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 Oggetto del messaggio: La solitudine per un ragazzo gay
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 11:18 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5111
Ciao Project,
se dovessi definirmi mi definirei un ragazzo controcorrente e ti spiego perché. Vabbe’, a parte i complimenti per progetto gay, che mi ha spinto a farmi tante domande, vorrei chiederti che cosa ne pensi di un pensiero che mi torna alla mente in modo sempre più insistente. Ci ho ragionato tanto sopra, in parte mi sembra una specie di consolazione a priori per un fallimento quasi certo ma per altri aspetti mi sembra una cosa molto credibile sulla base di quello che leggo spesso (anche nel tuo forum).

Cerco di spiegarmi. Un ragazzo del forum ha detto che il problema n. 1 è la solitudine e il problema n. 2 è la felicità. Vedo tantissimi ragazzi, praticamente tutti, che non fanno che sognarsi il ragazzo, che innamorarsi pure dei ragazzi che non li noteranno nemmeno, tutti, sempre, con la fissa che “la solitudine si deve fuggire” (come dice una canzone per bambini). Mi chiedo se poi le storie che ci si trova a vivere realmente risolvono la solitudine nel senso che costruiscono veramente una vita a due o magari, non mantenendo affatto le promesse, la rendono ancor più insopportabile mentre insopportabile non sarebbe se non ci fossero mille ombre a farcela vedere così nera.

A una domanda fondamentale non si dà in realtà nessuna risposta: perché si desidera stare con un ragazzo? Le risposte come il sesso o l’amore in effetti sono molto parziali, si finisce per stare con persone che non si amano pur di stare con qualcuno e il sesso, alla fine, di veramente bello ha solo l’attesa e magari il fascino delle prime volte e della conquista, poi diventa abitudine e addirittura motivo di dissidio e di separazione. L’unica risposta credibile alla domanda: perché si desidera stare con un ragazzo, sta nella paura della solitudine, paura ampiamente preconcetta, in nome della quale si giustificano tanti comportamenti, ne cito uno fra tutti: i rapporti d’amore, o cosiddetti d’amore, a tempo determinato, le storie nate con la premessa (detta o non detta) del “finché non trovo di meglio”, storie che sono comunque più trasparenti di quelle in cui si finisce per recitare una parte pure con se stessi, spesso in modo non del tutto consapevole.

Non essere soli è fondamentale per i vecchi, per quelli che non sono in grado di avere una totale autonomia, quelli possono trovare nella vita di coppia un modo di stemperare la loro debolezza, ma quello che non capisco è il terrore di essere soli dei giovani che sembra dominare i ragazzi della mia età (23 anni) e anche più giovani. Si tratta di ragazzi che non hanno bisogno di nulla, che magari nella vita potranno anche trovare in ragazzo giusto di cui innamorarsi veramente ma la paura della solitudine è tale che cercano un innamorato, o quasi innamorato, che almeno per un po’ consenta loro di non essere soli. Il sesso, sì certo, può essere una spiegazione ma non mi convince, tanti ragazzi anche quando hanno il fidanzato usano i siti porno esattamente come prima.

Che cosa è il continuo tira e molla tra due fidanzati se non la commedia dei possibili abbandoni? E abbandono significa dolore perché significa ritorno a una solitudine vista solo come dolore.

Ho due amici gay, che stanno insieme, loro non sanno di me e pensano che io li osservi come un etero, magari come un etero tollerante, ma io li osservo come un gay e il sentimento vero che li domina è la paura della solitudine, una solitudine da esorcizzare per forza e comunque. Loro pensano che io sia etero, l’ho detto, e quando parlano con me mi chiedono perché non mi metto con una ragazza e io rispondo applicando a una coppia etero, quella che ipoteticamente mi dovrebbe coinvolgere, le cose che io ho cominciato a pensare proprio guardando loro due, cioè una coppia gay. La mia teoria sulla paura della solitudine li affascina e la giudicano verissima se applicata al mondo etero ma non si accorgono di essere loro stessi l’esempio di una coppia costruita sulla paura del vuoto.

Fino ad ora non ho mai avuto un ragazzo, francamente non mi è mai capitato di innamorarmi veramente di un ragazzo, se accadrà cercherò di capire meglio di che si tratta. Non ho paura di vivere i miei sentimenti e anche la mia sessualità, ma non sarà la paura della solitudine a portarmi a cercare un ragazzo, espressione che non ho mai capito. Se mi capiterà di trovare un ragazzo e di innamorarmene allora certo non mi farò scappare l’occasione, ma cercare un ragazzo per cacciare la solitudine proprio no!

Project, tu hai scritto un post sulla fase frenetica, ma l’hai limitata ai soli ragazzi che si scoprono gay dopo anni di vita etero. Che per questi ragazzi ci sia una fase frenetica non lo metto minimamente in dubbio, ma la differenza tra quei ragazzi e gli altri, in pratica quelli che sono gay da sempre (come me), è solo una differenza di grado. Tutti i ragazzi gay (più degli etero) vivono una continua fase frenetica, magari in parte contenuta. Un etero ha meno paura della solitudine, un gay parte dal presupposto (che a me sembra sbagliato) che per un gay trovarsi un compagno sia difficilissimo e che per questo non bisogna farsi scappare le occasioni. Il che significa, tradotto nel mio linguaggio, che i gay hanno paura della solitudine più degli etero.

Io non mi sono mai innamorato, l’ho detto, ma non mi sento affatto angosciato per questo. In due casi due ragazzi si sono innamorati di me ma non io di loro, mi sorprendeva la loro insistenza nel propormi di provare, la loro fiducia (ci credevano seriamente) che un po’ di sesso potesse essere il collante perfetto per unire anche persone diversissime. Per quei due ragazzi innamorarsi era fondamentale, per me al momento non lo è. Non ho paura di essere solo adesso e nemmeno di rimanere solo. Preferisco rimanere solo che illudermi di essere innamorato, se questo non è vero.

Aspetto una tua risposta privata, Project, perché mi piacerebbe capire perché sto cominciando a ragionare così.

Un abbraccio

Un ragazzo controcorrente.



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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 12:01 
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Iscritto il: giovedì 18 giugno 2009, 21:55
Messaggi: 217
Vorrei innanzi tutto dire che è spaventosamente difficile valutare le dinamiche di una coppia dall'esterno e forse è meglio non provarci nemmeno. Quel che posso dire è che siamo tutti diversi, a me personalmente la solitudine fa molto male e non certo per paura di "invecchiare solo", è proprio la mancanza immediata di affetto e contatto fisico che mi fa soffrire. È la felicità il problema #1, la solitudine è un problema solo perché mi impedisce di essere felice. Avere persone vicine (a tutti i livelli) è la principale fonte di felicità per la grande maggioranza delle persone, me compreso; forse per te non è così, ma sei davvero "controcorrente"! Concordo che l'attesa e la conquista sono molto belle, in effetti alcuni sono come drogati di queste cose, al punto che può diventare un problema stare in coppia... ma anche no! Ci sono anche sicuramente moltissime coppie di persone che non hanno niente in comune, ma non credo si possa generalizzare troppo il discorso, ci sono tutti i gradi possibili tra coppie ideali e coppie che stanno insieme senza avere niente in comune. A differenza di te, credo che le coppie mal spartite siano soprattutto etero, i gay sono più liberi da certe convenzioni sociali. Il porno lo usa anche chi è fidanzato e, ti dirò un segreto, si usa volentieri anche in coppia (hihihihi). La masturbazione non è solo un surrogato del sesso, ha una funzione indipendente, te l'assicuro.



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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 12:10 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
La tua riflessione, Controcorrente, la trovo molto vera, molto agganciata alla realtà concreta. Forse perfino troppo, oserei dire. Intendo dire che la vita che viviamo é un insieme di eventi, speranze, sogni, pensieri e personalmente non mi sentirei di rinunciare a nessuna di queste parti a favore delle altre. Innamorarsi é bellissimo. E' un'esperienza unica che vale la pena di vivere, a prescindere dal fatto che , come sappiamo, la passione è destinata ad esaurirsi. Nello stesso tempo condivido la tua affermazione che riguarda la paura della solitudine. Un vissuto che hanno anche gli etero,a quanto mi risulta. Anzi forse noi la subiamo molto di più , visto che le nostre relazioni affettive durano molto più a lungo , nonostante una buona parte di esse non siano felici o addirittura siano infelici. Ma gli etero hanno anche il problema dei figli , che é tutto un'altro discorso ancora.
Credo che nella vita cerchiamo di trovare in fondo un equilibrio tra la solitudine e l'amore. In questa ricerca può capitare di temere la solitudine esageratamente o al contrario di aggrapparsi ad essa rifiutando di innamorarsi, oppure di sentirsi soli anche quando si é in coppia o ancora di non riuscire a salvaguardare la propria solitudine stando in coppia.
E' un discorso molto complesso quello che tu hai aperto ( sarebbe bello approfondirlo anche insieme a te , nel caso dovessi iscriverti al forum).
Un dscorso così complesso perché é vicino all'essenza di ciò che siamo. Credo che questa nostra ricerca di un punto di equilibrio in un certo senso non finisca mai.


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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 13:01 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
Messaggi: 278
Ciao ragazzo controcorrente!! :D
Il problema secondo me è che tu vedi bianco o nero, metti a confronto l'amore con la A maiuscola, che è il sogno con la S maiuscola del 99,9% degli esseri umani, con i rapporti finti basati sul "finchè non trovo di meglio", ma mica può essere solo così!!!
Esistono le mezze misure, magari non c'è l'amore da film ma si ci può voler bene davvero, si può stare insieme perchè effettivamente avere un riferimento, qualcuno sul quale si può contare è qualcosa di inestimabile.
Avere una certa autonomia affettiva è fondamentale, ma l'essere umano non è fatto per vivere in solitudine, avere degli affetti, persone per le quali si prova un sentimento autentico è l'unica cosa che ha un senso in qualcosa che di sensato ha di per se ben poco!
Certo, "cercare l'amore" oppure illudersi di averlo trovato fingendo anche con se stessi è abbastanza ridicolo.
Poi vabbè arrivare a sostenere che "i gay hanno più paura della solitudine degli etero" mi sembra un pò fare la scoperta dell'acqua calda!!!

:!: se ti iscrivi al forum (ammesso che tu non sia già iscritto) come nick potresti usare "gaysalmone" :lol:

Vabbè si sdrammatizza..... per carità non ti offendere!!!
Massimo rispetto per le tue idee!!
Dai iscriviti ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 15:10 

Iscritto il: venerdì 7 agosto 2009, 19:08
Messaggi: 167
Salve a tutti :) c
Leggo il post di un gay controcorrente certo darsi delle risposte al problema solitudine, felicità , amore , sesso ecc.. sono molte complesse come sono complesse le emozioni e l'essere umano stesso
ha scritto:
Vedo tantissimi ragazzi, praticamente tutti, che non fanno che sognarsi il ragazzo, che innamorarsi pure dei ragazzi che non li noteranno nemmeno, tutti, sempre, con la fissa che “la solitudine si deve fuggire”

Il problema sta proprio li la risposta sta sempre nella domanda la solitudine si sfugge si cerca di evitarla e si sogna il ragazzo l'amore invece il probllema
va affrontato come la felicita in amore cosa comunque non facile.....

Credo che comunque la solitudine fa un po paura a tutti e tutti voremmo farne a meno e vivere un amore felice con qualcuno
Credo che la solitudine va affrontata è come un muro che va abbatuto ma per questo ci vuole coraggio e credo che a un govane di 20 anni non puo essere codardo il coraggio sicuramente non manca

Concordo con cio che ha scritto:
Non essere soli è fondamentale per i vecchi, per quelli che non sono in grado di avere una totale autonomia, quelli possono trovare nella vita di coppia un modo di stemperare la loro debolezza, ma quello che non capisco è il terrore di essere soli dei giovani che sembra dominare i ragazzi della mia età (23 anni) e anche più giovani..... ma la paura della solitudine è tale che cercano un innamorato, o quasi innamorato, che almeno per un po’ consenta loro di non essere soli.

Il problema della solitudine la paura c'è ed è evidente ma se non lo si affronta
alla fine non si cresce e si rimane soli ci si adaggia e la solitudine diventa parte di te ed è in parte brutto ritrovarsi ad una certa età soli quando è indispensabile avere qualcuno al proprio fianco

concordo con Barbara e riverdog
Innamorarsi é bellissimo. E' un'esperienza unica che vale la pena di vivere, a prescindere dal fatto che , come sappiamo, la passione è destinata ad esaurirsi.

Avere una certa autonomia affettiva è fondamentale, ma l'essere umano non è fatto per vivere in solitudine, avere degli affetti, persone per le quali si prova un sentimento autentico è l'unica cosa che ha un senso in qualcosa......

cosa dire altro non ci si deve innamorare per scappare dalla solitudine la quale va affrontata con coraggio avere fiducia in noi stessi e nel' altro e amare se stessi nella misura in cui vuoi amare l'altro credo che solo cosi ci si riece ad essere felici e non piu soli.
affettuoso saluto


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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 15:54 
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Iscritto il: sabato 26 giugno 2010, 23:05
Messaggi: 682
Quello che dice questo ragazzo contro corrente lo ho pensato anche io per moltissimo tempo; tuttora condivido la maggior parte parte di queste affermazioni, io stesso non sarei capace di intraprendere un contatto umano solo per sfuggire da qualcosa, ho sempre rigorosamente preferito cercare di dirigermi verso cose che "hanno o possono avere un senso", cioè le cose campate in aria, le cose fatte per altri fini non mi vanno molto a genio, nè ho mai pensato di dover fuggire dalla solitudine o cose simili, quasi come se il "trovare qualcuno" dovesse costituire una specie di panacea universale per tutti i mali, le preoccupazioni, le difficoltà; soluzione trovata la quale, ci si possa mettere l'anima in pace.

Però la conclusione di questo ragazzo mi lascia un dubbio;
se uno non si sporge dal finestrino almeno un pochino, come fa a sapere se il treno si è fermato davanti alla banchina? Cioè, per far funzionare alla perfezione un discorso del genere, devono esistere dei criteri inequivocabili che consentano di dire "questo sì, quello no" però io sinceramente non li conosco, o meglio, mi sono reso conto che quelli che possiedo potrebbero scadere troppo facilmente nel pregiudizio.

Resta il fatto che ognuno calibra il proprio comportamento sulla base delle proprie personali esigenze, e non tutti hanno le stesse esigenze; soprattutto non tutti hanno sempre le stesse esigenze nel corso della loro vita.

La suddivisione etero-gay è del tutto irrilevante, un tale ragionamento viene fatto anche in ambito etero, ci sono tanti miei amici e amiche che si fidanzano perchè è così, è routine, ci si fidanza e basta, dicono esplicitamente che "finchè dura va bene", dicono espressamente che stanno con una persona perchè "è capitato così, e non c'è altro di interessante sulla piazza", oppure che fanno scenate di tristezza perchè fa un po' "out" se non sono sentimentalmente impegnati/e, oppure ancora che s'impegnano ad ogni costo nel trovare qualcuno che vada bene per qualcun'altro.

Che poi, comunque, ognuno ha il proprio modo di cercare. Alcuni non cercano nemmeno.

Io non sarei mai in grado di "starci tanto per starci", lo troverei soffocante e falso, oltre che un po' ridicolo.



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# Non basta un giorno di freddo per gelare un fiume profondo.
(Gǔlǎo de zhōngguó yànyǔ)
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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 16:09 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
Messaggi: 939
Riflessione carina ed generalmente in linea con quanto penso.
Anche a me da fastidio la ricerca spasmodica di un ragazzo, "sempre e a tutti i costi" : sembra che stare un periodo in solitudine sia un tremendo male, quando invece è uno dei momenti migliori per riuscire a capire se stessi e migliorarsi dopo (magari) una relazione che non è andata a buon fine.
Personalmente mi piace avere persone intorno come ha detto precedentemente un utente, ma è una casualità e non una necessità, come per me avere un ragazzo è una casualità e non una necessità.

PS per necessità intendo che non è la mia priorità prima



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Zerchmettert, zernichtet ist unsere Macht
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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 19:49 

Iscritto il: sabato 6 febbraio 2010, 18:37
Messaggi: 36
Concordo con Riverdog al 101%!
Il nick é veramente azzeccato.....ovviamente senza nessuna offesa.....anche il lato ironico é importante! :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: lunedì 18 ottobre 2010, 0:25 
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Iscritto il: domenica 3 ottobre 2010, 13:55
Messaggi: 246
oh noi gay o semigay abbiamo il potere di santificare l'eterossesualità in un modo strepitoso. gli eterossessuali sono più felici dei gay...gli etero sono più fortunati dei gay... meno soli dei gay... hanno più possibiltà di noi gay... ecc ecc. penso che come sappiamo sentirci sfigati noi, gli etero non riuscirebbero a farlo. detto questo, perchè poi tutto dipende da come uno sceglie di affrontare la vita nonostante gli ostacoli, penso che un gay non ha tanto paura della solitudine, quanto piuttosto cerchi la dimostrazione reale che l'amore è qualcosa che riguarda anche lui, e coinvolge la sua vita rendendo la sua scelta sessuale condivisa da chi la capisce perchè la vive (in altre parole quello che succede anche agli etero). quindi penso che più che temere la solitudine, teme l'isolamento, alla fine sceglie di condividersi amore o no con chi è capace di sostenerlo senza giudizi o pregiudizi; qualcuno con cui confrontarsi sulle conoscenze ed esperienze comuni, piuttosto che continuare a fare lo squalo in un acquario di pesci rossi. vabbè mi fuma il cervello, sarà la febbre che comincia a salire. addio


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 Oggetto del messaggio: Re: UN GAY CONTROCORRENTE
MessaggioInviato: lunedì 18 ottobre 2010, 11:47 
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Iscritto il: mercoledì 4 agosto 2010, 10:08
Messaggi: 135
kikko ha scritto:
oh noi gay o semigay abbiamo il potere di santificare l'eterossesualità in un modo strepitoso. gli eterossessuali sono più felici dei gay...gli etero sono più fortunati dei gay... meno soli dei gay... hanno più possibiltà di noi gay... ecc ecc.

E' importante ricordarsi che questo è vero solo ed esclusivamente nei paesi particolarmente omofobi come l'italia. Per fortuna qualche nazione ci è venuta incontro nel tempo.

Comunque. La solitudine viene vista solo ed esclusivamente negativamente: i ragazzi al giorno d'oggi sono molto egocentrici, sentono il bisogno di fare qualsiasi tipo di esperienza, partendo dall'andare in discoteca a 10 anni a trombare il/la fidanzato/a a 13 -.-'.
Stare con gli altri è necessario in quanto non è la solitudine il problema principale, ma il divertimento.
Secondo me è da qui che si deve partire. Più che "divertirsi" potremmo dire più semplicenete "sentirsi soddisfatti".
Si fa di tutto per stare insieme a qualcuno. Vedo la gente che si sbatte per cercare con chi passare il proprio tempo, anzi, con chi perderlo.
Ammetto che stare con gli altri è giusto, ma i limiti ormai sono stati superati di kilometri!
Se si pensasse alla soddisfazione dovuta al raggiungimento di un proprio obiettivo, dovuto al proprio migliorarsi spiritualmente, sentirsi migliori, più grandi, si vedrebbe il fidanzamento come il prodotto del proprio benessere e quindi non come mezzo per il raggiungimento di quest'ultimo.

Il problema è ben radicato, partendo dalla televisione ovviamente che mostra scene di vita puramente illusorie, la ragazza sola soletta con il solo desiderio di poter stare insieme ad un certo ragazzo e che dopo varie peripezie riesce a raggiungere questo suo obiettivo. I film di solito finiscono qui. Dopo cosa succede? Quello che ogni giorno i ragazzi vivono quotidianamente. Dolore perché non si è consapevoli di cosa effettivamente manca per star bene, per essere soddisfatti appunto.

Siamo noi e solo noi a dare felicità a noi stessi.
Se non possiamo contare sul nostro ego come possiamo contare su qualcun altro di cui non potremo mai conoscere a pieno il carattere e le finalità delle proprie azioni?

La solitudine serve a far riflettere; sembra un sentimento particolarmente negativo in questa società globale, invece è l'unico sentimento che può farci sentire realizzati.



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Sono più grande di un giorno fa.
Migliore del me di un'ora fa.
Ma mai mi sentirò perfetto.
Carmy.
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