Storia di un bisessuale

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Andre72
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Storia di un bisessuale

Messaggio da Andre72 » lunedì 14 maggio 2018, 0:12

Il grande Woody Allen disse che un bisessuale è l'essere più fortunato di questa terra, perchè comunque si mettano le cose non va mai in bianco.

Ed è un fatto appurato che "la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita". E in questa frase, lo sceneggiatore del film Forrest Gump ha scritto, a mio avviso, una perla di saggezza senza tempo.

E' anche vero che in taluni casi noi stessi siamo gli artefici del destino. E' come in una complicata ricetta di cucina: basta esagerare con la noce moscata o il sale, per rovinare un piatto che sarebbe stato memorabile.

Ma come fare allora? Come difendersi dalle insidie, dalle menzogne, dall'ansia e l'incertezza di un presente ed un futuro che ci è precluso? Verrebbe da rispondere, col buon senso caro mio.

Eh, si. Non fa una piega effettivamente. Presi in esame più parametri possibili, tendi ad escludere quelli più incompatibili ed a scendere a compromessi con quelli più confacenti alla tua vita.

Apparentemente potrebbe anche funzionare ma la vita ha di brutto, molte volte, che non accetta compromessi, oppure, come in una strategia militare, prima opta per una soluzione diplomatica e poi ti attacca alle spalle danneggiandoti gravemente.

Nella mia vita ho conosciuto piaceri e dispiaceri come chiunque. Ho conosciuto l'amore della donna e la soddisfazione della paternità. Un periodo di grande soddisfazione lavorativa, sentimentale e sociale.

Iniziò a tratti, invece, il bagliore di una finestrella che si apriva nel buio, riportandomi alla memoria echi di un richiamo che consideravo ormai l'ombra di se stesso: un fantasma.

Attimi del mio passato che pensavo di aver rimosso, di aver relegato il qualche baule in soffitta. Sarà capitato anche a qualcun'altro di voi, spero (non lasciatemi solo con questa immagine) di aver provato esperienze quantomeno simili.

La mia vita scorreva tutto sommato nella tranquillità apparente di una routine ormai consolidata ma lentamente, lentamente, sotto la cenere, a grande profondità, un tizzone non ancora spento ancora ardeva ed io non lo sentii.

Ci mise qualche anno a riemergere e molto ingenuamente non mi posi il quesito sul perchè preferissi la filmografia pornografica gay a quella etero (che comunque visionavo abitualmente). Attribuii il fatto ad una mia perversione, ad un capriccio, non saprei neppure come definirlo. Mi piaceva osservare l'accoppiamento maschile e provavo eccitazione.

Questo genere di comportamento continuò per qualche anno ma non saprei dire quanti, anche se non molti.

E qui, per non farlo diventare il romanzo di Guerra e Pace, arriverò al dunque cercando di essere il meno prolisso possibile.

Cinque anni fa circa, quindi nel 2013 sentii un forte desiderio di comunicare o comunque venire a conoscenza dell'aspetto della mia sessualità in cambiamento con qualcuno che non la vedesse come un'aberrazione, una malattia.

Non sapendo davvero a chi votarmi pensai che forse la frequentazione di una chat erotica mi avrebbe portato qualche beneficio. Ne frequentai una, ma per poco tempo, perchè mal strutturata e poi divenuta a pagamento. Ne conobbi un'altra, molto grande ed articolata e li rimasi.

Ebbi modo di conoscere virtualmente persone che prevalentemente volevano solo incontrarmi per fare sesso, ma è comprensibile visto che la chat era a sfondo sessuale e non di cucina...L'uso delle webcam, seppure nell'anonimato del viso, era di aiuto in molti casi e anche se non venivano sempre usate per mostrare gli attributi, era no un ottimo espediente per simulare un contatto con l'interlocutore nei casi si trattasse di un discussione seria.

E difatti accadde che un sera si fece avanti una persona più grande di me, un po' timorosa. Mi chiese se volevo andare in privato con lui con la sola promessa che se mi fossi stufato della conversazione non gli avrei spento la cam in faccia perchè ci avrebbe sofferto. Acconsentii senza problemi perchè non sono quel tipo di persona, a meno che non incontro un cafone. Chiamerò questa persona Marco.

Iniziò un dialogo interessante in cui vi furono scambi di opinioni, di fantasie sessuali e molto altro.

In un collegamento successivo ci scambiammo mail e cellulari. Dopo qualche mia indecisione finimmo per incontrarci. Lui aveva 12 anni più di me ma molto giovanile, proprio non li dimostrava affatto. Camminammo per la campagna per un bel pezzo fino a che ci trovammo in un luogo completamente isolato. Ci fu il tanto desiderato incontro ma restò entro i confini di un approccio soft. Per me era la prima volta che un uomo mi metteva le mani addosso in quel senso. Provai insomma le sensazioni che tutti avrete provato la prima volta e la mia vita inizio quel giorno a cambiare.

La domanda che da un po' di tempo rimbombava nella mia testa era: sono diventato gay? Sono un bisex? Cosa sono? Le belle donne mi piacevano, ma ne contemplavo le forme e la sinuosità. In un ragazzo, invece, osservavo il corpo, il viso e la fantasia prendeva il volo. D'estate in spiaggia non sapevo dove guardare per non fissare i loro corpi.

Essenzialmente la mia era un''attrazione fisica per il mio stesso sesso, ma una persona nella mia posizione si era già concessa una eccezione davvero fuori del comune (dal mio punto di vista di allora) incontrandosi con un altro uomo e scambiandosi effusioni sessuali.

Fu così che il tempo continuò il suo corso, incurante di come la pensassi

Con Marco ci si vedeva occasionalmente ma io ero sempre molto restio agli incontri e spesso inventavo delle scuse per non vederlo poichè in me il senso di colpa era così grande da disorientarmi su tutto ciò che facevo.

Dentro di me si faceva però spazio a gomitate l'impulso sempre più crescente di desiderare la compagnia intima di un uomo.

Iniziammo a vederci con più frequenza e anche il sesso subì una grande evoluzione. Inizialmente basavo essenzialmente il nostro rapporto solo su quello. Sesso, sesso, sesso, Giornate intere che avrebbero sfiancato tanti, ma non me che ne avevo l'ossessione. Anche qui il tempo fece il suo corso e pur praticando molto sesso con lui, prese spazio anche un dialogo costruttivo sulla mia sessualità e sulla sua.

Il mio senso di colpa nei confronti della mia famiglia era sempre li. Il mio soffocante bisogno di avere un uomo era sempre li. Cosa potevo fare? Per conoscere il colpevole bastava guardarsi allo specchio.

Certo, è facile giudicare quando si è innocenti o quando non si vive una condizione emotiva così rivoluzionaria. E' invece molto difficile capire le cause che portano una persona a stravolgere la propria vita sentendosi rapita da un impulso così potente.

Io mi ero innamorato di Marco, non glielo dicevo apertamente perchè in una relazione fra bisessuali coesiste la componente eterosessuale e quella omosessuale, e non sapevo se avrei infranto qualche regola o se lo avessi messo in imbarazzo.

Arrivò l'estate del 2016, lui andò in ferie in una città del sud d'Italia, seguendo una donna con la quale pareva proprio che stesse sbocciando una relazione. Mi chiese se lo potevo accompagnare all'aeroporto. Quella mattina andai a casa sua, facemmo l'amore e poi ci dirigemmo all'aeroporto.

La sera o durante il giorno ci sentivamo via messenger e così durò fino al suo rientro una settimana dopo circa.

La sera dopo mi chiese di andare in chat con lui e quando fummo connessi mi disse che aveva fatto una cosa di cui doveva parlarmi.

Mi aveva tradito con un altro.

In sostanza il flirt con la promessa fidanzata era andato a farsi benedire e lui, sconfortato, cercò di consolarsi con un incontro. In quel momento il mondo mi mancò sotto i piedi, il respiro mi mancò, il battito del cuore era a 1000 e mi girava la testa. Cercai di mantenere un certo contegno, anche perchè come ho detto, io non gli avevo assolutamente chiesto assoluta fedeltà ma almeno di essere preventivamente informato qualora avesse deciso di incontrarsi con qualcuno, in modo che anche io potessi prendere le dovute contromisure. Il mio errore fu non dichiarargli quindi i miei sentimenti nei suoi confronti e in questo devo dire, fu un po troppo fiscale...

Gli chiesi di vederci il giorno dopo e l'indomani appena mi vide mi disse "scusami mi dispiace tanto". Parlammo a lungo della nostra amicizia, del nostro rapporto e alla fine gli confessai i miei sentimenti per lui. Rimase meravigliato, inebetito, di stucco. Mi disse che mai nessun uomo gli aveva mai detto una cosa del genere.

La mia confessione era sincera, ma la usai anche subdolamente per farlo sentire in colpa per ll suo gesto. Mi disse che se avesse immaginato che i miei sentimenti fossero arrivati a tanto, non avrebbe mai ceduto a quella tentazione.

Io gli dissi che la mia concezione di tradimento da parte sua era se lui si fosse visto con un altro uomo ma non con un'altra donna. In quello non sarei riuscito ad essere geloso. Non so il perchè, Forse non vedendo in lei un rivale maschio, ma semplicemente un elemento che avrebbe potuto completare la sua vita, e avrei accettato con gioia di mettermi da parte purchè lui fosse stato felice.

Questo non significa fare lo zerbino, ma in una relazione così complessa come la nostra, forse, il mio era un atto d'amore.

Da quel giorno non vi furono altre "scappatelle" da parte sua. Lo perdonai ma dentro di me rimase un dolore immenso di cui serbo ancora le cicatrici.

Il mio amore per lui si è consolidato sempre di più. Mi protegge dagli attacchi della mia fragilità e cerca in tutti i modi di arginare gli effetti del mio desiderio (a volte pressante) di autodistruzione che col tempo mi si è instaurato dentro.

Ma mi ha anche detto che una sua amica di vecchia data con la quale è molto in confidenza, potrebbe colmare quella mancanza di compagnia femminile che comunque desidera in qualche modo già da un po'. Pare che la loro frequentazione li porterà presto insieme ma lui non mi vuole perdere come amico.

Nel frattempo la mia condizione psicologica ha avuto un tracollo imprevisto e ho dovuto iniziare a frequentare uno psichiatra al quale ho raccontato dettagliatamente la mia storia. Attualmente sono piuttosto tranquillo grazie a vari ansiolitici e stabilizzanti dell'umore.

Attendo ormai da un momento all'altro la notizia di un suo saluto, di un suo "in bocca al lupo".

E' forse una cosa cretina fare come il gatto che attende davanti alla porta per vedere che succederà, ma da ciò che accadrà dovrò capire se sarò abbastanza forte da farmene una ragione e magari frequentarlo come amico e non più come compagno segreto, oppure dormire sul ballatoio del mio psichiatra per farmi supportare in questa mia esperienza.

Io spero che chi leggerà la mia storia comprenderà la mia situazione e il mio enorme malessere e avrà per me, non dico pensieri condiscendenti, ma almeno comprensivi.

Ho già letto molti commenti su altri forum che riguardavano casi come il mio, in cui un uomo bisessuale con famiglia a carico, si innamorava di un altro uomo, avevano una relazione, e i relativi sensi di colpa. I commenti più gentili erano infami, traditori, schifosi... Bhe si, il senso di colpa lo si prova per questo, altrimenti se ne sarebbe orgogliosi, ma non avevo certo il dono della preveggenza per sapere che un domani la mia vita avrebbe subito questa svolta, altrimenti non mi sarei sposato e non avrei avuto un figlio. Non intendo neppure fare riferimenti ai miei traumi infantili perchè sarebbe troppo facile nascondermi dietro a loro, ma affronto ogni giudizio come ho sempre affrontato tutte le avversità della mia vita.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato

Andrea

ps
se i moderatori non giudicano la mia storia attinente al mondo gay la possono tranquillamente eliminare poichè comprendo che le tematiche che ho trattato si discostano di un poco dalle molte bellissime storie di amore gay che ho letto su questo forum. Resterò comunque un entusiasta partecipante alle discussioni di questo forum.

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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Help » lunedì 14 maggio 2018, 9:06

Per vedere il quadro completo sarebbe da capire se tu ancora ami e desideri sessualmente tua moglie. L'unica cosa "riprovevole" è che tu non le abbia parlato della faccenda. Se tu sei veramente bisessuale, hai bisogno tanto delle donne quanto degli uomini e quindi mettere a tacere una parte non può che causarti sofferenza, indipendentemente se hai una famiglia.

Dovresti trovare la tua massima felicità e questo può succedere solo se il mondo che nascondi lo riveli alle persone coinvolte direttamente. Tua moglie potrebbe anche farti scenate, ma l'unica cosa su cui sarebbe davvero in diritto di rimproverarti è l'averle tenuto nascosto questa frequentazione sessuale e amorosa.

Per quanto riguarda il tradimento, da come lo hai raccontato mi tocca dare ragione a Marco. Tu gli hai detto che se voleva andare con altri l'unica cosa che doveva fare era avvertirti. Poi hai moglie e figli e all'inizio lo incontravi solo per farci sesso. Se dovessi puntare sul trovarmi un compagno non punterei su di te (Perché tu per primo non mi sembreresti in cerca di compagni). Si sarà sentito come una valvola di sfogo per il sesso. Indipendentemente da tutto, se tu vuoi iniziare una relazione con lui, dovresti dirglielo, mica è un indovino. Se è bisessuale come te anche lui avrà bisogno di donna e uomo in egual misura, quindi non capisco la tua paura di essere rimpiazzato da una donna. Ci sono cose che solo noi maschi abbiamo e possiamo dare :lol:

Buona giornata :D

P.S.Ho corretto il messaggio 8 volte, spero di non aver lasciato nessuna frase sconnessa.

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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da progettogayforum » lunedì 14 maggio 2018, 20:09

Ciao Andrea e di nuovo benvenuto in questo forum! Il tuo post è serissimo e fa capire molto bene i tipici problemi dell’essere bisessuale. Vorrei partire da una considerazione apparentemente banale, tu hai 46 anni e lui ne ha addirittura 58. Non site adolescenti e avete alle spalle un mondo di esperienza. Alla vostra età si può benissimo cercare anche sesso, ci mancherebbe altro, ma forse il discorso è più complesso: un mondo di desideri frustrati, di aspirazioni, di sensi di incompletezza, di privazione affettiva, emerge col passare degli anni, insieme all’idea che proiettare le cose nel futuro significa accettare che non troveranno mai nessuna realizzazione. La logica dei tradimenti, spesso, non è la logica del cercare sesso, ma quella della disperazione che si traveste da sessualità, anche perché in fondo è più facile creare un contatto sessuale che costruire una vita di coppia, e poi, per un bisessuale l’idea stessa di vita di coppia è profondamente limitante.
Esistono regole sociali non scritte che definiscono la morale sessuale, ma sono regole che non hanno niente a che vedere con la vita affettiva. Il matrimonio è considerato un’istituzione sacra o quasi sacra perché tende a creare obblighi alla vita affettiva, che per sua natura non è coercibile. Promettere fedeltà per tutta la vita è già di per sé un’assurdità, anche se ci si limita ad una fedeltà che consiste nell’astenersi da rapporti sessuali con terzi, in fondo si tratta sempre di comportamenti, ma promettere di amare una persona per tutta la vita è una cosa del tutto priva di senso, perché i sentimenti non possono sottostare ad obblighi di nessun genere. E il matrimonio, per un bisessuale, equivale all’abdicazione a metà della propria affettività. Ma come tu stesso dici, hai visto riemergere tendenze che credevi ormai archiviate, ma che si erano già manifestate, in fondo erano state fortemente represse. È evidente che il voler imporre una regola ai sentimenti e alla sessualità crea conflitti. In fondo non siamo abituati ad accettare le persone per quello che sono, desideriamo definirle per categoria (marito, padre, amante, gay, bisex e così via) ma sono proprio queste categorie che creano tanta sofferenza perché sono fortemente limitanti, ciascuna crea obblighi e aspettative.
Tanto premesso, mi chiedo da dove vengano i sensi di colpa. Forse dal non aver corrisposto ai modelli che bene o male ci sono stati imposti o che abbiamo anche formalmente scelto senza neppure capire le conseguenze di quello che stavamo facendo. Le attese che abbiamo disatteso, le abbiamo disattese, è vero, ma erano basate su premesse del tutto incongrue. Abbiamo promesso la luna, forse senza capire che non si può promettere la luna, poi non abbiamo mantenuto la nostra promessa e ci siamo sentiti in colpa, ma di che cosa? Di avere seguito la nostra natura? O meglio di non averla repressa a sufficienza? E il fatto che l’abbiamo effettivamente repressa si nota dal fatto che quando ci manca la presenza del compagno andiamo in crisi, ma non certo per mancanza di sesso, ma per mancanza di quell’amore maschile che per un bisessuale costituisce l’altra metà del cielo. Un bisessuale non è un etero curioso, non cerca solo sesso dagli uomini, un bisessuale se ne innamora, e dovrebbe forse sentirsi in colpa di innamorarsi? Certo tutto questo discorso non risolve i problemi che vengono dagli impegni matrimoniali, perché quegli impegni sono stati comunque assunti, ma in fondo è per questo che esiste il divorzio, ma per il bisessuale il matrimonio è una parte essenziale della vita, anche e soprattutto quando ci sono i figli. Mi chiedo se in una situazione come la tua ha senso parlare chiaro con tua moglie, che potrebbe non capire assolutamente il senso del discorso e lo potrebbe considerare come un modo arzigogolato di giustificare quello che ai suoi occhi è solo un volgare tradimento sessuale.
Resta che, però, almeno il senso di colpa andrebbe ridimensionato. Il mio non è giustificazionismo a tutti i costi, ho visto spesso quando può essere dilaniante essere bisessuale, ma tanta gente purtroppo non lo sa e giudica con altre categorie.
Un abbraccio.

Andre72
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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Andre72 » lunedì 14 maggio 2018, 20:30

Help ha scritto:Per vedere il quadro completo sarebbe da capire se tu ancora ami e desideri sessualmente tua moglie. L'unica cosa "riprovevole" è che tu non le abbia parlato della faccenda. Se tu sei veramente bisessuale, hai bisogno tanto delle donne quanto degli uomini e quindi mettere a tacere una parte non può che causarti sofferenza, indipendentemente se hai una famiglia.

Dovresti trovare la tua massima felicità e questo può succedere solo se il mondo che nascondi lo riveli alle persone coinvolte direttamente. Tua moglie potrebbe anche farti scenate, ma l'unica cosa su cui sarebbe davvero in diritto di rimproverarti è l'averle tenuto nascosto questa frequentazione sessuale e amorosa.

Per quanto riguarda il tradimento, da come lo hai raccontato mi tocca dare ragione a Marco. Tu gli hai detto che se voleva andare con altri l'unica cosa che doveva fare era avvertirti. Poi hai moglie e figli e all'inizio lo incontravi solo per farci sesso. Se dovessi puntare sul trovarmi un compagno non punterei su di te (Perché tu per primo non mi sembreresti in cerca di compagni). Si sarà sentito come una valvola di sfogo per il sesso. Indipendentemente da tutto, se tu vuoi iniziare una relazione con lui, dovresti dirglielo, mica è un indovino. Se è bisessuale come te anche lui avrà bisogno di donna e uomo in egual misura, quindi non capisco la tua paura di essere rimpiazzato da una donna. Ci sono cose che solo noi maschi abbiamo e possiamo dare :lol:

Buona giornata :D

P.S.Ho corretto il messaggio 8 volte, spero di non aver lasciato nessuna frase sconnessa.
ciao Help, guarda il problema è che l'amore per mia moglie è diventato affetto e la cosa è abbastanza reciproca. E' più di un anno e mezzo che non abbiamo un rapporto. Io provengo da una famiglia piuttosto all'antica e la famiglia di mia moglie lo è altrettanto. Dichiararmi apertamente per quello che sono provocherebbe un terremoto. Voglio dire che i miei familiari biologici ed anche quelli acquisiti sono piuttosto omofobi. Eccoti quindi spiegata la mia ragione al silenzio.
Io apprezzo molto che tu faccia una giusta critica nei miei confronti perchè non hai torto su come mi sto comportando, ma proprio per via di questa mia metamorfosi e del contesto sociale in cui vivo, non riesco, al momento, a vedere altre vie d'uscita se non il silenzio.
Sinceramente delle donne non ne sento più il bisogno. Sono una persona sanissima e il mio "compagno" lo è altrettanto.
Per quanto riguarda la tua opinione in merito al tradimento di "Marco", mio malgrado, ti do anche qui ragione, poichè io a tempo debito non fui sufficientemente chiaro o sincero e sono cose che si pagano, ma credimi che non si sente una valvola di sfogo, anzi, forse è il contrario.
La bisessualità è una condizione difficile da vivere per soggetti come me, e sappiamo entrambi (io e Marco) che il mio innamoramento è forse più a senso unico del suo affetto per me.
Una relazione fra noi due non potrà mai esserci proprio per via del nostro genere e l'eventuale comparsa di una compagna per lui sarebbe da me accettata, certo, con un po di dolore, ma pure sempre sapendo che lui ne sarebbe felice.
Grazie per avermi dedicato un po del tuo tempo
Andrea

Andre72
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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Andre72 » lunedì 14 maggio 2018, 20:51

Orthis ha scritto:Ciao Andrea. La prima cosa che mi verrebbe da chiederti è come ti senti adesso.
Io debbo mettere le mani in terra, perché c'hai proprio ragione: come è possibile capire l'impulso che segna il cambiamento radicale in una esistenza? L'uomo può fare qualcosa? O segue a quel moto irrefrenabile un predisposto cedere da parte nostra? Poiché spesso non vivamo come vogliamo, ma come possiamo; ed è lecito domandarsi.

Ritengo che il giudizio più grande tu abbia da riporlo in te stesso. Non c'è nessun altro tra gli uomini, che son tutti peccatori, che può criticarti. Certamente anche i miei valori e la mia morale vanno contro a ciò che hai fatto ma non sta nel dovere di nessuno quello di poterti soppesare, se non che nessuno è in grado. Sei tu che tieni le redini della tua vita in mano e puoi capire ciò che hai fatto e perché lo hai fatto. Ci sono cose che possono dipendere da noi e altre no: l'opinione degli altri è fra queste. E spero vivamente che questo tu lo sappia di già e te ne renda conto quando leggi quei pareri.

Però quello che mi sento di dirti è di prendere in mano te stesso. La vita sarà anche imprendibile, ma non è tanto difficile scorgere il futuro da come trattiamo il nostro presente. E per quanto imprevedibile ciò che facciamo e non facciamo oggi lo rivedremo domani. In somma, questo futuro tanto incerto, così incerto alla fine non è.
Il buon senso non è detto che ci orienti dove dobbiamo andare. In cosa consiste il buon senso poi? Riguardo a delle nostre emozioni indefinite può aiutarci qualcosa di prefissato come questo? No può darsi, il buon senso non serve proprio a niente se non può esprimersi. Vuoi difenderti dai danni del mondo, e dall'inganno che per primo alberga in noi? Vuoi difenderti da te stesso? Guardati dentro e intendi che cosa sei, e in che cosa credi, in che cosa vivi e in che cosa muori. Il male non è solo fuori di noi ma anche in noi, e di medesimo modo il bene.
Realizzati come uomo, come mente, come corpo, come spirto. Circondati da chi ami e sarai circondato da mura invalicabili.
Questo è come puoi tentare a proteggere te stesso da questa straziante ed inevitabile sofferenza. E se non possiamo salvarci o munificarci, e sembrare vinti come gli scogli son vinti dalle onde del mare, allora tentiamo almeno a ritrovarla quella dignità che niente può toglierci se non siamo noi a lasciarla andare.

La chat erotica era solo un modo apparente di beneficio, ma era anche il modo più diretto e veloce per approcciarti a quella finestra che tenevi dentro di te. E hai trovato alfine non ciò che volevi ma ciò di cui avevi bisogno. Forse non stavi cercando solo un modo per renderti conto di ciò che eri ma anche qualcosa di molto più profondo e non lo sapevi neppure te. Che cosa sappiamo da vero di noi stessi? È difficile intendere non solo ciò che siamo ma anche ciò che non siamo. Molti uomini si rendono conto solamente dopo molti anni di essere omosessuali, anche dopo essersi costruiti una vita intera. Qui lascio la parola a chi ha molta più esperienza di me riguardo a questo. Devi capire se quella che tu adesso provi per le donne è solo un'ammirazione fisica od è anche un forte impulso che ti tende verso di loro. Sui maschi non c'è dubbio: questa attrazione fisica e sentimentale c'è.
Il bagliore che tenevi dentro l'hai arginato tanto a lungo che alfine è sfociato così furente da accecarti completamente e devi imparare a rivedere bene. Cessa quindi essere l'ombra di te stesso, non c'è più niente ora che può nascondersi alla luce di questa consapevolezza.

È ambiguo che ti protegga dagli attacchi della tua fragilità chi ne è poi la causa. Se ti sei innamorato di questo uomo il vederlo con altre ragazze non potrà che farti soffrire ulteriormente.
Però non capisco quel ''assenza di compagnia femminile''. Un bisessuale è teso verso uomini e donne ma inevitabilmente poi dovrà scegliere con chi stare. Per scrivere di un dolore immenso, e di cicatrici che non tacciono, tu devi amarlo da vero questo Marco. E lui non ti ama. Perdonami Andrea ma questo che rapporto è? che amicizia è? A me sembra solo un contatto tra due persone che non vuole consolidarsi. Se Marco non è in grado di accettarti pienamente nella sua vita, ora che tu lo vedi non solo più come un corpo ma come un amato, devi, come avevi già inteso, lasciarlo andare. E questo sarebbe un atto di coraggio non meno che d'amore; da chiedersi non è ciò che tu provi nei confronti di Marco ma quello che Marco prova nei tuoi confronti. E parrebbe che qualche certezza in ciò che ha fatto e ha intenzione di fare ci sia.

Uno dei passi che dovrai affrontare, certamente, è quello di parlarne con tua moglie. Non solo per essa ma per la sincerità che tu devi a chiunque, e in primo a te stesso, al dovere della famiglia. Comprenditi e cerca di rafforzarti per questa nuova situazione, che munificherà anche te stesso. Un modo di superare il senso di colpa è di capire quello che hai fatto e il perché lo hai fatto. Poteva andare altrimenti? Può andare adesso in un altro modo?
Una famiglia si compone da diversi individui. Risolvere questi problemi che attanagliano il tuo essere non è un comportamento che va contro la famiglia ma che rientra in quello spazio. Aiutare te stesso, che ne sei un membro, è aiutare tutti.

Il forum è un luogo telematico di dialogo per chiunque. Non devi preoccuparti se ciò che scrivi riguarda anche la bisessualità. Io non faccio parte della comunità LGBT, né sono gay, né sono bisessuale. Per parlare di questo basta essere umani, così come il scrivere sul forum. Ed è un posto importante proprio per questo.

Ci darò riflessione ancora in questo giorno.
Intanto una forte stretta di mano,
Buona serata
Ciao Orthis
parlando di come mi sento adesso ti direi che sono "chimicamente" stabile, ma non credo che potrò eternamente assumere stabilizzatori dell'umore o vari ansiolitici per cercare di avere la parvenza di una persona tranquilla.
Le tue considerazioni sono molto profonde, le apprezzo dal profondo del cuore e ti ringrazio. Certo la vita e le persone che accompagnano la nostra vita si aspettano da noi certe cose e noi, nella maggior parte dei casi, cerchiamo di essere all'altezza delle aspettative. Ma è come svegliarsi all'improvviso saltando sul letto, tutto sudato, e il mondo è cambiato di colpo. Le persone continuano a vederti per l'ombra di quello che eri e che nel frattempo non sei più e l'imprendibilità della vita di cui parli si manifesta in tutta la sua crudeltà.
Come ho già risposto all'amico Help, non posso rivelare il mio alter ego alla consorte per i motivi che leggerai in quel post.
Per quanto riguarda l'attrazione per le donne devo ammettere che apprezzo le donne ben fatte, giovanili, femminili, ma non le desidererei nel letto. Resto in una forma di limbo veramente frustrante.
Vorrei concludere la mia risposta alla tua costruttiva e cordiale lettera dicendoti che, seppure con un certo malessere, dovrò accettare la partenza di Marco per la sua vita. Del resto del doman non v'è certezza.
Grazie delle tue parole
Andrea

Andre72
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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Andre72 » lunedì 14 maggio 2018, 22:31

progettogayforum ha scritto:Ciao Andrea e di nuovo benvenuto in questo forum! Il tuo post è serissimo e fa capire molto bene i tipici problemi dell’essere bisessuale. Vorrei partire da una considerazione apparentemente banale, tu hai 46 anni e lui ne ha addirittura 58. Non site adolescenti e avete alle spalle un mondo di esperienza. Alla vostra età si può benissimo cercare anche sesso, ci mancherebbe altro, ma forse il discorso è più complesso: un mondo di desideri frustrati, di aspirazioni, di sensi di incompletezza, di privazione affettiva, emerge col passare degli anni, insieme all’idea che proiettare le cose nel futuro significa accettare che non troveranno mai nessuna realizzazione. La logica dei tradimenti, spesso, non è la logica del cercare sesso, ma quella della disperazione che si traveste da sessualità, anche perché in fondo è più facile creare un contatto sessuale che costruire una vita di coppia, e poi, per un bisessuale l’idea stessa di vita di coppia è profondamente limitante.
Esistono regole sociali non scritte che definiscono la morale sessuale, ma sono regole che non hanno niente a che vedere con la vita affettiva. Il matrimonio è considerato un’istituzione sacra o quasi sacra perché tende a creare obblighi alla vita affettiva, che per sua natura non è coercibile. Promettere fedeltà per tutta la vita è già di per sé un’assurdità, anche se ci si limita ad una fedeltà che consiste nell’astenersi da rapporti sessuali con terzi, in fondo si tratta sempre di comportamenti, ma promettere di amare una persona per tutta la vita è una cosa del tutto priva di senso, perché i sentimenti non possono sottostare ad obblighi di nessun genere. E il matrimonio, per un bisessuale, equivale all’abdicazione a metà della propria affettività. Ma come tu stesso dici, hai visto riemergere tendenze che credevi ormai archiviate, ma che si erano già manifestate, in fondo erano state fortemente represse. È evidente che il voler imporre una regola ai sentimenti e alla sessualità crea conflitti. In fondo non siamo abituati ad accettare le persone per quello che sono, desideriamo definirle per categoria (marito, padre, amante, gay, bisex e così via) ma sono proprio queste categorie che creano tanta sofferenza perché sono fortemente limitanti, ciascuna crea obblighi e aspettative.
Tanto premesso, mi chiedo da dove vengano i sensi di colpa. Forse dal non aver corrisposto ai modelli che bene o male ci sono stati imposti o che abbiamo anche formalmente scelto senza neppure capire le conseguenze di quello che stavamo facendo. Le attese che abbiamo disatteso, le abbiamo disattese, è vero, ma erano basate su premesse del tutto incongrue. Abbiamo promesso la luna, forse senza capire che non si può promettere la luna, poi non abbiamo mantenuto la nostra promessa e ci siamo sentiti in colpa, ma di che cosa? Di avere seguito la nostra natura? O meglio di non averla repressa a sufficienza? E il fatto che l’abbiamo effettivamente repressa si nota dal fatto che quando ci manca la presenza del compagno andiamo in crisi, ma non certo per mancanza di sesso, ma per mancanza di quell’amore maschile che per un bisessuale costituisce l’altra metà del cielo. Un bisessuale non è un etero curioso, non cerca solo sesso dagli uomini, un bisessuale se ne innamora, e dovrebbe forse sentirsi in colpa di innamorarsi? Certo tutto questo discorso non risolve i problemi che vengono dagli impegni matrimoniali, perché quegli impegni sono stati comunque assunti, ma in fondo è per questo che esiste il divorzio, ma per il bisessuale il matrimonio è una parte essenziale della vita, anche e soprattutto quando ci sono i figli. Mi chiedo se in una situazione come la tua ha senso parlare chiaro con tua moglie, che potrebbe non capire assolutamente il senso del discorso e lo potrebbe considerare come un modo arzigogolato di giustificare quello che ai suoi occhi è solo un volgare tradimento sessuale.
Resta che, però, almeno il senso di colpa andrebbe ridimensionato. Il mio non è giustificazionismo a tutti i costi, ho visto spesso quando può essere dilaniante essere bisessuale, ma tanta gente purtroppo non lo sa e giudica con altre categorie.
Un abbraccio.
ciao caro Project,
le tue parole mi toccano le corde dell'anima, ma non perchè in esse vi sia un messaggio di solidarietà e di condiscendenza, ma semplicemente perchè riescono a concretizzare quello che è lo stato d'animo in cui un essere umano può trovarsi a fare i conti ad un certo punto della propria vita, ed hai trovato un termine molto calzante per definire la mia situazione: dilaniante.
Io, come tanti altri, sono figlio dei miei stessi errori, e se è vero che gli errori fanno l'uomo grande, allora potrei ironicamente azzardare che morirò gigante.
Molti anni fa ebbi delle fantasie omosessuali, ma rimasero fantasie e col tempo sbiadirono, poi riemersero e poi sbiadirono di nuovo. Non potevo immaginare che un domani mi avrebbero condizionato cosi tanto. Lessi che nella vita di un uomo capita praticamente a tutti di provare questo genere di sensazione. Io la provai e la archiviai cercando di costruire la mia vita (visto col senno di poi) forse non come inconsciamente la volevo, ma come chi mi circondava la immaginava e la desiderava per me. Con questo non cerco di giustificarmi ma solo di dare un senso alle mie azioni.
Oggi, per i motivi che ho riportato nelle risposte date agli amici che ci leggono sopra, non potrei in alcun modo rivelare la mia identità sessuale, ne alla moglie e tanto meno a chi mi sta intorno, ma non ti nascondo che ho letto con tanto piacere e anche un pizzico di invidia i racconti di alcuni giovani ragazzi che hanno potuto vivere la loro sessualità in piena luce. A me questo un poco manca, mi è mancato anche il tempo e la maturità di decidere della mia vita e sono cose che si pagano.
Ti sono molto grato per aver espresso con umano calore il tuo pensiero e contraccambio con grande piacere il tuo abbraccio.
Andrea

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Help
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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Help » martedì 15 maggio 2018, 9:30

Andre72 ha scritto: ciao Help, guarda il problema è che l'amore per mia moglie è diventato affetto e la cosa è abbastanza reciproca. E' più di un anno e mezzo che non abbiamo un rapporto. Io provengo da una famiglia piuttosto all'antica e la famiglia di mia moglie lo è altrettanto. Dichiararmi apertamente per quello che sono provocherebbe un terremoto. Voglio dire che i miei familiari biologici ed anche quelli acquisiti sono piuttosto omofobi. Eccoti quindi spiegata la mia ragione al silenzio.
Io apprezzo molto che tu faccia una giusta critica nei miei confronti perchè non hai torto su come mi sto comportando, ma proprio per via di questa mia metamorfosi e del contesto sociale in cui vivo, non riesco, al momento, a vedere altre vie d'uscita se non il silenzio.
Sinceramente delle donne non ne sento più il bisogno. Sono una persona sanissima e il mio "compagno" lo è altrettanto.
Per quanto riguarda la tua opinione in merito al tradimento di "Marco", mio malgrado, ti do anche qui ragione, poichè io a tempo debito non fui sufficientemente chiaro o sincero e sono cose che si pagano, ma credimi che non si sente una valvola di sfogo, anzi, forse è il contrario.
La bisessualità è una condizione difficile da vivere per soggetti come me, e sappiamo entrambi (io e Marco) che il mio innamoramento è forse più a senso unico del suo affetto per me.
Una relazione fra noi due non potrà mai esserci proprio per via del nostro genere e l'eventuale comparsa di una compagna per lui sarebbe da me accettata, certo, con un po di dolore, ma pure sempre sapendo che lui ne sarebbe felice.
Grazie per avermi dedicato un po del tuo tempo
Andrea
Vorrei solo chiarire due cose che forse potresti aver frainteso. Non ti giudico e non ti critico, so perfettamemte cosa significa non voler parlare per non compromettere la tua stabilità. Mi sono anche fatto un esame di coscienza per vedere se il consiglio che ti ho dato era quello che avrei fatto trovandomi nella tua situazione. Questa riflessione mi ha portato alle riflessioni che farò qui di seguito.

Una vita dura in media 80 anni, i primi 20/25 li bruci per capire cosa vuoi e diventare indipendente, gli ultimi 20 li bruci a causa del degradamento fisico. Di anni in cui puoi vivere davvero ce ne sono 40. Un totale di 14600 giorni per vivere a pieno ogni singolo istante o emozione o desiderio, per realizzare i sogni, scoprire i limiti etc.

Ti comporti come se la tua vita non dovesse mai finire, ma quando il conto alla rovescia si fermerà cosa potrai dire? Quale felicità può esserci in una vita imposta? Vivi con una moglie che non ami sognando una relazione che ti neghi, perché hai paura della reazione di parenti che non spendono neanche un secondo per capirti. Ti stai solo facendo del male.

Credo di averlo detto sotto ogni thread di persone in situazioni simili, e quindi credo che questo sarà il mio ultimo intervento per quanto riguarda queste tematiche. Sopratutto poi perché non sono sposato e non ho figli e quindi non potrò mai capire.

Buona giornata Andrea

Hospes91
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Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Hospes91 » giovedì 17 maggio 2018, 13:57

Provo a dire la mia: un matrimonio o una convivenza (insomma, una relazione) che non si basa più sull'amore ma solo sull'affetto (per giunta senza più desiderio sessuale) è una presa in giro reciproca, non ha senso che stia in piedi. O meglio, dipende (forse soprattutto) dall'elemento religioso: se uno è cristiano o comunque professa con convinzione una religione che considera il matrimonio un vincolo indissolubile, allora quando si sposa dovrebbe essere consapevole che quel legame va mantenuto, anche qualora ci si dovesse innamorare di altri o sentire desiderio sessuale per altri (indipendentemente se uomini o donne), sforzandosi/imponendosi di non tradire il coniuge. A dar forza in tal senso dovrebbe essere la fede, cioè ci si priva di gioie extraconiugali al fine di un bene maggiore. Non sto qui a discutere se sia fattibile o no, non finirei più e non è questo il punto; il punto è che se invece il matrimonio è laico, che senso ha portare avanti qualcosa che non sta più in piedi ? Bisognerebbe avere il coraggio di andare contro la morale degli altri, che spesso ci ingabbia, essere forti fregandosene degli insulti e dei pettegolezzi, anche perché spesso provengono da persone le quali loro per prime tradiscono il coniuge e nascondono tutto sotto il tappeto, ma che non hanno il coraggio di prendere una decisione (quello di sparlare degli altri però lo hanno eccome...).

Persistere in una relazione che non ha più l'amore come fondamenta (che bello invece quando si vedono certe coppie di anziani che davvero si amano da tutta una vita, che non stanno insieme per affetto, ma proprio per amore! O che addirittura si innamorano da anziani, continuando a vedersi giovani! Coppie rare ma fortunatamente esistenti!) è una sofferenza, ma soprattutto una mancanza di rispetto per il coniuge/convivente/fidanzato che invece meriterebbe qualcuno che lo/la amasse.

Detto ciò, capisco che un conto siano i concetti generali, le visioni su situazioni del tutto decontestualizzate, e un altro è considerare tutte le particolarità dei singoli casi, però bisogna sforzarsi di utilizzare ambo gli approcci: quello brutale, diretto, decontestualizzato, e quello invece "dettagliato", inserito nel contesto specifico. Questo ovviamente al fine di realizzare una media ponderata dei giudizi che ne discendono e sforzarsi di arrecare meno sofferenza possibile a sé stessi e agli altri.

Pertanto, Andrea, io non ti sto per forza consigliando di lasciare tua moglie, ma nemmeno di continuare a stare con lei: è una decisione difficile (qualsiasi sia) ma che devi prendere tu e tu solo; anche perché né io né gli altri conosciamo davvero voi e la vostra situazione (di certo non basta qualche riga descrittiva in un forum!), quindi non possiamo e non dobbiamo prenderci la responsabilità di darti una direttiva. Possiamo solo esplicitare come vediamo noi le cose, e a tal fine lasciami dire che un partner per me ha il sacrosanto diritto di sapere se l'altro/a lo/a tradisce o no, almeno per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse che purtroppo possono (se si è molto sfortunati, ma inutile che ce lo nascondiamo) diffondersi anche con un corretto uso di ogni precauzione, per quanto si riduca il rischio. Da come scrivi mi sembri una persona responsabile che non avrà messo a repentaglio la salute della propria moglie, ma su questo punto non si insiste mai abbastanza.

Aggiungo che se (e dico SE ) davvero ti sei innamorato ritengo ridicolo pensare che tu possa rimanere "amico" di questo Marco: al massimo forse un rapporto sereno quando ti sarà uscito dalla testa, ma amicizia proprio... Per me è impossibile. Anche su questo però siamo tutti diversi, magari tu reagiresti in modo opposto al mio.

Capisco bene invece il non sentirsi traditi se il parter va a letto con una donna: forse non sarà nemmeno un sorso d' acqua fresca, ma una donna è diversa da un uomo, non saranno mai la medesima cosa, danno emozioni diverse, possiedono forme diverse, bellezze fisiche e mentali diverse, in ciò consiste la piacevolezza e la sofferenza della bisessualità.

Non mi trovo d'accordo con chi dice che un bisessuale ha bisogno di entrambi i sessi contemporaneamente e con la medesima intensità: tutti gli uomini ufficialmente etero che cercano sesso con altri uomini pur senza riuscire ad innamorarsi di loro ma solo di donne (con le quali invece hanno sia il trasporto sessuale che sentimentale), a mio avviso sempre bisessuali sono! Poi io non faccio il sessuologo ma credo che sia così, perché pare che la sessualità abbia davvero 1000 sfaccettature.

Concludo assicurandoti che la situazione che poni non è affatto estranea a questo forum, in quanto nella bisessualità C' E', per definizione stessa, anche l'omosessualità. A mio parere nulla (in generale nella vita) fa bene quanto il dialogo, l'espressione dei propri dubbi, convinzioni, problemi, gioie: è il C-O-N-F-R-O-N-T-O ! Se c'è qualcosa di buono oggi è forse proprio la maggiore possibilità di aprirsi, ma se si creano dei tabù...Non si va avanti. La tua situazione non è certo unica: prima o poi uomini e donne dovranno rendersi conto che la bisessualità esiste ed è (forse) più diffusa di quanto noi ci aspettiamo, ma finché non ci si confronta sembrerà che si tratti di qualcosa di alieno.

Io non dico affatto che bisognerebbe giustificare/acconsentire i tradimenti e via dicendo (queste sono scelte che non possono essere imposte o generalizzate, variano per ogni coppia e devono essere prese DALLA coppia), ma arrivare a poter parlare apertamente di sé, magari anche solo con le persone più confidenti come amici, fratelli, genitori, figli (o anche solo coniugi!) sarebbe una conquista enorme. Ti auguro che tu abbia la possibilità di farlo in maniera meno traumatica di quanto tema.

Andre72
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Iscritto il: martedì 8 maggio 2018, 17:22

Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da Andre72 » giovedì 17 maggio 2018, 17:32

Hospes91 ha scritto:Provo a dire la mia: un matrimonio o una convivenza (insomma, una relazione) che non si basa più sull'amore ma solo sull'affetto (per giunta senza più desiderio sessuale) è una presa in giro reciproca, non ha senso che stia in piedi. O meglio, dipende (forse soprattutto) dall'elemento religioso: se uno è cristiano o comunque professa con convinzione una religione che considera il matrimonio un vincolo indissolubile, allora quando si sposa dovrebbe essere consapevole che quel legame va mantenuto, anche qualora ci si dovesse innamorare di altri o sentire desiderio sessuale per altri (indipendentemente se uomini o donne), sforzandosi/imponendosi di non tradire il coniuge. A dar forza in tal senso dovrebbe essere la fede, cioè ci si priva di gioie extraconiugali al fine di un bene maggiore. Non sto qui a discutere se sia fattibile o no, non finirei più e non è questo il punto; il punto è che se invece il matrimonio è laico, che senso ha portare avanti qualcosa che non sta più in piedi ? Bisognerebbe avere il coraggio di andare contro la morale degli altri, che spesso ci ingabbia, essere forti fregandosene degli insulti e dei pettegolezzi, anche perché spesso provengono da persone le quali loro per prime tradiscono il coniuge e nascondono tutto sotto il tappeto, ma che non hanno il coraggio di prendere una decisione (quello di sparlare degli altri però lo hanno eccome...).

Persistere in una relazione che non ha più l'amore come fondamenta (che bello invece quando si vedono certe coppie di anziani che davvero si amano da tutta una vita, che non stanno insieme per affetto, ma proprio per amore! O che addirittura si innamorano da anziani, continuando a vedersi giovani! Coppie rare ma fortunatamente esistenti!) è una sofferenza, ma soprattutto una mancanza di rispetto per il coniuge/convivente/fidanzato che invece meriterebbe qualcuno che lo/la amasse.

Detto ciò, capisco che un conto siano i concetti generali, le visioni su situazioni del tutto decontestualizzate, e un altro è considerare tutte le particolarità dei singoli casi, però bisogna sforzarsi di utilizzare ambo gli approcci: quello brutale, diretto, decontestualizzato, e quello invece "dettagliato", inserito nel contesto specifico. Questo ovviamente al fine di realizzare una media ponderata dei giudizi che ne discendono e sforzarsi di arrecare meno sofferenza possibile a sé stessi e agli altri.

Pertanto, Andrea, io non ti sto per forza consigliando di lasciare tua moglie, ma nemmeno di continuare a stare con lei: è una decisione difficile (qualsiasi sia) ma che devi prendere tu e tu solo; anche perché né io né gli altri conosciamo davvero voi e la vostra situazione (di certo non basta qualche riga descrittiva in un forum!), quindi non possiamo e non dobbiamo prenderci la responsabilità di darti una direttiva. Possiamo solo esplicitare come vediamo noi le cose, e a tal fine lasciami dire che un partner per me ha il sacrosanto diritto di sapere se l'altro/a lo/a tradisce o no, almeno per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse che purtroppo possono (se si è molto sfortunati, ma inutile che ce lo nascondiamo) diffondersi anche con un corretto uso di ogni precauzione, per quanto si riduca il rischio. Da come scrivi mi sembri una persona responsabile che non avrà messo a repentaglio la salute della propria moglie, ma su questo punto non si insiste mai abbastanza.

Aggiungo che se (e dico SE ) davvero ti sei innamorato ritengo ridicolo pensare che tu possa rimanere "amico" di questo Marco: al massimo forse un rapporto sereno quando ti sarà uscito dalla testa, ma amicizia proprio... Per me è impossibile. Anche su questo però siamo tutti diversi, magari tu reagiresti in modo opposto al mio.

Capisco bene invece il non sentirsi traditi se il parter va a letto con una donna: forse non sarà nemmeno un sorso d' acqua fresca, ma una donna è diversa da un uomo, non saranno mai la medesima cosa, danno emozioni diverse, possiedono forme diverse, bellezze fisiche e mentali diverse, in ciò consiste la piacevolezza e la sofferenza della bisessualità.

Non mi trovo d'accordo con chi dice che un bisessuale ha bisogno di entrambi i sessi contemporaneamente e con la medesima intensità: tutti gli uomini ufficialmente etero che cercano sesso con altri uomini pur senza riuscire ad innamorarsi di loro ma solo di donne (con le quali invece hanno sia il trasporto sessuale che sentimentale), a mio avviso sempre bisessuali sono! Poi io non faccio il sessuologo ma credo che sia così, perché pare che la sessualità abbia davvero 1000 sfaccettature.

Concludo assicurandoti che la situazione che poni non è affatto estranea a questo forum, in quanto nella bisessualità C' E', per definizione stessa, anche l'omosessualità. A mio parere nulla (in generale nella vita) fa bene quanto il dialogo, l'espressione dei propri dubbi, convinzioni, problemi, gioie: è il C-O-N-F-R-O-N-T-O ! Se c'è qualcosa di buono oggi è forse proprio la maggiore possibilità di aprirsi, ma se si creano dei tabù...Non si va avanti. La tua situazione non è certo unica: prima o poi uomini e donne dovranno rendersi conto che la bisessualità esiste ed è (forse) più diffusa di quanto noi ci aspettiamo, ma finché non ci si confronta sembrerà che si tratti di qualcosa di alieno.

Io non dico affatto che bisognerebbe giustificare/acconsentire i tradimenti e via dicendo (queste sono scelte che non possono essere imposte o generalizzate, variano per ogni coppia e devono essere prese DALLA coppia), ma arrivare a poter parlare apertamente di sé, magari anche solo con le persone più confidenti come amici, fratelli, genitori, figli (o anche solo coniugi!) sarebbe una conquista enorme. Ti auguro che tu abbia la possibilità di farlo in maniera meno traumatica di quanto tema.
Ciao Hospes91, ti ringrazio per il tuo contributo.
Premetto che non mi sono sposato in chiesa bensì in comune poichè siamo totalmente atei e nostro figlio non è battezzato. Agli occhi di alcuni conoscenti siamo come la famiglia Addams :D ma sinceramente la questione non ci tocca. Quasi tutte le persone religiose che conosco, compresi quelli più integralisti, sono divorziati, quindi il discorso della religione non occupa neppure un secondo della mia giornata in questo senso.
Ovviamente la mia indescrivibile sofferenza risiede appunto nel vivere questa mia condizione nel più assoluto segreto. Tale condizione ha delle disastrose conseguenze psicologiche su di me che cerco di contenere assumendo farmaci di vario tipo (dietro controllo medico del mio psichiatra naturalmente). Una cosa ti posso assicurare: se avessi conosciuto in tempo utile la rotta della nave, non avrei urtato l'iceberg. Probabilmente non mi sarei mai sposato perchè non sono il tipo che se arreca dolore se ne infischia e continua il proprio cammino.
E' anche vero che prima o poi questa mia natura dovrà in qualche modo essere emessa a conoscenza di chi mi sta vicino, ma come ho scritto nelle risposte precedenti, il contesto in cui vivo non è il terreno migliore per un outing.
Però sono grato comunque a tutti voi perchè ognuno cerca di dare il proprio contributo a fini costruttivi e trovo che questa sia una dimostrazione molto affettuosa e nel contempo incoraggiante sotto certi aspetti.
Nell'attesa di compiere il tuo augurio finale ti ringrazio e ti saluto.
Andrea

marmar77
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Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43

Re: Storia di un bisessuale

Messaggio da marmar77 » giovedì 17 maggio 2018, 23:55

Ciao Andrea, dalle righe che scrivi emerge subito la gentilezza dei tuoi modi. Questo tuo porti agli altri in maniera rispettosa, mi fa pensare che sei una persona molto attenta ai sentimenti altrui..cosa ben rara ultimamente :)
Partendo da questa considerazione, sono certo che sai bene se i tuoi comportamenti siano stati corretti e perciò non voglio tediarti con ulteriori retoriche (anche perchè siamo tutti bravi a parlare, ma poi ad agire...)
La cosa certa è che tu ora sei infelice. Se vuoi uscire da questo stato, devi cambiare qualcosa, atteggiamento. Probabilmente non sei pronto a fare una mossa importante, ma per andare lontano basta fare tanti piccoli passi. Sei una persona intelligente e capirai bene che se certe situazioni ti fanno soffrire, devi tenerle lontane e incentrare le tue attenzioni su qualcosa che ti fa star meglio.
Queste situazioni tanto dolorse, se affrontate nel modo giusto, ti aiutano a capire chi in realtà sei, cosa vuoi e quale percorso intraprendere...ora ti sembrerà tutto nero e difficile, ma man mano che andrai avanti inizierai a distinguere tanti colori e capirai che nulla (o quasi) è irrimediabile. Certo: bisogna avere il coraggio di guardare dentro sè stessi ed avere la forza di prendere scelte coerenti con ciò che si vede..

A tua disposizione, in bocca al lupo!

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