Heiwa

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SenzaPeso
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Re: Heiwa

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 14 luglio 2010, 18:29

barbara ha scritto:Beh! comincio a capire quando dici :troppa dolcezza é veleno.
E' un detto giapponese?
Da noi il valore del sacrificio esiste in modo molto limitato nell'educazione.
Però viene messo in pratica nei confronti dei precari, degli immigrati , sino ad arrivare ad estremi che sfiorano la schiavitù.
Ma anche senza questi eccessi ci stiamo avviando verso una società che ci spingerà ad essere più competitivi , a lavorare molto più duramente e tutto ciò senza tuttavia avere una tradizione culturale che lo giustifica.
In Giappone però sono nate anche molte filosofie e pratiche di vita per la ricerca della pace interiore. Dobbiamo concludere che vivere duramente predispone di più alla spiritualita?
ma guarda, se ti immagini il giappone come un paese spirituale sei fuori strada, è un paese che si dà all'eccesso di consumismo e allo spreco, che mischia tutte le religioni in un gran brodo. Da noi si dice "il giapponese nasce shinto, si sposa da cristiano, e muore da buddista". Il che è vero. C'è più che altro una grossa tendenza e amore per la tradizione, il cerimoniale, anche preso da altri paesi, tipo il natale che non ha nulla di cristiano. Spesso il giapponese va al tempio e non sa neppure che festa sta celebrando, ma ci va per tradizione.. e mi ci metto anche io. Mia madre ad esempio tiene molto a festeggiare il Tanabata anche qui in italia, ma celebra il natale sono perchè è bellino. Però sono cerimonie vuote. Non so che vita conducano i monaci, e qualcuno che ancora si affida alla spiritualità tradizionale di certo c'è. Credo sia rimasta più di sottofondo una ricerca della pace interiore che è entrata a far parte proprio dall'educazione giapponese, come ho già detto, dell'essere in pace con se stessi. Poi il giappone con tutto che è consumista, è un paese estremamente civile. Con tutto che sfrutta i cittadini e li sacrifica, ci si sta anche bene, dipende da quanto uno è adattabile. Se accetti tutto come viene, allora ci si vive molto bene. Treni in orario, gente puntuale, poco preparati sull'affrontare l'imprevisto, perchè molto inquadrati quello si. Nel senso, non sanno trovare scappatoie, ad esempio negli sportelli pubblici, se vai e poni un problema che esce dai binari, o comunque è raro che ci riescano. Ma ad esempio una volta un controllore alla stazione mi indicò il treno sbagliato, e venne a cercarmi per dirmi che aveva sbagliato, presentandomi un foglio per farmi sporgere una lamentela sul conto del suo lavoro. E sapeva che rischiava grosso se avessi sporto una lamentela che ero insoddisfatto. Insomma, è un paese strano ma che funziona così.

"troppa dolcezza é veleno." è un insegnamento di mia madre.

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Re: Heiwa

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 14 luglio 2010, 18:29

Grazie SenzaPeso, quello che scrivi mi apre proprio altre prospettive su un mondo che non conosco se non per vaghissimi cenni.

barbara
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Re: Heiwa

Messaggio da barbara » mercoledì 14 luglio 2010, 18:47

Molto interessante. Oggi ho leggiucchiato un pò, stupendomi della mia ignoranza.
la filosofia zen lo so non é nata in Giappone, però si é diffusa molto come pratica.
Mi piace l'idea di lasciar scorrere le cose, che sembra proprio il contrario di ciò che racconti della vita quotidiana in Giappone.
Poi mi hanno incuriosito i manga e anime. Mi stupisce la repressione che hanno subito i giovani che ne erano appassionati. Un pò come se noi fossimo stati criticati perché ci chiudevamo in camera a leggere Tex Willer e Diabolik (Luigi, ci sei? non ricordo più i titoli dei fumetti che leggevo...!!!)
Poi c'é stata la svolta sessuale dei Manga, a quanto ho capito. Questa la capisco un pò meno. va bene che i gusti non si discutono, ma Hello Kitti proprio...

SenzaPeso
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Re: Heiwa

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 14 luglio 2010, 21:51

è che ormai la filosofia non si applica più di fatto al tenore consumistico, ma il giappone fuori dalla megalopoli lo conosco poco anche io, perchè i miei parenti stanno a tokyo e io li ho vissuto. E' un enorme mostro di cemento. Ricordo però che mia madre, quando ero piccolo, non mi ha mai forzato ad andare via da un posto finché non ero stanco di giocare. Sono le solite contraddizioni. In certe cose il giapponese è molto calmo, sul lavoro ad esempio, si è vero che si lavora tanto, ma molto più lentamente di un italiano. Il giapponese ci mette il doppio del tempo a produrre sul lavoro di quanto non ci metta un italiano, ma sacrifica il suo tempo. Se deve stare a lavoro fino alle nove di sera a scapito della famiglia a finire una cosa che un italiano finisce nella metà del tempo ci rimane, per esempio.

questo video è interessante http://vimeo.com/9873910 sul giappone attuale, ma è in giapponese. Comunque si capisce bene anche dalle immagini e basta, credo.

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Re: Heiwa

Messaggio da bluray61 » mercoledì 14 luglio 2010, 21:58

Barbara ci sono, non ti ricordi i fumetti che hai letto? hai!! mi dicono che siano le sinapsi che dopo una certa eta' funzionano meno.Posso dare pochissimo all'interessantissimo argomento del post, la cultura giapponese mi affascina,ma sto' ancora cercando di capire quella italiana!!
Mi ricordo un bellissimo film giapponese "ecco l'impero dei sensi"che mi piacque un casino anche se il finale e' un filino traumatico,non so se era rappresentativo della sessualita' giapponese, di sicuro era completamente diverso dai film europei ed americani che trattavano di sessualita' e riusciva a far non considerare pornografiche scene di sesso piuttosto forti.
Il poco che so del Giappone mi e' stato spiegato da un consulente che ebbi occasione di conoscere in ditta' quando adottammo i principi produttivi basati sul Kaizen(in realta' li abbiamo addomesticati con il tipico gusto italico di storpiare le cose) che se ho capito bene significa miglioramento continuo e lui mi spiegava (come ha gia' scritto Senza_peso) che la filosofia lavorativa giapponese sacrifica l'esigenza del singolo per il raggiungimento degli obbiettivi collettivi.
Luigi
Ultima modifica di bluray61 il mercoledì 14 luglio 2010, 22:03, modificato 1 volta in totale.
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dopo aver viaggiato dentro il sonno.
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Re: Heiwa

Messaggio da barbara » mercoledì 14 luglio 2010, 22:02

Senza peso , per il video devo aspettare di guardare da un altro pc perché da qui non riesco. invece kaizen sta per...?

SenzaPeso
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Re: Heiwa

Messaggio da SenzaPeso » mercoledì 14 luglio 2010, 22:14

Kaizen significa miglioramento continuo, è una filosofia che adottano le aziende e non la conosco nel dettaglio, ma non è la sola cosa che i giapponesi hanno applicato presa dall'occidente. Nelle scuole il metodo usato è niente popò di meno che il metodo Montessori.

barbara
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Re: Heiwa

Messaggio da barbara » mercoledì 14 luglio 2010, 22:33

Oh! il video é BELLISSIMOOOOOOOOOO
ma il 2% iniziale della popolazione cosa vuol dire ? non può essere che i giapponesi sono il 2% della pop mondiale no?
E invece il 48 sul sesso? cosa sono? la durata in secondi? :lol: :lol: :lol: :lol:

No, veramente , ragazzi dovete guardarlo! Humor al vetriolo ...
Certo che 90 suicidi al giorno...brrrr...
E invece i bambini sotto i 5 anni? sono le morti per inquinamento?
Guarda, 'sto video , mi spiace di non sapere il giapponese!

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Re: Heiwa

Messaggio da guy21 » giovedì 15 luglio 2010, 20:33

anche a me affascina la cultura giapponese!
no so niente ma mi è piaciuto moltissimo "L'ultimo samurai!" (e chi non l'ha visto!), da piccolo credo che mi ero fissato di diventare un pò come i guerrieri giapponesi essere coraggiosi e non aver mai puara di niente! :lol: :lol: :lol: :lol:
anche le varie filosofie come lo yoga e così via mi affascinano perchè fanno ritrovare la pace interiore!una
volta avevo provato a fare qualcosa del genere leggendo un numero di focus!
non mi ricordo però se aveva funzionato!

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Re: Heiwa

Messaggio da barbara » giovedì 15 luglio 2010, 21:08

A proposito di film ho visto di recente un bellissimo film coprodotto da Cina e Giappone : Mille miglia lontano” di Zhang Yimou.

La storia è quella di un padre, il signor Takata, giapponese che tenta di recuperare il rapporto col figlio, gravemente malato. Per fare questo lascia per la prima volta il Giappone e raggiunge la regione dello Yunnan nella Cina Meridionale , alla ricerca di un famoso attore del teatro tradizionale cinese, arte della quale il figlio è appassionato studioso.Il proagonista é un uomo moderno, tecnologico dal carattere chiuso e impenetrabile, ma incontra un popolo contadino semplice , dove é ancora possibile esprimere i propri sentimenti. Questo film (se lo noleggiate tenete ikleenex a portata di mano) é emozionante e profondo.
Mi sembra che rifletta bene la reltà di un popolo come quelo giapponese che sembra abbia smarrito le sue radici e sia proiettato verso un futuro che gli appartiene solo fino a un certo punto.
Il chiudersi in se stessi e il richiamo della morte sono segnali del fatto che nel presente non ci si riconosce più.
Adesso mi sembra di vedere nei manga e negli anime come un messaggio di innocenza e un tornare alle origini . Da un lato ricordano l’infanzia , dall’altro certe forme espressive precedenti.
Nei popoli, come nelle persone, credo che le radici però non siano mai perdute per sempre.
Dobbiamo solo riconciliarci con esse, perché diano vita a qualcosa di nuovo .
In questo non vedo niente di diverso da ciò che accade anche da noi.
Ma qualcosa di buono da cui ripartire c’è sempre.

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