E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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ccarr
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E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Messaggio da ccarr » martedì 18 dicembre 2018, 22:49

Ciao a tutti, se ricordate il mio precedente thread viewtopic.php?f=22&t=6770 e siete curiosi di sapere com'è andata a finire, eccovi serviti: IL TIPO E' ETERO! Come ho fatto a scoprirlo? Facile, sono entrato nell'argomento "ragazze" e lui mi ha raccontato della sua ex, una storia durata anche diversi anni! In più mi ha anche detto nome e cognome della ragazza, quindi si tratta di una persona vera che conoscerei (in paese ci conosciamo tutti)

Quindi, i miei sono stati tutti errori di valutazione, cosa che ci si aspetterebbe da un dodicenne e non da un ragazzo più grandicello come me! Ma non fa niente, almeno ho tagliato la testa al toro subito, e mi sono tolto i dubbi!

Se volete scrivere commenti compassionevoli nei miei confronti, sono ben accetti

Grazie
c-carr

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agis
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Re: E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Messaggio da agis » mercoledì 19 dicembre 2018, 9:57

Beh, perché dovrei farti dei commenti compassionevoli ccarr? Il suo vero self, il nucleo profondo e costitutivo delle sue fantasie ti rimane e ti sarebbe rimasto, anche in caso contrario, probabilmente precluso salva forse l'ipotesi che la relazione diventasse più profonda e importante. Amen to this, ci si relaziona un po' come si può. Al limite si potrebbe osservare che, ogni tanto, rispetto all'anonimizzazione della grande città, anche le possibilità conoscitive delle persone in un paesello possono presentare qualche vantaggio visto che ci si conosce un po' tutti. Nel "bene e nel male"? ^_^

ccarr
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Re: E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Messaggio da ccarr » giovedì 20 dicembre 2018, 18:00

agis ha scritto:
mercoledì 19 dicembre 2018, 9:57
Beh, perché dovrei farti dei commenti compassionevoli ccarr?
Perché ci sono rimasto un po' male di questa vicenda, non tanto per il ragazzo in sè e per sè, tanto da un po' di tempo ho cominciato a credere di essere "destinato" a rimanere da solo poiché non soddisfo gli "esorbitanti parametri di bellezza" del cosiddetto "mondo gay" (perdonate la generalizzazione, so che non siamo tutti uguali, parlo solo della mia esperienza ma questo forse meriterebbe un thread a parte). A parte questo, volevo dire, che ci sono rimasto male non tanto per il ragazzo in sé e per sé ma per la mia irrazionalità, per i miei errori di valutazione e, se vogliamo, per la mia stupidità.
c-carr

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Birdman
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Re: E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Messaggio da Birdman » venerdì 21 dicembre 2018, 2:12

Mi fa piacere che la cosa si sia risolta, perlomeno ti sei tolto il dubbio e puoi metterci una pietra sopra. Ci sono storie di questo tipo che si reggono sull'illusione e che durano per troppo tempo, solo perché non si riesce a trovare mai il coraggio di fare chiarezza. Meglio così.
Diciamo che la probabilità che il tipo fosse etero era prevedibilmente alta, però in tutta onestà hai fatto bene ad andare fino in fondo, nonostante fosse una battaglia persa in partenza. Immagino la delusione, anche verso te stesso, però magari ti serviva un'esperienza del genere, doccia fredda annessa, per evitare di ricascarci. Poi per il fatto di sentire il peso di aver agito in maniera irrazionale, beh, direi che sia una cosa che può capitare in amore (ne parlo comunque in maniera ipotetica), vuol dire semplicemente che sei vivo.

PS: se volessi affrontare in un altro thread l'altro argomento che accennavi, lo leggerei volentieri.

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Help
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Re: E se il tipo fosse etero? (parte 2 - com'è andata a finire)

Messaggio da Help » martedì 25 dicembre 2018, 1:34

Non ho seguito molto la storia ma c'è una cosa che hai scritto e che non reputo corretta.

Magari non ti senti bello/non sei bello, noi del forum non possiamo saperlo. Ma i parametri dei gay/delle persone si basano sull'aspetto fisico solo in superficie. Quello che davvero ha un peso è il come si vive assieme la quotidianità.

È davvero difficile dare a qualcuno le chiavi del proprio mondo, concedergli il diritto di parola sulle tue scelte, ascoltarlo anche quando hai voglia di stare solo e di quello che dice sinceramente non te ne frega niente. È un peso che vale la pena sopportare solo in pochi e rari casi.

Non cadere nell'errore di pensare che non essere solo sia meglio di esserlo perché i rapporti sono anche logoranti a volte.

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