solo, non vede via d'uscita! Fortunamente con il tempo ho capito che non è niente di tutto ciò che pensavo (ovviamente influenzato dalla nostra bella società) e quindi ho capito che sono un essere un umano come gli altri e che le perversioni sono ben altre cose, questo credo si il momento dell'accettazione, ossia quando capisci che è tutto a posto, che vai bene così come sei e quindi non ti massacri più la testa odiandoti!! Dopo questa prima accettazione verso me stesso, ne ho dovuta affrontare un'altra, ossia quella verso la società e verso le persone a me care. Nel senso che essendo circondato da un contesto omofobico (soprattutto famigliare) provavo profondo malessere e dispiacere, che le persone a me care, se avessero saputo mi avrebbero "ripudiato". Anche questa situazione mi ha fatto stare malissimo, forse peggio della prima, arrivando ad avere brutti pensieri. Da poco sono riuscito ad accettare anche questa situazione, che non posso cambiare, ma a cui non posso permettere di ostacolare la mia vita che ho diritto di vivere in quanto essere umano! In conclusione, quindi, per me si raggiunge l'accettazione quando si è liberi da pensieri e paure che ci impediscono di realizzarci in tutti gli aspetti della nostra vita!! A questo proposito mi piacerebbe mette un linck di un video tratto dal diaro di un ragazzo omosessuale che a me ha colpito molto...ma non so se posso farlo quindi chiedo a progettogayforum di farmi sapere se posso. garzie!! ;)
Nemo.
Operatore chat di progetto gay

Machilosa
Messaggi: 385
Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56

Re: cosa significa "accettarsi"?

Messaggio da Machilosa » lunedì 18 giugno 2012, 22:12

Per me accettarmi significa non provare più sensi di colpa per ciò che sono e per ciò che faccio, nè vergognarmi di fronte ai miei genitori ed ai miei amici.
Ho passato una fase, tra i 18 e i 23 anni, in cui ero più o meno conscio dei miei istinti omosessuali, ma, le poche volte in cui trovavo il coraggio di affrontarli direttamente (formulare un pensiero di senso compiuto mi costava una fatica immane!), la mia reazione era: "Io sono ciò che voglio; non voglio essere gay, quindi non lo sono."
Per accettarmi ho dovuto ristrutturare completamente l'idea (piuttosto balzana) che avevo di omosessualità; da lì in poi, il percorso è stato facile.

Rispondi