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L'arte ed i suoi sottoposti
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marc090
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Messaggioda marc090 » sabato 8 giugno 2013, 20:05

Hum... aldilà della tecnica, su cui continuo a far pratica ma su cui spero di migliorare... ero indeciso se postare questa immagine..

L'ho realizzata circa due settimane fa... Raccontava un po' lo stato d'animo di allora..

Non è completa, manca qualcosa e cerca di riassumere alcune verità che mi son state un po' più chiare fino ad ora (nella mia vita).

Mah, spero vi piaccia... Volevo un po' di raffronti... :)

http://img690.imageshack.us/img690/9748/tramontano.jpg
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
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Messaggioda 875 » sabato 8 giugno 2013, 21:37

Chissà quelle mura cosa mi ricordano! :) :) :)
E' bella come l' hai realizzata...un bel quadro...mancano dei particolari come hai detto ma già così rende!

Il titolo? mmmh...
-presenza solitudine
-ma soli
-luce

mi son venuti guardando la foto ;)
Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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Messaggioda marc090 » domenica 9 giugno 2013, 9:45

Bhe M, hai occhio direi :) Nel senso che l'hai riconosciuto subito il posto... :)

Comunque grazie, era anche quello che mi serviva :)

Hum... sui titoli non so.. Richiama l'incompletezza in parte, ma.... Vabbè, ci penso :P :)
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
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Messaggioda barbara » domenica 9 giugno 2013, 14:58

Bell'immagine Marc. Mi ha fatto molto effetto la panchina in primo piano e anche il porto. Le sensazioni che mi evoca questa immagine sono come di un contrasto in diverse dimensioni: natura e industria, presenza e assenza, nubi e luce.
Mi evoca l'attesa e anche un po' di solitudine. Mi evoca la speranza che arrivi qualcuno a illuminare un momento triste o piatto della propria vita.
Ma , come si sa, l'arte non comunica solo ciò che voleva esprimere l'artista , ma anche ciò che c'è dentro allo spettatore.

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Messaggioda Tozeur » domenica 9 giugno 2013, 18:23

Molto bella questa immagine. Il bello dell'arte e che ognuno può dare una interpretazione dell'opera che osserva. Il ragazzo che osserva il maestoso mondo d'innanzi a lui è un sognatore. Il ragazzo osserva il paesaggio che lo circonda sognando qualcuno accanto che al momento non ha ancora conosciuto: un muro lo tiene bloccato ed egli può solo osservare, sempre con la speranza che tutto vada per il meglio in futuro
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Messaggioda marc090 » lunedì 10 giugno 2013, 11:04

Se volete vi dico il taglio che ho cercato di dargli quando l'ho realizzata, spero di averlo di comunicato.. E' sicuramente ambivalente, anche se un po' tragico :)

Hum... Il mondo di fronte è ambiguo... il sole è un bellissimo tramonto (tant'è che è una foto :) ) ma è scuro volutamente... quelle tonalità molto forti ricordano l'ambiguità di un mondo così bello, che può essere interpretato in una vastità di modi differenti.

Il ragazzo, in teoria il protagonista, è ripreso di schiena perchè gli basterebbe girarsi per godere di tutto il resto, delle potenzialità che il mondo offre... Eppure, è al tempo stesso abbagliato e attratto da quello che vede... Perso quasi nell'indecisione di se stesso.

Stringe la mano ad un desiderio, a qualcosa che sicuramente gli manca... Li l'ambiguità l'ho voluta sottolineare molto e i motivi per cui questo ragazzo ipotetico potrebbe mancargli sono molteplici, dalle visioni più tragiche a quelle più ideali.

Che altro... La panchina l'ho cercata apposta perché è il tipico luogo in cui ci si ferma, si riflette, ma principalmente si sta assieme... é voluta la metafora di lasciare entrambi i protagonisti la vicino, ma in un qualche modo lontano da un posto così (che a tratti può essere così intimo, così privato e al tempo stesso in bella vista).
Credo che sia una tra le ambiguità più forti, quella che riguarda il lato sociale e che sottolinea il rapporto tra volontà e possibilità di concedersi un luogo pubblico per manifestare se stessi e i propri sentimenti.
Esserne così lontani, sottolinea due volte la mancanza, di questi ragazzi, che potrebbero non concedersi un lusso del genere (stare assieme su una panchina, per giunta di spalle) e al tempo stesso che ci hanno già rinunciato.


Era un esperimento comunque sia :) Ogni tanto mi lancio in questo genere di cose e le trovo molto liberatorie, specie se mi riesce bene comunicare qualcosa... (In questo caso però, ho idea che mi manchi della tecnica per finire tutto :/)

Comunque grazie dei commenti Barbara e Tozeur , gli ho apprezzati particolarmente :)
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Re: Non ha ancora un titolo

Messaggioda barbara » lunedì 10 giugno 2013, 20:42

Penso che l'arte abbia anche il potere a volte di anticipare i pensieri e perfino le nostre scelte. E' come se l'arte ci permettesse di guardare molto più lontano rispetto agli occhi della razionalità. In un certo senso a volte è come una divinazione, una mano di tarocchi che ci indica dove, inconsapevolmente, stiamo andando.

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Messaggioda Kerosene » martedì 11 giugno 2013, 0:37

Vedendolo, mi ha fatto venire in mente una tecnica fotografica che fa un effetto simile, crea il "fantasma" di una persona, lasciando il resto intatto; si chiama doppia esposizione. In pratica due fotografie sulla stessa pellicola, passato e futuro uniti in un'immagine.
E in effetti mi aveva dato l'impressione di qualcuno che c'era stato, ma leggendo ho capito che intendevi esprimere una speranza, ...un desiderio, qualcosa che sicuramente gli manca... come dicevi.
Allora ho cambiato idea; la tua non è una "foto" doppia, è a metà. È un passato che aspetta il suo futuro.
Una mezza esposizione ;)

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Messaggioda marc090 » martedì 11 giugno 2013, 12:50

Bellissimo spunto anche il tuo kerosene... :) In effetti è vero, era parte di quello che volevo rendere nel complesso... Un punto fondamentale. Forse... tutto il concetto di mancanza in se e della continua ambivalenza a monte.
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