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 Oggetto del messaggio: Gay, etero, bisex: etichette scomode come sembrano?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 15:05 
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Iscritto il: mercoledì 6 febbraio 2013, 17:10
Messaggi: 241
Su questo forum di continuo sento la fatidica frase: "non sono un gay,sono una persona!". Quindi i gay non sono persone,evidentemente.
Ben pochi pensano che in realtà nel concetto di "gay" è già compreso il concetto di "persona". Non esistono gay che non sono persone,e che come tali hanno dunque diritti,sentimenti,aspirazioni e quant'altro.(Mentre provate a dare diritti a qualcosa di indefinito.Impossibile.Il diritto evidentemente non funziona così,e i politici cattolici e omofobi,gran furbacchioni,questo lo sanno bene.)
Difatti se nella frase sopra a gay sostituisco ebreo, suonerà così: "non sono un ebreo,sono una persona!". Vagamente nazista,insomma.

C'è chi dirà: "definirmi gay è una limitazione". Beh,ma quando ti definisci uomo e non donna,italiano e non inglese,alto e non basso,non ti stai forse definendo, e quindi de-limitando?Non sarà mica che l'etichetta gay non ti piace mentre quella di italiano sì?(e di questi tempi ci vuole davvero coraggio!)
Ma piuttosto,qual è il senso che dai alla parola gay? Il tuo,o quello negativo e discriminatorio che danno gli altri?

Oppure: "non voglio definirmi per non essere riconosciuto solo come gay".
Bene,se non fosse però che per riconoscere cosa c'è in un barattolo ci sono 2 modi: o ci scrivi sopra cosa contiene,o lo scrivi sopra a tutti gli altri e quello lo lasci bianco. In entrambi i casi sapremo subito individuare il barattolo che ci interessa!

Infine vorrei solo dire(riprendendo un mio post) che se tu non ti definisci,lo faranno gli altri per te. Nel modo in cui vorranno loro. Le persone non ti disprezzano in base a come ti definisci,ma in base a ciò che fai e che sei. E se non vuoi essere gay ma una persona,ecco che sarai sempre per loro una persona-deviata.
Ovvio che l'etichetta "gay" è scomoda in una società omofoba(come quella di grasso in un mondo di magri),ma forse è arrivata l'ora di insegnare e provare a far capire agli altri(e forse prima a noi gay) che l'etichetta "zucchero" non vuol dire veleno,ma una cosa dolce. E che l'etichetta "gay" non vuol dire una cosa turpe e vergognosa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 15:23 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
Messaggi: 97
tra l'altro in inglese "gay" vuol dire gaio, allegro; quindi è anche una bella etichetta!


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 15:35 
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Iscritto il: giovedì 23 agosto 2012, 22:49
Messaggi: 369
Anch'io penso che usiamo tutte queste accortezze per non essere oggetto di attacchi omofobi!


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 16:05 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Discussione interessante... vai a toccare degli argomenti su cui ultimamente ragiono molto. Questo topic somiglia un po' ad un altro sempre interessante di isabella, nella sezione "di tutto un po'".

Detto ciò, rispondo alla domanda: qual è il senso che dai alla parola gay?
A parer mio "gay" dovrebbe semplicemente definire l'orientamento sessuale di una persona, allo stesso modo di omosessuale. Tuttavia nella parola gay troviamo tante etichette, tanti stereotipi, la maggior parte dei quali sono assolutamente falsi e crudeli!

Quando qualcuno dice "Non sono gay, sono una persona!" penso che spesso lo dica in tal senso "io non sono gay (= amante della moda, pervertito, vocina stridula, schizzinoso, libertino, ecc..), ma sono, semplicemente, una persona!!!" Spiegata in tal senso, questa frase la sento anche mia: io sono Tobias, individuo unico e irripetibile, con i suoi mille difetti e qualche pregio ( :D ). Stop! Poi, certo, sono di sesso maschile e omosessuale.....ma questo non determina così pesantemente il mio carattere, i miei gusti, la mia persona.
Con ciò non voglio dire che un omosessuale non possa essere appassionato di moda, ci mancherebbe! Se Tizio è appassionato di moda lo è anzitutto perché è Tizio, con i suoi gusti e carattere, e non tanto perché è omosessuale.
Anche "uomo" e "donna" possono essere usati come etichette soffocanti. Nel passato, per esempio, come tutti noi sappiamo la donna era considerata inferiore all'uomo, non poteva lavorare, non poteva fare tantissimi mestieri (anzi, se non lavorava era meglio...meglio tenerla chiusa il più possibile in casa). Un donna di quei tempi avrebbe potuto gridare "Non sono una donna, sono una persona!"....questa donna non rifiuta il fatto di essere un individuo di essere femminile, ma tutte gli stereotipi e etichette che si sono creati attorno alla parola "donna".
Spero il mio ragionamento sia chiaro....e spero anche di aver capito bene il tuo!

Però hai ragione Candido a esaminare e criticare questa espressione ("non sono gay, sono una persona!"), che è in effetti sbagliata. Condivido infatti molto il tuo ragionamento. Perché questa espressione va di fatto a consolidare l'uso della parola "gay" come contenitori di tutti gli stereotipi.

candido ha scritto:
ma forse è arrivata l'ora di insegnare e provare a far capire agli altri(e forse prima a noi gay) che l'etichetta "zucchero" non vuol dire veleno, ma una cosa dolce. E che l'etichetta "gay" non vuol dire una cosa turpe e vergognosa.


Concordo! la nostra battaglia non deve semplicemente limitarsi a dire cosa non significhi essere gay (i noti falsi stereotipi), ma deve anche dimostrare cosa in realtà significhi.....nulla di poi tanto difficile da spiegare, direi. Siamo persone normali, ciascuna diversa dall'altra, non così tanto diversi dagli etero dopo tutto..... quello che ci distingue è solo il fatto che ci innamoriamo di persone dello stesso sesso. Tutto qui :)


Ultima modifica di tobias il venerdì 2 agosto 2013, 7:41, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 16:34 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
Messaggi: 97
Non capisco perchè tu dica che certi stereotipi sono falsi e crudeli
Di crudele nel pensare che a tanti gay piaccia la moda o cose del genere non ci vedo niente.
Di falso poi....mmm boh, te lo chiedo a te. Non ti è mai capitato di intuire che un ragazzo è gay o una ragazza è lesbica dal modo in cui appare, si atteggia, parla?
Presumo che la risposta sia sì. Dunque che c'è di male se qualcuno pensa che ai gay piacciano determinate cose piuttosto che altre ?
Non vedo grossi problemi in tutto questo.
Se per esempio conosci una ragazza e ti dice: -so che ai gay piacciono i musical , cosa ne pensi di West side story?...- , se a te fanno schifo le rispondi semplicemente: -ti sbagli , non a tutti piacciono:per esempio a me-....e finisce lì.
L'importante che non pensi cose tipo che ai gay piace mangiare i bambini o cose simili.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 17:05 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
@candido, @sam (concordando con ciò che scrive Tobias)
Esempio di conversazione (purtroppo) avvenuta un po' di anni fa...
X: ai gay piace andare in discoteca a ballare...
I: veramente a me non è che interessi molto la discoteca...
X (stupita): ma ai gay piace ballare...
I ( :roll: ) :...
X (pensierosa): magari sei un gay “diverso”...
I ( :shock: ) :...

Il punto è che io odio venire etichettata per il semplice motivo che l'etichetta deriva da uno stereotipo, cioè quella ragazza pensava che se sei gay devi per forza aderire a un certo stereotipo altrimenti non sei veramente un gay. Quanti genitori o amici quando dichiarate che siete gay vi rispondono: “Ma tu non lo puoi essere... non sembri un gay!!!! Non ti comporti come quelli che si vedono in televisione!!!!”
Quindi siccome sono un transgender devo per forza cambiare sesso, se per un qualsiasi motivo non cambio sesso non sono veramente una transgender...
Con questo non voglio sentirmi migliore degli altri perché purtroppo anche io ho assimilato certi stereotipi :oops: , e mi rendo conto che questi stereotipi (etichetta) limitano troppo una persona...

Isabella



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 17:15 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
Messaggi: 97
Beh, se incontri una persona così testarda che anche dopo avergli spiegato non vuole capire, sii contenta di aver scoperto subito con chi hai a che fare, così puoi evitarla.
Continuo però a non vedere niente di male nel fatto che uno sia convinto che ai gay piaccia ballare...cosa c'è di male nel ballare ? non ha mica detto "ma ai gay piace mozzare teste", no?
p.s. ma davvero non ti piace ballare? :D


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 17:28 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
sam ha scritto:
Continuo però a non vedere niente di male nel fatto che uno sia convinto che ai gay piaccia ballare...cosa c'è di male nel ballare ? non ha mica detto "ma ai gay piace mozzare teste", no?

Sam, il problema diventa quando tu pensi che se uno è gay deve per forza andare in discoteca o essere bello, o altri stereotipi simili, e quindi se una persona non rientra in qusti stereotipi non può essere gay...
sam ha scritto:
Beh, se incontri una persona così testarda che anche dopo avergli spiegato non vuole capire, sii contenta di aver scoperto subito con chi hai a che fare, così puoi evitarla.

Il problema è che purtroppo persone così esistono, anche fra gli stessi gay... e anche di questo ne ho avuto la prova :| ...
sam ha scritto:
p.s. ma davvero non ti piace ballare? :D

:oops: Diciamo che non mi piacciono molto le discoteche...

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 17:34 
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Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 11:59
Messaggi: 97
IsabellaCucciola ha scritto:
Sam, il problema diventa quando tu pensi che se uno è gay deve per forza andare in discoteca o essere bello, o altri stereotipi simili, e quindi se una persona non rientra in qusti stereotipi non può essere gay...
eh beh, allora tu digli: -come vuoi, allora non sono gay..."
Isabella

Non so...continuo a non vedere in tutto queste cose una minaccia per la propria serenità, quindi forse è meglio che parlino gli altri.
bye


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 Oggetto del messaggio: Re: Le etichette: sono davvero così scomode come si pensa?
MessaggioInviato: giovedì 1 agosto 2013, 17:50 

Iscritto il: mercoledì 19 giugno 2013, 17:21
Messaggi: 134
Aspetta Sam, provo a spiegarmi meglio.

Sam ha scritto:
Non capisco perchè tu dica che certi stereotipi sono falsi e crudeli


Sul fatto che certi stereotipi siano falsi e crudeli penso che tutti siano d'accordo: siamo veramente degli etero mancati, cresciuti male, che pensano solo al sesso occasionale, sempre in disco a ballare e sculettare ecc....?
Poi, ribadisco, dico che certi stereotipi sono falsi e crudeli. Altri invece non lo sono, hanno un fondo di verità, ma in quanto stereotipi, etichette sono generalizzazioni, che non sempre si rivelano veritiere.
In effetti ho sbagliato ad includere il gusto della moda fra i questi stereotipi crudeli e falsi....ma resta pur sempre una generalizzazione (come anche il fatto che a tutti i gay piacciano i musical).

è vero che alla maggior parte dei maschi etero piacciono il calcio e i motori, così come alle donne etero piacciono i vestiti....però si tratta pur sempre di una generalizzazione, si sta procedendo per maggioranze. Conosco infatti anche dei maschi etero che si interessano poco o niente di calcio, donne etero che non hanno particolarmente a cuore andare spesso a comprare vestiti.
Stessa cosa vale per i gay.

Sam ha scritto:
Non ti è mai capitato di intuire che un ragazzo è gay o una ragazza è lesbica dal modo in cui appare, si atteggia, parla?

Ho riflettuto su un po' su questa domanda, che apre una altra questione un po' complessa (scusami candido se vado un po' fuori argomento :oops: ).

Sì, è facile riconoscere alcuni omosessuali, hanno degli atteggiamenti e dei gusti più "appariscenti" (non lo dico in senso cattivo, sia chiaro), marcatamente diversi dagli etero. Però mi pare che fra gli omosessuali, come fra gli etero, non si sia tutti uguali. Esistono certamente anche degli omosessuali un po' meno "evidenti".
Certamente è vero che tante volte noi omosessuali, per via di contesti omofobi, tendiamo a nasconderci, a cancellare ogni possibile indizio nei nostri gesti e nei nostri modi che possano farci svelare. Sarebbe invece giusto che ognuno fosse libero di esprimere il proprio modo di essere, la sua vera e intima personalità....usciti dal proprio nascondiglio, però, non vedo però perché un omosessuale maschio debba necessariamente diventare fissato con i vestiti, per esempio.

In passato la nostra società era molto rigida nel definire i gusti e il carattere dei due sessi....l'uomo era così, la donna cosà (e chi non si atteneva molto al modello prestabilito veniva guardato male). Fortunatamente oggi, mi pare, le cose stanno cambiando. Si stanno smantellando questi modelli rigidi e asfissianti e si concede maggiore spazio alla libera espressione dei propri gusti e caratteri (siano essi conformi al modello oppure no). non vedo perché fra noi omosessuale dovrebbero formarsi dei modelli più o meno rigidi di "gay" e "lesbica"....è vero pure, tuttavia, che esistono delle caratteristiche più comuni (in parte dettate del contesto sociale, in parte proprio dal fatto di essere omosessuali), e non ci vedo nulla di male.

Fino a poco tempo fa non mi accettavo come gay e vivevo male il fatto di essere diverso in molti aspetti dai miei coetanei etero....ora che mi sono accettato, ora che vivo con più serenità il mio vero modo di essere, non vedo perché dovrei sentirmi spinto ad emulare certe caratteristiche.

Isabella ha capito bene ciò che voglio dire......il problema Sam non è il fatto che si dica che ai gay piacciano ai vestiti, i musical e le discoteche (non c'è nulla di male, come dici tu). Però sono generalizzazioni. Il problema sta invece nel fatto che ci si stupisca, così :shock: , che ad un gay (per esempio io) non piacciano queste tre cose .....ma perché stupirsi tanto? Ok, avrò gusti meno comuni, ma cosa dovrebbe esserci tanto di strano? Ognuno non è fatto un po' a modo suo?
Ovvio che questo non turbi troppo la mia serenità, però di certo non facilità la socializzazione e ti fa sentire un alieno con gusti strani.


Ultima modifica di tobias il domenica 16 agosto 2015, 22:51, modificato 2 volte in totale.

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