COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Coppie gay, difficoltà, prospettive, significato della vita di coppia dei gay
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COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 20 febbraio 2019, 14:18

Ciao Project,
stasera mi sento invaso da pensieri di tenerezza. Il mio ex mi ha chiamato oggi pomeriggio per dirmi che voleva fare l’amore con me. Non è una richiesta strana, ogni tanto succede. È venuto a casa mia, bello come il sole, non siamo ragazzini, io ho 42 anni e lui 31, ma se lo vedessi rimarresti estasiato. Credo di non avere mai visto un ragazzo più bello! Non ti descrivo la serata, puoi solo immaginarla, dire sesso è riduttivo, io direi che è stata proprio una forma di tenerezza totale, di intimità, di volerci essere.

Non siamo una coppia, Project, lui ha la sua vita, vede altri ragazzi, ma non credo che si comporti con loro come fa con me. Il senso del suo fare l’amore non è mai riduttivo, ti coinvolge. In genere, anni fa, dopo che avevamo passato una serata a fare l’amore, gli venivano i momenti di ripensamento, di rifiuto e di malinconia profonda. Forse è successo anche questa volta, ma era una malinconia appena percettibile, siamo andati insieme a prenderci una pizza, un evento rarissimo tra noi. Non ha voluto essere accompagnato a casa (abita molto vicino a casa mia). L’atmosfera era molto dolce, perfetta. Io lo guardavo, ne ero incantato, guardavo i suoi occhi chiari, ascoltavo la sua voce, lo vedevo molto meno nevrotico di altre volte, un po’ malinconico ma anche disposto ad un mezzo sorriso.

Mi sono chiesto come sia possibile che lui trovi gratificante fare l’amore con me, che non è certamente il massimo. È vero che ha altri ragazzi, ma lui non appartiene a nessuno, ha bisogno di esser accettato, voluto per quello che è. Adesso nella mia stanza c’è il suo profumo e io mi sento felice. Siamo stati insieme, come una coppia classica, solo per otto mesi, ormai tanti anni fa, ma nella sostanza non ci siamo mai più lasciati.

Mi chiama quando vuole e sa che non gli direi mai di no, non per generosità verso di lui ma perché con lui sto bene, sto totalmente bene. Non sono geloso, io cerco amore e non penso che il fatto che lui possa voler bene ad altri mi sottragga qualcosa, e in effetti ogni volta che ci rivediamo non dobbiamo ricucire niente perché non c’è mai stato nessuno strappo. Non posso dire che lui “sa che gli sono sempre stato fedele”, perché questa espressione è priva di senso, io ho avuto solo lui, ormai sono anni che nella mia vita non c’è nessun altro, e non mi costa nulla non andare con altri ragazzi, è proprio una cosa che non sento, che non desidero, so che non lo perderò, che prima o poi si rifarà vivo e non mi sento affatto solo. Mi tratta con rispetto e con affetto, sa che su di me ci può contare! Quando ho avuto veramente bisogno di lui, lui era accanto a me.

Il sesso, quello vero, cioè quello che ti fa sentire un ragazzo veramente vicino, l’ho imparato da lui e ha avuto pazienza perché ero un pessimo allievo. Mi dice che non lo metto in crisi proprio perché non gli dico mai di no e nello stesso tempo non faccio del sesso un valore assoluto. Mi dice che, in una coppia, di fissati col sesso ne basta uno, ma se faccio i paragoni tra il suo modo di essere fissato col sesso e il modo di considerare il sesso di certi che ho conosciuto prima di lui, la differenza mi sembra stratosferica. Lui chiede, insiste, ma non pretende, mi dice che mi vuole vedere convinto.

Ultimamente qualche volta mi dice anche incidentalmente che mi vuole bene e sono cose nuove e in qualche modo inattese, ma non me lo dice mai mentre facciamo sesso. Ho desiderato per dieci anni che mi dicesse “ti voglio bene!” e adesso comincia a succedere. Mi chiede se farei le stesse cose che faccio con lui anche con altri ragazzi, me lo chiede perché sa benissimo la risposta: lui è lui e il resto non esiste, è non è un modo di dire. Oggi mi ha detto una cosa che mi è piaciuta moltissimo: “nel sesso, la cosa più bella è vedere l’altro che si lascia andare”.

Lui nel sesso è sciolto e spontaneo, imprevedibile, io qualche volta sono stanco, non di lui ma perché ho lavorato tutta la giornata, e lui lo capisce e mi dice che non vuole forzarmi a fare nulla che io non voglia fare, ed è proprio così e allora restiamo solo abbracciati nel letto finché non ci addormentiamo. Tante volte mi sento un po’ complessato da lui, come se non fossi capace di corrispondere veramente ai suoi bisogni, perché, se è vero che non gli dico mai di no, non prendo neppure mai l’iniziativa. Io so che lui ha bisogno anche di altro e non devo essere possessivo.

Certe volte ho pensato che, paradossalmente, nel mio modo di fare sesso, a lui possano piacere soprattutto le esitazioni, le indecisioni, il suo potersi fare maestro, cosa che fa con estrema dolcezza. I primi tempi temevo che potesse innervosirsi se qualche volta gli dicevo di no, e qualche volta è successo, poi col passare degli anni non si limitava più a chiedermi di capirlo ma era lui per primo che mi capiva ed evitava di insistere. Sono ormai più di dieci anni che il nostro rapporto va avanti e non dà segni di stanchezza.

La paura di poterlo deludere ce l’ho ancora, ed è in un certo senso simmetrica alla sua paura di insistere troppo. Non so se è lui che ha cambiato me o sono stato io che ho cambiato lui, probabilmente sono vere entrambe le cose. All'apparenza il nostro rapporto si fonda sul sesso, ma le cose sono molto più complesse. Quando mi chiama mi dice che vuole stare con me, che ha la sua vita ma che non vuole stare senza di me, perché non vede ragioni per limitarsi dato che è lui a volerlo.

Non ama molto i discorsi stupidi, quelli che si fanno tanto per dire qualcosa, se ha qualcosa da dirmi di importante, non usa mezzi termini. Prima con me si arrabbiava, adesso non succede praticamente mai, desiste e basta, ma senza atteggiamenti rivendicativi o frustrati. Vorrei solo che sorridesse di più, perché è sempre serio, ha sempre in viso un velo di malinconia.

Ha ottenuto grossi successi professionali e nel suo mondo è una persona stimata, eppure non dà a questi suoi successi alcun valore, li vede come un modo come un altro per guadagnarsi da vivere, è come se la sua vita fosse altrove, soprattutto nel mondo degli affetti, ma in quel mondo ha ricevuto tanti rifiuti e ha incontrato tanta incomprensione.

Francamente io non riesco a capire come possa fare un ragazzo a rifiutare uno come lui, forse è proprio il tentativo di forzare le cose e di costruire con lui una coppia classica che alla fine distrugge il rapporto. Se gli chiedi una monogamia assoluta cerchi di mettergli un guinzaglio e poi l’amore non si costruisce con gli obblighi. Se non gli chiedi niente è capace di darti l’anima, ma se pretendi di vincolarlo in qualche modo, allora se ne va e non torna più.

Non capisco la gelosia, Project, amare e possedere sono cose molto diverse. Io gli voglio bene, i miei amici mi dicono che mi accontento di poco, ma è una frase stupida, io gli voglio bene, voglio vederlo sorridere, voglio che sia felice, voglio che quel velo di malinconia che si porta appresso sia sempre più sottile, fino a sparire del tutto. Ci ho messo tanti anni a capire che cosa andavo cercando e a staccarmi da modelli che in fondo non sono miei. Se lui mi venisse meno, se ci fossero delle incomprensioni vere, allora sì che ci starei male, ma non è mai successo. In tante cose lui è diversissimo da me, io sono calmo, spesso indeciso, sono abituato ai tempi lunghi, lui è decisionista, istintivo, nevrotico, eppure siamo stati per tanti anni un punto di riferimento uno per l’altro.

Lui mi ha sempre detto dei ragazzi di cui si è innamorato, e in fondo sapeva che tra noi non sarebbe cambiato nulla. Non mi ha mai detto che si era innamorato di me, comincia solo adesso timidamente a dirmi che mi vuole bene, ma so che è una cosa diversa, e non è diversa in termini di sesso, io penso che la vera differenza sia in termini di accettazione. I ragazzi che ha avuto lo volevano cambiare a loro immagine e somiglianza, lui, in fondo, avrebbe dovuto recitare. Io lo voglio com'è perché il nostro rapporto lui lo ha voluto fondare sulla totale chiarezza: “Ti dico quello che sono, se mi vuoi, mi prendi così, altrimenti e meglio che ognuno se ne vada per la sua strada.” E dopo tanti anni lo sento più vicino che mai!

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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da riverdog » sabato 23 febbraio 2019, 13:01

Mmmh... deve esser proprio vero che la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia...
"... e vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi, tanto sai che quassù male che ti vada avrai, tutta me, se ti andrà, per una notte, sono tuuuaaaa..."
...ma la povera mimì si struggeva l'anima agonizzante, sentiva crescere sempre più la solitudine, si sentiva una piccola elemosinatrice di frammenti di felicità, ed in cuore suo sapeva che forse forse sarebbe stato meglio provare a tagliarsi una gamba per lasciarsi dietro quella palla da carcerato che solo in qualche effimero di tanto in tanto riusciva a svitarsi per riporla sul comò.
Qua invece, dall'altra parte del ring, troviamo il nostro amico incognito che in una situazione del genere sembra averci trovato l'eden... a ma vabbè, a lui dopo 10 anni gli si inizia anche a dire che gli si vuole bene... minc#ia, allora sì che si spiega tutto!! ahah!
Vabbè dai, amico che hai acconsentito a questa pubblicazione, su su, non guardarmi storto, in fondo lo sapevi benissimo a cosa andavi incontro, forse era proprio questo che andavi cercando, che poi quando non ci si mette manco in prima persona a raccontarsi, incappare in qualche bullo da tastiera è se vogliamo inevitabile... eheh!
Ma a dirla tutta, al di là della facile ironia, a me va alla stragrande quello che dici... sarò ripetitivo, ma se questa situazione ti fa stare tutto sommato passabilmente, beh, che vuoi che ti si dica? Benon, avanti tutta!
A me onestamente non piace molto questa situazione: mi può andar bene un legame debole, se così vogliamo definirlo, mi può andar strabene una sorta di asimmetria in un rapporto... A mio parere i rapporti non sono mai paritari, tra le lenzuola come fuori, e un dare e avere è insito in qualsiasi situazione, e non mi riferisco a meri aspetti materiali, o quantomeno non soltanto a quello... anche lasciare all'altro la possibilità di esprimersi per quello che si è o per lo meno si presume di essere non è forse il maggior lascito che può manifestarsi in qualsivolglia rapporto? I miei rapporti non sono mai stati paritari, inconsciamente ho sempre messo sul piatto qualcosa che gli altri non possedevano o avevan smarrito per strada per poi cibarmi di una parte zoppa, una lacuna importante, in qualche modo da colmare, che ha assunto sempre forme via via diverse. Non so, a me la complementarità piace da matti! E non credo nemmeno che un rapporto duri fintanto sia possibile una sorta di scambio, o per lo meno non è affatto detto che vada così: con chi ci si è dato davvero qualcosa di profondo resta sempre e comunque qualcosa di non trascurabile, e in genere rimpianti non hanno ragione di esistere. Fondamentalmente mi piacerebbe pensare che nel bilancio della vita ci si possa avvicinare ad una sorta di pareggio tra un dare e avere a bocce ferme, finito l'ultimo giro di giostra (pensiero a dir poco utopistico) a prescindere dalle singole voci (leggasi anche persone) che possono a mano a mano averlo composto.
Sì vabbè, ma allora cosa non mi quadra in questo post? Bella domanda! Forse è il modo col quale è stato scritto questo estratto di vita... sembra trasmettermi la presenza di un vassallo e di un monarca convinto di poter fare il bello e il cattivo tempo, tanto c'est la vie e je suis comme ca... e l'altro lì a ramazzare le briciole tutto contento; traspare tra le righe una tendenza a giustificare sempre e comunque; a voler autoconvincersi, innanzitutto, e convincere, in seconda battuta, che è tutto buono, giusto, inevitabile, sfolgorante; enfatizzare enfatizzare enfatizzare... sfido a non leggere questo post e non farsi stare 'sto cane sciolto da strapazzo profondamente sul ca##o... Vabbè, saluti e buona vita amigo! :)

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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da progettogayforum » sabato 23 febbraio 2019, 20:39

Solo una nota sulla dialettica servo-padrone, è una rivisitazione di una delle storie zen:

“C’era una volta in Cina un bravissimo suonatore di arpa che aveva suonato anche alla corte dell’imperatore. Viaggiava per le città più importanti della Cina per suonare nei palazzi dei ricchi e nelle piazze davanti al popolo ed era acclamato da tutti. Viaggiava con lui anche il suo servo, che gli portava i bagagli.
Un giorno il servo morì e il suonatore d’arpa taglio le corde dell’arpa e non suonò più."

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riverdog
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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da riverdog » domenica 24 febbraio 2019, 18:14

Okay, di certo non è mio interesse stare a dissacrare modi di sentire altrui, ma un Forum è pur sempre un luogo di confronto anche quando le distanze sembrano incolmabili... allora, sforzandomi di essere un po' più conciliante e meno lapidario (non rileggo mai le cose che scrivo altrimenti facile che mi starei sulle balle da solo...), provo a dire la mia.
Carina la storia zen... mi porta a riflettere... e, fatto ciò, non l'approvo comunque.
Non dice nulla del legame tra il suonatore d'arpa ed il servo... ma se ci fosse stato un rapporto in qualche modo esplicito la storia probabilmente non avrebbe alcun senso. La riconduco ad un rapporto tacito, inespresso, consolidato, con effetti dirompenti soltanto con la morte del servo, e con il padrone che non vede più alcuna ragione per continuare ad esercitare la sua arte.
Ma ha senso tutto ciò? Per il mio modo di vedere temo proprio di no... Provo ad immedesimarmi... se fossi stato il servo, non credo proprio che mi sarei sentito rinfrancato dal gesto del padrone... arriva a tempo ormai scaduto, c'è un tempo per tutto, anche qualora volessimo credere ad un qualcosa di ultraterreno per me cambia poco... Conta quello che si fa per gli altri fintanto che ne possono beneficiare, poi si può onorarne la memoria, ma quello che si può fare per un defunto e in buona parte riconducibile al mettersi in pace con sé stessi. Se domani tirassi le cuoia, penso che mi interesserebbe ben poco del malessere di chi mancava all'appello quando esserci era l'unico verbo a contare davvero. E se fossi stato il suonatore? Beh, di certo appendere l'arpa al chiodo non mi aiuterebbe a scaricarmi dai rimpianti per quello di buono che avrei potuto fare in passato.
Questa storia può avere un senso, certamente, ma dovrebbe proprio esser quello di valorizzare i nostri cari prima che sia troppo tardi; ad aprire gli occhi fintanto che si può. Un servo probabilmente resterà tale, perché quando ci si abitua a vestire certi abiti poi se ne assume anche la forma mentis e non si vede al di là di ciò... ma è chi detiene il potere che se ne deve assumere anche la responsabilità di provare ad innalzarlo, quanto meno di valorizzarlo il più possibile, sentirsi onorati di aver accanto il miglior servo che si potesse desiderare e comportarsi di conseguenza. Altrimenti, se un sentire di un certo tipo manca, si resti padrone fino in fondo, che di portaborse di professione se ne trovan tanti, e nel mondo c'è sempre bisogno di buona musica.

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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da gioandrew » domenica 24 febbraio 2019, 23:05

Soltanto due riflessioni. La prima. Una persona è un universo infinito. Il perché accetti di vivere certe situazioni che ai nostri occhi sembrano inaccettabili è dato dalla somma di tutto ciò di cui è stata fatta la vita di quella persona: gioie, dolori, accadimenti, avversità e questo "perché" puo' essere spesso inscrutabile, almeno in apparenza. Effettivamente anch'io mi sono interrogato su come si possa accettare di stare in una storia del genere. E qui subentra la seconda riflessione. Spesso ci si impiega anche decenni a capire che fino a quel momento si è vissuto tollerando e facendosi "andar bene" delle cose e delle situazioni inaccettabili. Bisogna attendere che succeda dentro di noi quel qualcosa che ci scuote nel profondo fino al punto di arrivare a questa consapevolezza. Dà lì in avanti puo' iniziare un cammino di cambiamento.

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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da progettogayforum » lunedì 25 febbraio 2019, 0:19

Per carità, non voglio imporre la mia idea, che mi è stata rimproverata più volte. Parto dalla storia zen, francamente la leggo in modo molto diverso: in tutte le cose c’è un’apparenza (rapporto servo-padrone) e una sostanza (rapporto affettivo di fondo, non standard). Tutto qui. Ecco perché, secondo me la storia zen si adatta alla mail, perché nella mail le apparenze sembrano quelle di un rapporto servo-padrone ma le cose non stanno “soggettivamente” così, perché con ogni probabilità né il padrone si sente padrone né il servo si sente servo. Se una storia non è vissuta da chi la vive come un rapporto servo padrone, non è un rapporto servo padrone. È la dimensione soggettiva che conta nei rapporti affettivi.

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Re: COPPIA GAY SENZA VINCOLI

Messaggio da riverdog » sabato 2 marzo 2019, 18:19

Malgrado i tempi biblici, torno a rispondere...
Beh Project, la tua interpretazione della storia zen ci può stare senz'altro... anzi, mi piace! E sì, può benissimo essere adattata al topic iniziale.
Però aggiungerei una considerazione: quando condividi una mail, trovo logico che Te ne possa sapere più di quanto emerge dal pubblicato, mentre chi legge - per forza di cose - è tenuto a limitarsi a quanto scritto nel Forum; vi è una forte asimmetria informativa che poi diventa un vuoto colmato da un'interpretazione oggettiva a sua volta, probabilmente, inasprita dal (soggettivo) vissuto personale che ognuno di noi si porta dietro nel proprio bagaglio di esperienze.
Tutto questo per dire che anche un commento dissonante va sempre preso con le pinze.
Poi, quanto dall'altra parte vi è un non precisato Mister X, magari viene ancora più facile non pesare più di tanto i giudizi, ma vabbè, non mi sembra gravissimo... qualsiasi buon avvocato la sospensione condizionale della pena me la garantirebbe e al gabbio non ci vado... Tié!

Cito: "se una storia non è vissuta da chi la vive come un rapporto servo padrone, non è un rapporto servo padrone. È la dimensione soggettiva che conta nei rapporti affettivi".

Questa è estremamente interessante! C'ho riflettuto un pochetto, e al momento mi sentirei di risponderti NI.
Probabilmente è vero che è la dimensione soggettiva a contare nei rapporti affettivi, ma mi viene da pensare che la dimensione soggettiva innanzitutto dovrebbe muoversi all'interno di un recinto, per quanto grande sia, con al centro una componente - di non precisata origine - di oggettività; in secondo luogo, considero la soggettività anche come qualcosa di molto fluido, in continuo movimento e cambiamento, ed a volte si può benissimo arrivare a svegliarsi, uscendo da uno stato di impasse inizialmente interpretato erroneamente.
Magari questa è una problematica poco inerente alla storia della mail, che comunque è stata già testata nel lungo periodo, ma troverei perfino pericoloso considerare buono e giusto sempre e comunque quello che può esser dettato da una interpretazione prettamente soggettiva. Probabilmente non si è capito un tubo di cosa volessi intendere... ma vabbè, buon sabato ai pochi sventurati che si sono inerpicati fin qua nelle mie turbe mentali... :)

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