Omofobia e transfobia religiosa

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
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pavloss
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Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da pavloss » lunedì 15 settembre 2014, 19:32

Inserisco in questo post un testo che ho trovato in rete e che mi ha colpito. Non rimango impressionato tanto dal fatto di condannare l'omosessualità per motivi religiosi perché, lo sappiamo, esiste ed è sempre esistita un'interpretazione biblica fortemente orientata in questo al punto d'essere divenuta una tradizione.

Quello che mi colpisce è che l'autore di questo commento (rinvenibile in rete) - condiviso dal mondo tradizionalista cattolico - non riesce o non vuole ammettere una realtà solare: una persona vive determinate inclinazioni sessuali non perché un bel giorno si sveglia e decide di provarlo ma perché la sua natura lo inclina in quella direzione.
Un'altra cosa che questo autore nega con una forza che ha del paradossale è la capacità di un trans o di un gay di poter amare.
Qui effettivamente ci si imbatte in un oscuramento dell'intelligenza o della capacità di vedere e constatare che potrebbe avere delle conseguenze piuttosto inquietanti. Ecco il testo.


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Il prete moderno che fa
le fusa a papa Bergoglio

Quando venne fuori la notizia di quel poveretto di prete moderno che venerdì 29 agosto “benedisse” l’“unione” tra due persone anormali, lasciammo perdere, perché ormai l’anormalità è divenuta norma. Non si riesce più a stare dietro alla valanga di assurdità antiumane e di sberleffi a Dio prodotte a profusione dal nuovo “aggiornato” mondo ecclesiale nato dallo sfacelo del Vaticano II.

Ma ecco che, per rispondere alle critiche avanzate da più parti, questo prete che non sa perché è prete, ti pubblica una lettera di giustificazione, che abbiamo ripreso dal blog di Stefania Permeggiani su La Repubblica.
Non riportiamo per intero la lettera aperta di Giuseppe Cestone, in arte “prete” in quel di Andretta, in provincia di Avellino, sia perché è alquanto vergognosa, sia perché non siamo qui per fare propaganda alla sovversione.

Ricordiamo che questo nuovo prete della nuova Chiesa ha pensato bene di andare a vedere il film Fuoristrada, proiettato nel corso del “Calitri Sponz film fest”, una manifestazione affatto edificante che si svolge vicino a casa sua; film ispirato proprio alla vicenda della coppia anormale, che era presente alla proiezione e che il nuovo prete della nuova Chiesa ha “benedetto” alla fine, davanti al castello di Calitri, anch’esso in provincia di Avellino.
Evidentemente questo nuovo aggiornatissimo prete, invece di recitare le preghiere del Breviario, preferisce frequentare i centri di diffusione del vizio e della corruzione. Contento lui!

Perché l’ha fatto?
Perché, dice lui, “mi sono chiesto: cosa ne penserebbe Gesù?Ebbene io credo che Gesù avrebbe benedetto Beatrice/Pino e Marianna e si sarebbe fermato a casa loro per il pranzo. E molti farisei della nostra epoca si sarebbero scandalizzati.”

A riprova che in seminario nessuno ha insegnato a questo tizio cos’è la religione di Dio e ciò nonostante, o forse per questo, lo hanno “fatto” prete.

Ovviamente, questo suo convincimento tutto personale e affatto cattolico, il nuovo prete lo appoggia su riflessioni come queste:
“Mi sono sempre chiesto: se Gesù si fosse incarnato oggi, chi avrebbe frequentato? Dove lo avremmo trovato?Mi piace pensare che Gesù oggi avrebbe preferito vivere alle periferie della nostra società “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”. Penso che Gesù frequenterebbe tossici e barboni, anzi li andrebbe a cercare… Sono certo che moltiplicherebbe il pane su un barcone alla deriva e trasformerebbe l’acqua in benzina per l’operaio cassaintegrato.”

Ed ecco che troviamo qui tutto il repertorio di papa Bergoglio: le periferie, i barconi degli immigrati clandestini, lo sguardo ai cassaintegrati.
Peccato che nelle periferie “il sole del buon Dio” splende regolarmente come ovunque; che Gesù non ha mai frequentato i tossici e i barboni, perfino compiacendosene; che non ha mai moltiplicato il pane o mutato l’acqua per soddisfare i bisogni materiali di chicchessia.
Questa visione distorta dei Vangeli è oggi talmente diffusa e talmente seguita nel mondo cattolico, che Mario Bergoglio l’hanno fatto papa e Giuseppe Cestone l’hanno fatto prete: in barba a duemila anni di storia della Chiesa e alle schiere di Martiri e di Santi.

E il nostro continua a sciorinare la sua immaginaria sapienza:
“Sono convinto che l’amore tra uomo e donna sia l’immagine di Dio per eccellenza, perché è un amore capace di generare vita. In tal senso la Chiesa lo riconosce come Sacramento (segno della Grazia di Dio). Ma per chi non si riconoscesse né maschio né femmina? Per chi a causa della sua natura o della sua storia si identificasse uomo in un corpo di donna oppure semplicemente attratto dalle persone uguali a lui/lei?Per questo genere o “gender”, come si dice adesso, Dio non può aver pensato ad una vita di solitudine! Lo dice il libro della Genesi “non è bene che l’uomo sia solo, gli farò un aiuto che gli sia simile” (Gn 2,18).”

Una sorta di concentrato di perdita dell’intelligenza, di soggiacenza ai sovversivi luoghi comuni moderni, e di malafede. Miscuglio tossico che ormai connota tanti preti moderni abortiti dal Vaticano II.
“…per chi non si riconoscesse né maschio né femmina?”
Di grazia; e per chi si riconoscesse scarafaggio invece che uomo? E per chi si riconoscesse ameba invece che donna?
Di questi che ne dovremmo fare?
E poi dice che non sono tutti impazziti!
Un prete che ammette la possibilità che uno non riconosca la natura datagli da Dio e che non riconoscendola pretende di essere altro da essa; un prete che condivide e incoraggia tale bestialità, com’è che continua a fare il prete… magari in attesa di diventare vescovo?

“Per questo genere o “gender”, come si dice adesso, Dio non può aver pensato ad una vita di solitudine! Lo dice il libro della Genesi “non è bene che l’uomo sia solo, gli farò un aiuto che gli sia simile” (Gn 2,18).”

Certo che no! Per costoro Dio a già pensato ad un soggiorno eterno in numerosa compagnia… all’Inferno.
Esattamente come vanno all’Inferno i bugiardi e coloro che disprezzano, stravolgendola, la Sacra Scrittura:
“Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” (Gn. 2, 18) … “Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta essa 
è carne dalla mia carne 
e osso dalle mie ossa. 
La si chiamerà donna 
perché dall’uomo è stata tolta.” (Gn. 2, 22-23).

Ed ecco sbugiardato il falso prete e mostrata la sua impudenza e smascherata la sua mala fede.
L’uomo non è stato creato per una vita di solitudine, ma per vivere con la sua donna, e non da pervertito con un altro uomo; né la donna dovrà vivere sola o nella depravazione con un'altra donna, perché Dio ha voluto che vivesse in compagnia dell’uomo, da cui è stata tratta e di cui è carne della sua carne e osso delle sue ossa.
Un prete che fa finta di non saper leggere la Sacra Scrittura per propagandare le opere del demonio, per scandalizzare i fedeli di Cristo, “È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare”… dice il Signore (Lc. 17, 2).

E invece no! Quelli come lui li fanno vescovi e magari papi, tanto per dichiarare al mondo che, alla fine, i preti moderni stanno quasi riuscendo a demolire la Chiesa.

Gioite miscredenti e nemici di Dio! I preti moderni si sono messi a capo delle falangi diaboliche di Satana!

E infine la blsfemia: “Nella nostra epoca è difficile imparare ad amare, e quando l’amore germoglia nella vita di due persone, Dio rinnova la sua presenza nel mondo. La storia di Beatrice/Pino e Marianna mi ha insegnato che il rispetto e la tolleranza sono la prima forma di amore per il prossimo, ma mi ha anche fatto capire che l’Amore di Dio non ha confini è capace di arrivare oltre i canoni e le forme convenzionali.”

Così, le leggi di Dio e della Chiesa sarebbero diventate “canoni e forme convenzionali” che verrebbero scavalcati dall’Amore di Dio che “germoglia nella vita di due persone”.
Ognuno è libero di scavarsi la fossa che vuole e di scegliersi il posto che vuole all’Inferno, ma non è libero di dire fesserie e di ingannare gli altri uomini, soprattutto se si tratta di un prete che parla ai fedeli cattolici… in questo caso dovrebbe essere ridotto allo stato laicale, scomunicato e cacciato con disonore da ogni sia pur piccolo ambito cattolico, a monito per tutti e a tutela del bene delle anime.

Cari lettori, avete sentito dire che il vescovo di Sant’Angelo di Lombardi abbia preso provvedimenti contro questo bel tomo, quanto meno per fare il suo dovere?
Ma forse sta aspettando i risultati del prossimo Sinodo dei vescovi, che probabilmente abortirà a sua volta altre diavolerie come queste, care al prete blasfemo.

Che il Signore abbia pietà delle nostre anime e salvi la Chiesa dalle conseguenze delle malefatte dei moderni uomini di Chiesa.

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV938_ ... rmali.html

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progettogayforum
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da progettogayforum » lunedì 15 settembre 2014, 21:17

Beh... francamente, alla fine della lettura, mi chiedo ma chi è il Catone che scrive cose così esilaranti? Esistono in tema di omosessualità e di transessualità delle prese di posizione serissime della comunità scientifica manifestate negli atti ufficiali della Organizzazione Mondiale della Santità, queste prese di posizione non hanno alcuna pregiudiziale teologica, sono solo la sintesi di un'analisi scientifica seria della situazione, e sono prese di posizione apertamente stridenti col catechismo della Chiesa Cattolica che è fermo su posizioni del tutto preconcette che nulla hanno a che vedere con la realtà.
Quando la Chiesa cattolica afferma che l'omosessualità è “grave depravazione”, “funesta conseguenza di un rifiuto di Dio”,“mancanza di evoluzione sessuale normale”, “costituzione patologica”, “comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale” dice palesemente il falso e qualunque coscienza libera lo riconosce in modo evidente. Non vedo differenze sostanziali tra quello che la Chiesa Cattolica sostiene con apparente pacatezza ma con sostanziale mancanza di rispetto nei confronti del prossimo, e quello che afferma in modo delirante il Catone che parla in nome di Dio. Cambiano le forme ma la sostanza è la stessa. Papa Francesco ha almeno il buon senso di non ribadire ossessivamente certe posizioni, buon senso che il suo predecessore non aveva.
Il delirante Catone del post di apertura vuole essere più papista del papa, ma queste sono beghe interne alla Chiesa, che ad un occhio laico appaiono solo come rituali di gente che cerca visibilità, una cosa che fa un po' pena.

pavloss
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da pavloss » martedì 16 settembre 2014, 0:29

La storia di amore tra questo uomo trans e la sua compagna è una cosa che io, come gay, potrei non capire.
Eppure nonostante tutto quanto non capisco non lo catalogo come "inesistente", come fa questo signore (soprannominato da project "catone").
Dichiarare insistente quanto non coincide con il proprio schemino mentale è sempre pericoloso ed è sicuro segno di ideologia. Dichiararlo malato è ancor peggio.

Mi fa ricordare il "consiglio" di un prete che pensavo amico (e che oggi il vescovo ha pure "promosso" a confessore della cattedrale) il quale, quando ero innamorato (di un uomo) mi consiglio' di andare da uno psicologo perché, dal momento che non volevo sentire lui - così disse - almeno sarei stato costretto a sentire lo psicologo poiché lo dovevo pagare!
Una persona, questo prete, verso cui mi glorio di aver tagliato i legami.
Piccolo particolare: era un prete gay a dare questo genere di consigli ad un gay, pensate un po'...

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progettogayforum
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 17 settembre 2014, 18:08

Ho visto preti combinare veri e propri disastri inducendo al matrimonio dei ragazzi gay, nella assurda convinzione che il matrimonio fosse “la migliore medicina per l’omosessualità”. Però devo dire che ho anche visto, anche se raramente, religiosi che avevano il massimo rispetto per i gay, non so se fossero essi stessi gay ma certo riuscivano ancora ad usare il buon senso e l’intelligenza. Poi, naturalmente, ci sono i casi limite, come quello del nostro Catone, dico casi limite nel senso che spingono tutto all’estremo, e lì, purtroppo c’è poco da fare.

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IsabellaCucciola
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da IsabellaCucciola » venerdì 19 settembre 2014, 11:33

Pavloss, ti chiedo scusa per il link che posto, e non voglio assolutamente dare poca serietà al tuo Topic, però da quello che ho letto mi vengono in mente certe persone... L'immagine del link le riassume perfettamente.

https://www.facebook.com/omofobiamalatt ... =3&theater
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

pavloss
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da pavloss » venerdì 19 settembre 2014, 23:11

Ma infatti! Il monsignore che confessa in cattedrale (poveri quelli che ci vanno!) a suo tempo quando era più umile aveva il coraggio di dirmi "Noi preti spesso siamo dei segaioli!" e ovviamente si riferiva a se stesso, presumo.
Poi con il tempo e con qualche promozione (immeritata) ha finito per canonizzare se stesso e rifarsi la verginità davanti a me. Così io sono il povero peccatore da redimere (non dimentichiamo che costui è pure neocatecumenale e sappiamo che idee hanno costoro!) e lui la persona che finalmente ha capito tutto (ma in realtà ha solo represso se stessa).

Per questo dall'alto della sua autorità giunse a consigliarmi uno psicologo poiché io non lo ascoltavo.
Project, invece, nel modo più semplice e immediato e senza darsi arie anni fa' arrivò al nocciolo della questione e seppe darmi il consiglio più giusto senza volermi minimamente giudicare. Questo mi fece bene. L'atteggiamento lasciato dal prete, invece, mi lascio' uno strascico di amarezza: in fondo era un'amicizia tradita poiché un amico non giudica mai in modo così brutale un altro amico.
Ma lo abbiamo capito! La mia sincerità toccava problemi irrisolti al sacerdote a cui mi riferisco, problemi ai quali aveva voltato le spalle grazie al movimento neocatecumenale, prima, e al sacerdozio poi. Voltato le spalle (dico!) non risolti...
E quando un uomo non risolve i suoi problemi o prima o poi li fa pesare sugli altri, come in effetti è stato e sarà coi malcapitati che gli arriveranno appresso...

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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da progettogayforum » sabato 20 settembre 2014, 1:19

Vedi Pavloss, non riuscirò mai a capire l’idea del peccato “perdonato” in nome di Dio da qualcuno; quando sento cose del genere mi viene in mente il Mistero buffo di Dario Fo: Cristo torna in terra e vede papa Bonifacio VIII in pompa magna, e non capisce chi sia e il papa gli spiega che lui è il papa “quello al quale tu hai dato le chiavi del Regno” e Cristo gli risponde: “Che t’ho dato io?”
La religione come istituzione che amministra il perdono dei peccati in nome di Dio mi sa tanto di struttura di potere di un mondo primitivo, che purtroppo ha ancora grande presa sulla gente perché l’ignoranza è ancora enorme. Se il messaggio cristiano si dovesse identificare con “tutto” quello che dice la Chiesa, beh, in tutta onestà lo vedrei fortemente confliggente con la mia coscienza e moralmente irrecepibile. Nella Chiesa c’è molto farisaismo e per un laico abituato alla libertà certe atmosfere mistiche sono irrespirabili.
Vedo talvolta preti e suore che si danno da fare per il prossimo e queste persone hanno tutto il mio rispetto perché rispondono a una dimensione di solidarietà che è umana prima che cristiana, ma leggere certi documenti del magistero ecclesiastico mi spinge a chiedermi se chi li scrive si rende conto di dire cose false o se il preconcetto sia tale da oscurare la coscienza fino al punto di non vedere nemmeno le cose più evidenti.

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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da pavloss » sabato 20 settembre 2014, 15:25

Il senso del peccato è, nella sua identità biblica, il senso di una relazione interrotta. Non a caso in Quaresima ricorre la parabola evangelica del figlio prodigo che, esigendo dal padre la sua parte di eredità, esce di casa e taglia la relazione con lui. In questo senso biblico il peccato è sentirsi profondamente autonomi e non dipendenti da un mistero di vita dal quale proveniamo.
Ogni atto personale che sottolinea e rafforza questa autonomia, religiosamente parlando, è un atto di peccato ossia di rottura.
Il peccato si sana quando la relazione si riallaccia e questo avviene prima di tutto nella coscienza individuale. Il ruolo del sacerdote è, per così dire, il ruolo di chi prende atto ufficiale di questo fatto già avvenuto, poiché alla natura umana pare necessario un segno esteriore che indichi ciò. Ecco perché il padre misericordioso, accogliendo il figlio perduto e sentita la sua confessione "Ho peccato contro il cielo e contro di te", fa un grande banchetto in suo onore. Il banchetto è il segno esteriore di una relazione riallacciata.

Ma perché si possa riconoscere questo, è necessario avere avuto almeno la remota intuizione di una dipendenza da Altro, ossia che dietro al teatro del nostro mondo c'è un Regista, dietro allo scenario del teatro c'è una impalcatura che la regge.
In caso contrario è normale equivocare.

Si equivoca a maggior ragione davanti ad una Chiesa che è divenuta ipocrita proprio perché sostanzialmente atea. In questo ambito si ripetono certi concetti anche tradizionali ma non rimandano più a nulla, è un obbedire a forme vuote, come dice benissimo Project, giusto per tenere aperto il negozio al quale arrivano soldi e potere. Per questo Cristo nel mistero buffo dice al papa che si vanta di aver ricevuto le chiavi: "Che t'ho dato io?".

In questo ambito pure la cosiddetta confessione diviene un esercizio di potere e il papa, da un certo secolo in poi, s'inventa di poter distribuire le indulgenze, quando per non so quanti secoli prima non se ne è mai sentito il bisogno e non se ne ha mai parlato!

Il problema dell'odierna massa di credenti è che sono di fatto atei. Non che per me l'ateo sia un problema, bene inteso, ma è un problema chi dice di esser qualcosa quando in realtà è ben altro!

E quando non si ha più il senso di una relazione aperta, come sopra accennavo, la morale comportamentale diviene moralismo, attenzione esteriore alle regole, apparenza ipocrita.

Usare le forme tradizionali della religione per non rimandare a nulla, se non a una vuota forma farisaica è sempre stato l'inequivocabile segnale della morte di quel tipo di religiosità.

E questo, ben ovviamente, rende incomprensibile il messaggio religioso.
Per inciso, dei religiosi che fanno del bene alla società con opere sociali senza una profondità religiosa, sono totalmente insensati. Infatti che senso ha essere religiosi e fare del bene, visto che ci possono essere mille altri non religiosi a fare magari meglio?
L'unico senso dovrebbe essere religioso ma se quest'ultimo è corrotto ossia farisaico, tali attività non possono che esprimere insensatezza. Ecco il senso del famoso logion evangelico "Chi non raccoglie con me, disperde".
Ultima modifica di pavloss il sabato 20 settembre 2014, 15:49, modificato 1 volta in totale.

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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da progettogayforum » sabato 20 settembre 2014, 15:45

Pavloss, mi rendo conto di essere sideralmente lontano dall’idea di poter trovare il senso della vita in un solo libro, per quanto autorevole possa essere, è proprio la dipendenza dal metafisico che non riesco a capire; per un laico (che non è in polemica con nessuno, bene inteso) una fede metafisica non è che un modo per fuggire dalla realtà e per darsi un’illusione al di là dei limiti della natura. C’è il salto nella fede che è però una dimensione che non riuscirò mai a capire, tante volte credo che la fede sia solo un atteggiamento mentale che portandoci alle speranze metafisiche ci impedisce di pensare perché sembra offrire la soluzione a tutto, ed è una soluzione che è tutta antropocentrica e fin troppo consolatoria. Se penso alla parabola del buon samaritano penso che alla fine la fede non serva proprio a nulla se c’è un vero rispetto e un vero amore del prossimo, che alla fine sembra essere la morale della favola ma è una morale molto umana, veramente universale e sostanzialmente laica. Per giustificare l’amore del prossimo, che è una cosa del tutto naturale, non c’è bisogno dell’amore di Dio che è molto metafisico.

pavloss
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Re: Omofobia e transfobia religiosa

Messaggio da pavloss » sabato 20 settembre 2014, 15:57

Non ho alcun problema davanti al tuo pensiero, project.
Il fatto è che... la religiosità non è metafisica anche se molti ce l'hanno fatta diventare. La religiosità non è neppure cercare il senso della vita facendo un lavoro intellettuale su un solo libro, per quanto autorevole possa essere, nonostante molti altri l'abbiano ridotta a questo.
La religiosità è sensazione concreta di una certa realtà che io, bene inteso, non mi invento per bisogni insoddisfatti psicologici o per confortarmi.
Ed è solo da qui che si comprendono certe logiche.
Ma quando questa sensazione non esiste più le vie sono due:
1) o si diviene atei o laici, il che è coerente ed onesto.
2) o si continua come prima facendo finta di essere quello che non si è. E qui iniziano i veri problemi.

Scimmiottare il mondo laico, lasciando aperto il negozio religioso (come fa un papa Francesco) sembra attrarre molto la simpatia del mondo. Ma in realtà è profondamente disonesto con se stessi. Per questo dico che a far del bene si può benissimo essere dei laici. Infatti tu hai fatto del bene a me. Da un certo punto di vista che senso ha far del bene per motivi religiosi se le basi religiose non sono autentiche?

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