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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: PAURA DI NON ACCETTARSI GAY?
MessaggioInviato: giovedì 18 maggio 2017, 21:22 

Iscritto il: sabato 1 aprile 2017, 9:41
Messaggi: 6
Ah dimenticavo di dire...che sia lo psichiatra che la psicologa mi hanno detto che è doc...però prima che me lo dicessero li ho anticipati io..m magari non vorrei che lo hanno detto solo per tranquillizzarmi e prepararmi ad un discorso di omofobia interiorizzata più in là...


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 Oggetto del messaggio: Re: PAURA DI NON ACCETTARSI GAY?
MessaggioInviato: venerdì 19 maggio 2017, 17:51 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 836
Toh guarda chissi rivede ^_^
Ciao Gaetà :O)*** pffffffft ma quanto andate di fretta voi giovincelli. Eeeeeh vabbè quello che ti diranno psichiatra e psicologa lo vedremo e poi tu ce lo vieni a dire che così ci facciamo una cultura anche noi perché sai qui noi non siamo né psicologi né psichiatri. Io poi di sta rimozione e proiezione non ci ho mica capito un belino...
Sono un po' ignorante scusami :O(((((((
Me la spieghi? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: PAURA DI NON ACCETTARSI GAY?
MessaggioInviato: venerdì 19 maggio 2017, 23:09 
Amministratore
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5064
Provo a risponderti.
Intanto l’orientamento dello psicologo non è un elemento trascurabile. Quanto più una teoria psicologica cerca di trovare spiegazioni e definizioni che vadano al di là dell’osservazione elementare e di quando la pratica clinica specifica suggerisce, tanto più alto è il rischio che l’interpretazione finisca per prevalere sui fatti. In genere la visione cognitivo comportamentale tende ad essere poco interpretativa e molto immediata nell’affrontare operativamente le situazioni, senza staccarsi troppo dal senso comune suggerito dall’esperienza. Che si tratta di doc non spetta a me dirlo, perché ci sono gli specialisti e io non sono né uno psicologo né uno psichiatra ma ho conosciuto molti, direi moltissimi ragazzi con doc a tema gay e ho raccolto centinaia (forse migliaia) di mail, che non si possono pubblicare per ragioni di privacy, ma che forniscono un’immagine estremamente concreta di che cosa è il doc. I due specialisti hanno detto che è doc, oggettivamente non avrebbero avuto nessuna ragione minimamente concreta per dire il contrario. Ciò che suscita perplessità è dare a un ragazzo affetto da doc a tema gay due termini sui quali riflettere: rimozione e proiezione, senza chiarire “immediatamente” in che senso possano essere usati questi termini in relazione al doc. Un approccio cognitivo comportamentale (non interpretativo) insegna prima di tutto a chi consulta lo psicologo a “guardare alla oggettività dei fatti” perché un ragazzo con doc non ha certo bisogno di suggerimenti per la ricerca delle cause di quello che gli accade. Il suo problema non è la mancanza di analisi ma la presenza di una tendenza analitica ossessiva. Bisognerebbe capire in che senso si parla di rimozione e proiezione, e comunque prima di parlare di queste cose bisogna tenere conto della oggettività della storia individuale, della presenza di atteggiamenti ossessivi in tempi precedenti, della storia della sessualità individuale, in relazione al fatto che il doc ha un inizio in genere bene individuato e l’orientamento sessuale che precedente l’inizio del doc è quasi certamente il vero orientamento di quella persona. Mi chiedo quale sia stato il risultato di averti proposto quelle due parole sulle quali riflettere: è partita una indagine alla ricerca di eventuali applicazioni della rimozione e della proiezione alla conferma della ipotetica omosessualità, cioè si è alimentata l’ansia ossessiva con la conseguente svalutazione della oggettività dei fatti.
Sessualità e ansia non vanno d’accordo: la vera sessualità non è ansiogena, se l’idea di essere gay non appare di per sé positiva e gratificante, se la si vede come una realtà estranea, come una realtà intrusiva e minacciosa, o anche se la si vede come un’ipotesi “teoricamente possibile” vuol dire che l’omosessualità esiste solo come “ipotetico” (non reale) fantasma da esorcizzare.
La tua mail parla di omosessualità in modo assolutamente astratto. Un vero gay si innamora concretamente di un ragazzo ed è felice di innamorarsene, potrà poi sentirsi condizionato dalla reazioni della famiglia o degli amici o dell’ambiente sociale, ma sono comunque tutti fattori esterni. Nessun gay è in crisi per il fatto stesso di essere gay. Anche quanto sembra che tu parli di fatti concreti (il tuo collega di lavoro) tutto resta sul piano delle ipotesi. Un gay non si chiede che cosa succederebbe se incontrasse un altro ragazzo gay, ma cerca con il massimo impegno un altro ragazzo che condivida i suoi sentimenti perché sa che trovarlo potrebbe rappresentare qualcosa di fondamentale nella sua vita. Che tu non stai parlando di vera sessualità ma solo di ipotesi si capisce quando parli di orientamento sessuale come scelta: “io voglio essere etero”. La cosa non ha senso. Tu non VUOI essere etero, semplicemente SEI etero, perché quella a la tua natura e dai tuoi post, specialmente dal primo, la cosa è evidente. Il problema, quello vero, è l’ansia ossessiva in quanto tale, che per te si proietta sulla paura di essere gay proprio perché, per un etero convinto, la paura più grossa è poter cambiare orientamento sessuale perché questo sarebbe oggettivamente uno sconvolgimento della personalità.
Poi la pronodipendenza… ok, ma anche lì, andiamoci piano, spesso si parla di pronodipendenza anche quando non c’è una vera dipendenza. Tutti i ragazzi fanno uso di porno e anche molto, in particolare quelli che non hanno una vita sessuale di coppia, ma questo non li rende affatto automaticamente dipendenti.
Ti direi solo di guardare i fatti mettendo da parte le interpretazioni. Che cosa mi costerebbe dirti che sei gay? Anzi c’è gente che dice che i gay tendono a trasformare tutti i ragazzi in altri gay, ma i fatti oggettivi sono ben diversi: non sei gay e tutta la tua storia pre-doc lo testimonia e l’orientamento sessuale non si cambia perché è quello che è e basta.
Un abbraccio e TRANQUILLO!!



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