VECCHIAIA GAY

La vera vita dei gay anziani, Gay e problemi della terza età, Gay anziani e ricordi di vita.
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progettogayforum
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VECCHIAIA GAY

Messaggioda progettogayforum » sabato 4 maggio 2013, 0:11

La vecchiaia è un logoramento, un fenomeno che accomuna gli esseri viventi e le cose. C’è un inizio in cui si pensa al futuro, perché si spera nel futuro, poi il futuro arriva, si fa presente e lentamente si trasforma in passato, ciò che ne consegue è il logoramento, il mutare delle età biologiche, la stanchezza, che non è un atteggiamento mentale ma una debolezza fisica, il venire meno delle forze fisiche e di conseguenza anche di quelle morali. Solo da vecchi si capisce quanto conta il corpo. Si prova una sensazione progressiva di distacco, ci si concentra sul sé fisico, su quello che non va, sulle incapacità che ogni giorno aumentano, s’intravede la fine della corsa, anche se non immediata, ma si comincia a vederla, ci si rende conto che si sta avvicinando. Ci si dovrebbe ricordare di ciò che abbiamo realizzato e in qualche modo accade ma solo per rendersi conto che non si è realizzato nulla. Subentra il rispetto per chi adesso sta provando a realizzare, l’affetto, anche, ma distaccato, il rispetto per qualcuno che sta cercando di dare un senso alle cose, per qualcuno che, anche se la sua storia è altra e i suoi tempi sono altri, reincarna ciò che siamo stati, quando l’ingenuità era un valore. L’idea dell’identificazione e dell’amore, per un vecchio, risponde in fondo al solito desiderio di immortalità. Con la vecchiaia cadono i progetti, si lascia correre ogni cosa senza controllarla, sfuma anche l’identità personale, non si tiene più a caratterizzarsi, le classiche dicotomie: gay e etero, credenti e non credenti perdono significato e così anche le ideologie, tutte queste cose sfumano in una categoria di miseria comune che, la si voglia vedere o meno, è della condizione umana. Anche il pensiero si indebolisce, fatica a concentrarsi, ciò che appariva una sfida, diventa l’ennesima cosa inutile da accantonare. Gay? Se guardo indietro, sì, gay, ma adesso anche quello è passato, come passa ogni giorno ormai senza nemmeno l’ombra di una finalità. Si comincia a trascurare ogni cosa, anche quelle che apparivano essenziali e irrinunciabili. Ci si rende conto che quando quelle cose vengono meno non cambia nulla, che non hanno senso per nessuno o forse per altri hanno un altro senso. Abbandonando l’essenziale ci si rende conto che niente è essenziale. La sensazione dominante è di smarrimento, di progressiva perdita di ogni punto di riferimento. Chi è giovane la chiama depressione perché non la conosce ma con l’andare del tempo si capisce che è l’esito della comprensione profonda delle cose che viene dal privarle di tutti i significati che non hanno mai avuto, la vecchia alla fine semplifica, demitizza e questo aiuta a capire e allevia la sensazione del dolore.

k-01
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda k-01 » sabato 4 maggio 2013, 18:05

Che succede? A cosa si deve tanto scoramento? Non credo c'entri la vecchiaia

barbara
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda barbara » sabato 4 maggio 2013, 18:43

Cerco di non pensare al tempo che passa. In effetti pensarci mi mette tristezza a volte, ma non sempre. E' vero, trascuriamo il corpo e lo diamo per scontato fino a quando il dolore o la stanchezza non diventano un ostacolo, e solo allora riscopriamo la sua importanza.
L'apatia per me è la vera insidia: quando mi sembra di non avere obiettivi o cose che danno un senso di pienezza alla mia vita, quando appunto mi sembra di trascinarmi nella quotidianità. Ultimamente però sto cercando di apprezzare di più le piccole cose. Forse per prepararmi a quando rimarranno solo quelle? Non lo so. Per esempio adesso cerco di godermi il fatto che sono qui a scrivere , con una tazza di the accanto a me. Quando davvero non mi faccio distrarre da altre urgenze, allora riesco a fermare il tempo. E questo mi dà pace. Spero che questa tua malinconia passi presto. ;)

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Yoseph
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda Yoseph » sabato 4 maggio 2013, 19:23

Ho sempre letto i tuoi post di questa sezione come una lucida descrizione degli stati fisici ed emotivi di una persona matura, che potrebbe avere più o meno l'età di mio padre! Adesso come le altre volte cerco di tenermi impresse le parole come aiuto a cercare di dare un giusto valore al tempo e alla vita. Concentrato sulla tua scrittura non mi era mai venuto in testa che potessero essere sfoghi causati da momenti di malinconia! Spero siano solo attimi, non te la meriti tu la malinconia! :)
Ti abbraccio!

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progettogayforum
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda progettogayforum » domenica 5 maggio 2013, 0:22

Grazie Yoseph!! Non sapei che altro dire... Grazie!!

Jek70
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda Jek70 » domenica 5 maggio 2013, 2:45

Mi spiace leggere di questa tua malinconia.
Spero passi presto.

Il corpo invecchia è vero, come tutto a questo mondo, ma l'essenza di una persona non invecchia mai.

Coraggio Project, hai ancora tanto da dare.

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Tom
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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda Tom » domenica 5 maggio 2013, 4:44

Ci si dovrebbe ricordare di ciò che abbiamo realizzato e in qualche modo accade ma solo per rendersi conto che non si è realizzato nulla.

Non so se il modo in cui ho inteso questa frase è corretto: se lo è (cosa non scontata specialmente se si considera l'orario in cui ho scritto questo messaggio...) questa è una delle rarissime volte in cui siamo in disaccordo.
Per quel che mi riguarda ti sarò eternamente grato per ciò che mi hai insegnato: poche cose nella mia vita hanno avuto un impatto così grande sul mio modo di pensare e sulla mia felicità.
Conoscerti è stata la più grande fortuna che mi sia capitata.
So per certo che molte altre persone direbbero lo stesso.
"La vita giusta è quella ispirata dall'amore e guidata dalla conoscenza"
(B.Russell)

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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda progettogayforum » domenica 5 maggio 2013, 10:03

Grazie Tom!! :) Penso di essere stato molto fortunato a incontrare le persone giuste. In effetti non ho mai conosciuto gente cattiva della quale mi dovessi preoccupare. Io provo a fare le cose come si deve ma mi stanco, fisicamente e mentalmente, sono cosciente che mi è andata bene, non ho mai fatto esperienze negative. La malinconia è una conseguenza del declino fisico, senti di non essere più all'altezza e allora cominci ad abbandonare le cose e le persone, poi ricevo messaggi come il tuo e il motore si riprende per un altro po' di strada.

Grazie k-01, Barbara, Jek ... lo so che sono tra amici, malinconia non è solitudine!

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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda progettogayforum » martedì 7 maggio 2013, 15:55

C’è un tempo per tutte le cose, dice una famosissima citazione dell’Ecclesiaste, ed è proprio vero. Il senso del tempo incombe su di noi. La giovinezza guarda al tempo futuro come possibilità, la vecchiaia è caratterizzata dalla sensazione del distacco, dell’appartenere ad un mondo sorpassato, ad un passato irrecuperabile che è appunto “passato”, ma si aggiunge la sensazione dell’essere fuori posto, dell’essere un intruso in un mondo che appartiene ad altri e in cui un vecchio non sa più stare, ci può anche stare ma ci sta da vecchio, con i suoi modi di ragionare, con le sue incapacità di capire un mondo nuovo che ormai non è più suo. Un vecchio ha paura di sbagliare, si sente incerto, non è alla pari con i giovani, continua a scivolare all’indietro. Un vecchio pensa spesso di dire sciocchezze, di dire troppo o troppo poco, di essere inopportuno, di combinare guai, di non essere all’altezza della situazione, di non riuscire a capire il mondo degli altri, da qui il ritirarsi, il ridurre la propria presenza alle sole occasioni formali nelle quali è quasi tutto scontato, il formalizzare i rapporti e, in fondo è la scelta della solitudine, che non è una condanna, ma l’unica opzione possibile per un vecchio, la condizione della sopravvivenza: una vita a misura di sé e delle proprie possibilità. Un vecchio ha bisogno di distacco.

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Re: VECCHIAIA (GAY)

Messaggioda Yoseph » martedì 7 maggio 2013, 18:59

In questo forum penso che ci sia un ottimo dialogo intergenerazionale, poi su alcuni punti si può anche essere in disaccordo, ma intanto si discute e ci si confronta, quindi la situazione che vedo io non mi sembra coincidere con la descrizione del vecchio che si fa da parte, piuttosto mi sembri protagonista tra i giovani! E potrei farti anche altri esempi in cui dei giovani hanno un grande rapporto con persone che non lo sono più. Tempo fa tramite l'organizzazione presso la quale faccio volontariato mi è capitato di conoscere un'ex funzionario dell'ONU in pensione, che si era occupata di fare un corso di formazione per i volontari. Grazie alla sua ottima capacità di comunicare e di ascolto si è subito creato un forte legame tra lei e tutti i giovani presenti, tanto da divenire un grosso punto di riferimento per tutti, mantenendo un rapporto d'amicizia che si concretizza con visite periodiche.
Ricordo bene anche il periodo in cui m' interessavo di antimafia e con altri ragazzi di un'associazione siamo arrivati fino in Sicilia per poter ascoltare da vicino le parole di Rita Borsellino e di Pina Maisano, la vedova di Libero Grassi. Avevo 21 anni, eppure mi sono fatto un viaggio per andare ad ascoltare due "vecchie". Ricordo che eravamo tutti contentissimi di stare con loro e le ascoltavamo con molta attenzione. Credo che la curiosità fosse reciproca, loro erano interessate ed incuriosite da tutti questi giovani giunti da ogni parte d'Italia carichi di ideali, noi eravamo interessati ad imparare ma soprattutto ad avere una guida o punto di riferimento di cui fidarci.
Credo che ci siano delle differenze da persona a persona: ci sono vecchi che sembrano costruire un muro d'incomunicabilità con i giovani, si comportano in modo autoritario come se tutto quello che fanno i giovani fosse opera del demonio. Quelli danno astio anche a me e dubito che potrei godere della loro compagnia, ma di quelli che sanno ascoltare e sanno essere una guida discreta credo che ne abbiamo tutti bisogno, ed è un peccato che si facciano da parte!


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