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 Oggetto del messaggio: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: venerdì 12 novembre 2010, 21:05 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Questo post mira a puntualizzare i meccanismi tipici della repressione della omosessualità.

L’orientamento sessuale non è una scelta ma un dato di fatto, non è qui il caso di chiedersi quali ne siano le cause, quello che qui interessa è che l’orientamento sessuale non ha nulla a che vedere con le scelte di un individuo, etero, gay o bisex si è o non si è ma di certo non sceglie di esserlo o di non esserlo.

Nell’affrontare le questioni connesse con l’orientamento sessuale si passa dalla inconsapevolezza alla coscienza di essere gay e quindi all’accettazione dell’essere gay, se non intervengono fattori esterni di disturbo il passaggio è graduale e non traumatico e può avvenire con modalità temporali estremamente variabili. Ci sono ragazzi che a 14 anni hanno già pienamente accettato la loro omosessualità e ci sono uomini adulti che non riescono ad accettarla nemmeno a 50 anni e vedremo tra poco perché.

I fattori che possono condizionare il processo verso la consapevolezza e l’accettazione sono molti e molto variabili in rapporto all’età e alla condizione individuale, tutti però rallentano o impediscono l’accettazione della omosessualità e sono quindi dei fattori di repressione della sessualità spontanea.

Prima della pubertà è improprio parlare di omosessualità, il termine assume un significato specifico solo dopo la pubertà quando un ragazzo comincia a sperimentare la sessualità fisica e scopre la masturbazione. È qui che intervengono le prime forme di repressione della sessualità, sia di quella etero che di quella gay, sulla base di sensi di colpa legati alla masturbazione. Sono gli anni in cui un ragazzo considera la masturbazione qualcosa di privatissimo e di proibito e cerca di ritagliarsi degli spazi di privacy che gli consentano una esplorazione sessuale non messa a rischio da elementi di disturbo. La coscienza religiosa e l’educazione moralistica, che vede nella sessualità qualcosa di morboso, possono reprimere la sessualità sul nascere e legarla stabilmente ai sensi di colpa. Questi meccanismi valgono per tutti i ragazzi, etero e gay, ma mentre, intorno agli 11/13 anni, per i ragazzi etero il gruppo dei pari tende a presentare la sessualità etero, e in particolare la masturbazione in chiave etero, come una trasgressione in qualche modo necessaria per diventare grandi, e questo fenomeno allevia la capacità repressiva dei meccanismi su base religiosa e familiare e conferma i ragazzi in un senso di appartenenza al gruppo, proprio sulla base si una sessualità come quella degli altri ragazzi, per i ragazzi gay il gruppo dei pari agisce in senso inverso perché la sessualità gay è pesantemente bollata con epiteti di vario tipo. Un ragazzo gay non si riconosce nelle esperienze sessuali dei suoi compagni e si rende conto che mentre loro posso parlare delle proprie esperienze e vantarsene per essere ritenuti grandi, per lui questa possibilità è esclusa a priori. Sono questi i terribili anni della scuola media, probabilmente quelli più sgradevoli per un ragazzo gay che deve rendersi conto che la sua sessualità non solo è diversa da quella degli altri ragazzi ma è considerata degradante e sporca. Questo fatto produce spesso forme di radicale repressione non della sessualità gay dei ragazzi più giovani, ma esclusivamente delle sue manifestazioni visibili. Un ragazzo 14enne non corteggerebbe comunque in modo esplicito un suo compagno perché la reazione sociale lo condiziona in questo, ma la sessualità gay della masturbazione resta e non viene in genere assolutamente condizionata dagli atteggiamenti sociali.
Vorrei sottolineare che nella stragrande maggioranza dei casi nemmeno la repressione su base religiosa riesce ad indurre sensi di colpa nei ragazzi più giovani di fonte al loro essere gay. I ragazzi che vanno in chiesa si confessano di essersi masturbati, non di essersi masturbati con fantasie gay, cioè sentono come colpa l’atto e non la fantasia che lo determina. Molti ragazzi sono talmente lontani, in termini spontanei, dal considerare l’omosessualità di per sé una colpa che quando si rendono conto che la chiesa condanna l’omosessualità restano perplessi. In buona sostanza intendo dire che l’omosessualità scoperta attraverso la masturbazione subito dopo pubertà risente di condizionamenti che ne frenano le manifestazioni esterne ma che non riescono comunque a colpevolizzarla agli occhi dei ragazzi.

Fin qui ci siamo occupati di ragazzi che hanno vissuto la loro infanzia e la loro preadolescenza senza traumi e senza carenze affettive. Il discorso si complica certamente quando i ragazzi crescono in situazioni stressanti o sono sottoposti a traumi (assistere a scene di violenza, subire violenza fisica da parte di familiari, essere coinvolti inconsapevolmente in attività sessuali da parte di adulti). Su queste situazioni, come su quelle dei ragazzi che manifestano forme significative di ansia o toni marcatamente depressivi già in età adolescenziale o che presentano disturbi caratterizzati da idee ricorrenti dalle quali non sembra possibile liberarsi, bisognerebbe allargare molto il discorso. Il periodo che va dagli 11 ai 14 anni è in realtà delicatissimo, si pongono le basi emotive e psicologiche della sessualità ed è bene che questo accada in un clima sereno, senza tensioni emotive e con degli esempi di rapporti affettivi familiari che possano essere punti di riferimento.

Ma lasciando da parte queste situazioni decisamente più complesse e chiediamoci perché i meccanismi repressivi della sessualità gay agiscono in modo più pesante sui ragazzi più grandi e sugli adulti che non sui ragazzi più giovani. Per dare una risposta a questa domanda dobbiamo tenere presente che un ragazzo giovanissimo va strutturando la propria sessualità e la costruisce senza bisogno di demolire nulla, per un ragazzo grande e per un adulto, che hanno già una sessualità strutturata, lasciare libero lo sviluppo della propria sessualità gay può richiedere un processo di destrutturazione della propria identità sessuale precedente, cioè della precedente coscienza di una diversa identità sessuale. In altri termini un ragazzo grande o un adulto per accettare la propria identità sessuale gay deve demolire il concetto che ha di sé come etero per poterlo sostituire con una diversa percezione di sé come gay e tutto questo incontra notevoli resistenze.

In genere ad andare incontro alle forme di più forte repressione della omosessualità non sono i ragazzi che si sono sentiti gay fin dall’inizio ma quelli che dopo essersi formati una coscienza di sé come etero si trovano nelle condizioni di dover mettere in crisi buona parte della struttura della loro personalità. In sostanza i veri meccanismi di repressione della omosessualità intervengono a tutela di una sessualità già strutturata in un altro modo. La domanda che sorge spontanea è però perché un gay possa finire per strutturare una sessualità etero, cioè per avere di se stesso un’immagine come di un sé etero? Qui il meccanismo non è repressivo e deriva in sostanza da un insieme di errori interpretativi nei quali si cade o si è indotti a cadere per il fatto che siamo immersi in una società che sottolinea i segnali di tipo etero e trascura del tutto quelli di tipo gay.

Faccio un solo esempio prendendo in considerazione due situazioni simmetriche, nella prima un ragazzo che si ritiene gay avverte pulsioni etero mentre nella seconda un ragazzo che si ritiene etero avverte pulsioni gay. Vedremo che se un errore di interpretazione ci può essere in entrambi i casi, la repressione sessuale opera solo nel secondo, ossia per il ragazzo che si è sempre ritenuto etero e che prova pulsioni gay.

Un ragazzo gay, cioè un ragazzo che ha una sessualità masturbatoria gay, che si trovi in una situazione sessuale coinvolgente con una ragazza, va in erezione, può provare desiderio sessuale per quella ragazza, può arrivare anche ad avere con lei un rapporto sessuale, anche coinvolgente. Sulla base del modello interpretativo legato al “comportamento” sessuale scatta la deduzione: “posso fare sesso con una ragazza in modo gratificante, quindi sono etero!”
Questo ragionamento appare tra l’altro confortante perché svincola il ragazzo dalle complicazioni che l’essere gay gli comporterebbe ed è rassicurante in termini di accettazione sociale. Nel sottovalutare la masturbazione gay a favore della sessualità di coppia etero per identificare il proprio orientamento sessuale non opera alcuna forma di repressione.

Se consideriamo invece un ragazzo che si è ritenuto sempre etero, cioè con una masturbazione e con una sessualità di coppia costantemente etero, e ipotizziamo che questo ragazzo cominci a provare attrazione sessuale per un altro ragazzo al punto di masturbarsi pensando a quel ragazzo o addirittura di avere rapporti sessuali con lui, non arriveremo altrettanto automaticamente alla deduzione: “sono sessualmente attratto da un ragazzo, quindi sono gay!” perché in questo caso la deduzione sarebbe destabilizzante, e per accettarla bisognerebbe destrutturare la visione di sé come etero per sostituirla con una visione di sé come gay. Sono queste le situazioni tipiche in cui scatta la repressione della sessualità gay. Il ragazzo che si crede etero smette di frequentare il ragazzo che gli desta delle reazioni sessuali perché in questo modo il rischio di destabilizzare la propria sessualità diminuisce, ma siccome questo in genere non basta, smette addirittura forzatamente di masturbarsi perché la sua masturbazione sarebbe in chiave gay, cosa che metterebbe in crisi la sua identità sessuale etero.

Vorrei sottolineare un elemento fondamentale: la repressione della sessualità gay ha due aspetti complementari, il primo si concretizza nell’evitare ogni occasione di eccitamento sessuale in chiave gay e il secondo si manifesta in una intensificata attività sessuale etero a livello di coppia, spesso questo secondo meccanismo porta a reazioni nevrotiche perché non si tratta di rapporti sessuali desiderati per ragioni legate all’affettività ma di meccanismi di conferma della propria identità sessuale. In alcuni casi la repressione della sessualità gay porta a decisioni irrevocabili come il matrimonio, che è considerato in questi casi come medicina della omosessualità, cosa priva di senso sotto qualunque punto di vista. L’omosessualità, per quanto repressa, finisce comunque prima o poi per tornare a galla.

Aggiungo un’altra cosa importante. A spingere forzatamente verso l’eterosessualità i ragazzi gay che reprimono la loro omosessualità a vantaggio di un possibile rapporto di coppia etero e al limite del matrimonio sono spesso le loro ragazze che non hanno la più pallida idea di che cosa sia realmente l’omosessualità e che si sentono dispostissime ad indurre, o a cercare di indurre i loro ragazzi ad una eterosessualità esclusiva sulla base di criteri di seduzione femminile. Queste cose, all’inizio, sembrano anche avere successo perché l’eliminazione della sessualità gay è compensata da una sessualità etero più intensa e per di più socialmente accettata e incoraggiata che dà la sensazione di essere realmente etero. Ma alla lunga il meccanismo si logora e spesso le stesse ragazze che hanno incoraggiato i loro ragazzi gay al matrimonio si ritrovano in posizioni di contrasto radicale con i loro mariti di cui non possono in nessun modo accettare l’omosessualità. Una donna etero sposa un uomo gay perché pensa che non sia gay o che non lo sia più, perché identifica l’orientamento sessuale del ragazzo con i comportamenti sessuali che vede e non con i desideri sessuali che non vede, quando si accorge che il marito è realmente gay e che in una situazione matrimoniale si sente a disagio se la prende col marito considerandolo un traditore del matrimonio, ma il realtà, se il ragazzo ha detto come stavano le cose alla ragazza prima del matrimonio e i sue sono arrivati alla decisione di sposarsi lo stesso, spesso la responsabilità è dei familiari e di personaggi di vario tipo che non sapendo nulla di omosessualità si presentano come consiglieri affidabili in una materia tanto delicata.

Una considerazione conclusiva. Dalla repressione della omosessualità legata ai meccanismi che abbiamo descritto sopra si esce solo se l’ambiente è favorevole e se un gay ha il coraggio di dirsi la verità, cosa che non è mai scontata. Ci sono persone che preferiscono reprimersi o forse che non hanno di fatto nessuna scelta. In ogni caso non è possibile sostituirsi ad un gay represso e cercare di indurlo ad uscire dalla repressione sessuale sulla base del nostro modo di vedere le cose, uscire dalla repressione sessuale autoimposta non è affatto facile e non è neppure detto che la cosa produca comunque un risultato positivo se mancano le condizioni necessarie.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: sabato 13 novembre 2010, 0:19 

Iscritto il: giovedì 11 novembre 2010, 22:46
Messaggi: 56
project grazie per il tuo intervento..proprio oggi ti avevo chiesto, parlandoti della mia storia,dei meccanismi di repressione dell omosessualità..certo leggere che un gay represso smette di frequentare il ragazzo che gli procura certe sensazioni non è incoraggiante..quello che mi chiedo è se nemmeno innamorarsi follemente di un ragazzo aiuti un gay a dirsi la verità..grazie ancora..questo articolo per me è stato molto illuminante..


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: sabato 13 novembre 2010, 0:21 

Iscritto il: venerdì 12 novembre 2010, 23:02
Messaggi: 2
Caro project,
è molto che leggo il forum e da qualche tempo entro anche in chat. Per prima cosa ci tengo a farti ancora i complimenti per il progetto, grazie a cui ho scoperto di non essere solo e posso condividere le mie esperienze con altri ragazzi.
Mi rispecchio perfettamente in quest'ultimo post, perché purtroppo faccio parte di quella categoria di gay che ha represso la propria sessualità a causa di un'infanzia segnata da esperienze molto negative, che non sto qui a raccontare in maniera dettagliata perché ancora me ne vergogno. Basti dire che sin da piccolo sono venuto a contatto con un modello di sessualità gay del tutto sbagliato e inconcepibile per un bambino. Qualcosa di disgustoso ma che non posso continuare a nascondere perché è parte della mia vita. Ho 25 anni ed ho avuto il primo contatto sessuale a 7. Una brutta storia durata anni e che mi ha segnato nel profondo.
Verso i 16 ho conosciuto una ragazza, che si è innamorata di me. Io le ho confidato la mia storia, le ho raccontato quello che avevo passato, le emozioni che provavo e la mia attrazione nei confronti dei ragazzi. Lei mi ha detto di aver capito, che dovevo pensare a fare chiarezza con me stesso. Essendo già grandi amici, mi sono fatto trasportare dalla prima persona che mi amava per quello che ero, senza volere niente di tutto ciò che fino ad allora avevo considerato come perverso e pericoloso. Le volevo molto bene, ho fatto l'amore la prima volta con lei e questo mi ha dato la falsa certezza di aver trovato la mia vera identità, che il passato fosse solamente legato ad una brutta esperienza. Siamo stati insieme quasi tre anni, io pensavo di essere innamorato di lei. Alla fine sono stato lasciato perché lei diceva di stare bene con me ma di non sentirsi desiderata abbastanza. Effettivamente aveva ragione. All'epoca avevo completamente rimosso il mio passato, al punto di aver avuto anche altre storie etero. L'ultima finita perché mi sono reso conto che la situazione non poteva andare avanti così, non potevo fare finta di amare una ragazza e poi sentirmi attratto dai ragazzi.
Perso in mezzo a queste paure mi sono letteralmente gettato nello studio, conseguendo ottimi risultati in pochissimo tempo. Sembravo il ragazzo perfetto, ma avevo in realtà un peso nell'anima che non riuscivo più a sopportare. Dopo essermi laureato ho deciso di partire, ancora confuso, alla ricerca della mia vera identità. Mi sono trasferito all'estero ed allora sono iniziati i veri guai. Mi sono comportato come un incosciente, non ho seguito nessuno dei tuoi consigli, alla ricerca di un amore che non avevo mai incontrato. Ho rischiato di prendere l'HIV, scambiando il sesso per amore, giocando in maniera sconsiderata con la mia vita. Sono stati momenti terribili, non mi sono confidato con nessuno, perché nessuno sa che sono gay, né i miei migliori amici, né la mia famiglia. Ero solo. Mi vergogno di quello che ho fatto, soltanto per cercare un amore sconosciuto.
Alcuni giorni fa ho conosciuto un ragazzo durante una festa. Lui mi continuava a guardare, ci siamo sorrisi, ma io ero molto imbarazzato perché ero tra tutti i miei amici che non capivano cosa lui volesse da me e mi prendevano in giro perché continuava ad avvicinarsi. Poi, mentre loro hanno deciso di andare via, io sono rimasto con una scusa. Ci siamo baciati, io ero tesissimo, non volevo lasciarmi andare. Lui ha avvertito la mia incertezza e mi ha assicurato che non voleva portarmi a letto. Abbiamo parlato tutta la notte.
Ci siamo rivisti alcuni giorni dopo, gli ho detto che mi sono accettato come gay solo da poco tempo e che nessuno sa di me. Lui ovviamente non ha capito la mia situazione, gli sembra assurdo reprimere la propria identità per anni, significherebbe rinunciare alla propria vita. Ci sono rimasto male ma non posso prendermela con lui. Sono esperienze diverse. Non me la sono neanche sentita di raccontargli del mio passato, perché in fondo l'ho appena conosciuto. Sembrerebbe una sorta di giustificazione delle mie scelte, quando non penso di dovermi spiegare con nessuno per quello che mi è successo (a parte gli enormi errori che ho fatto recentemente, quelli non sono giustificabili in nessun modo). Prima di salutarci ci siamo baciati ancora ed è stato come morire. Non so se e quando lo rivedrò, mi manca tanto.
Nonostante tutto non mi sento affatto depresso, ho imparato dai miei errori. Cerco sempre di darmi da fare, ora ho trovato un lavoro temporaneo che mi permette di stare tranquillo per qualche mese sotto il profilo economico e di pensare a me stesso in maniera più serena. Mi domando se riuscirò mai a trovare una soluzione a tutto questo e se un giorno potrò raccontare il felice epilogo di questa storia.
Project, ti ringrazio ancora per averci dato l'opportunità di condividere le nostre e esperienze. Se scrivo qui nel forum e non ti invio una mail privata è perché vorrei condividere con tutti gli altri ragazzi una parte di me. Di certo ho imparato una cosa: passiamo ore a lamentarci dei nostri problemi, mentre ci accorgiamo del valore della nostra vita e di tutto l'amore che possiamo donare soltanto nel momento in cui stiamo per perdere tutto.


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: sabato 13 novembre 2010, 2:18 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Sono contenta che tu sia qui, Brux! Il tuo racconto è davvero toccante. Non è affatto facile parlare di sè , come hai fatto tu. C'è sempre quella voce dentro di noi che ci dà contro , quando vogliamo aprirci agli altri .
Fa proprio parte della nostra educazione avere una certa chiusura specie su certi argomenti, la stessa educazione che nelle sue manifestazioni più radicali contribuisce poi a fare certi danni, come quello che è accaduto a te.
Pochissime persone hanno il coraggio che hai avuto tu .
Eppure è' una realtà molto più diffusa di quanto si possa immaginare, ma davvero molto. Anche a me è accaduto qualcosa di analogo, ma nonostante non fossi così piccola e non fosse per fortuna un fatto grave, anche solo parlarne è davvero faticoso.
La cosa assurda è che ci si vergogna , come se la responsabilità fosse stata nostra. Sappiamo bene che non è così, ma solo razionalmente.
C'è tutta una vita di serenità che possiamo abbracciare, oltre quel ricordo.
Ne abbiamo il diritto, Brux. E' già nostra e dobbiamo solo andarcela a prendere. Non é affatto lontana come può sembrare. E poi non siamo costretti a camminare da soli.
E mentre parliamo, possiamo fare parecchia strada senza rendercene conto. :)
Un abbraccio forte e grazie
Barbara


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: sabato 13 novembre 2010, 3:42 

Iscritto il: giovedì 28 ottobre 2010, 11:55
Messaggi: 15
ciao project,
bello questo articolo,penso che un pò ricordi la mia storia...
la tua ipotesi era quella che io frequentavo un ragazzo bsx intermedio e che quindi la sua parte etero non poteva colmarsi stando solo con un ragazzo.
qui tu hai scritto una frase: un ragazzo che da etero si scopre gay smette di frequentare il ragazzo con cui ha una relazione sessuale proprio x sentirsi più vicino a quello che era prima ,cioè etero.
il mio ex mi disse proprio queste parole" voglio fare una vita da etero come ho sempre fatto prima di conoscerti xchè se sto con te non posso stare con una ragazza" . un altra volta disse" mi sono accorto che non guardo piùà le ragazze e sta cosa mi spaventa".
non sò se ricordi ,ma tu una volta mi hai detto che un gay che sta con un bsx si convince che il bsx sia gay o stia per diventarlo.dicendomi che era solo un nostro modo di vedere la cosa xchè il bsx intermedio non diventa gay ,ma resta bsx.
bhè ora vorrei chiederti se secondo te l atteggiamento del mio ex e le sue parole, messe a confronto con quello che hai scritto in questo articolo, lo avvicinano più a un bsx intermedio o a un gay che reprime la sua omesessualità?
mi ha lasciato x fare una vita etero, i suoi amici sono tutti etero e anche un pò omofobi e da i suoi discorsi la vita da etero che riesce a fare la vede come via più semplice.
questo di certo non cambierà la mia situazione ,ma attendo cmq una tua risposta
UN ABBRACCIO


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: domenica 14 novembre 2010, 23:57 

Iscritto il: venerdì 7 agosto 2009, 19:08
Messaggi: 167
Caro Project, :)
leggendo il tuo post mi rendo conto che essere sessualmente repressi è un grande problema da non sottovalutare sopratutto per un gay adulto.
Mi ha colpito molto hai centrato nel profondo del problema di tanti gay mi sono ritrovato, proiettato per un attimo nel mio passato nella mia adolescenza a rivivere la mia esperienza (purtroppo negativa) di cui mi sento di raccontare( ne ho parlato molto poco) ma volevo dire a tanti tra cui Brux che è vero e non sei solo tanti viviamo e abbiamo vissuto esperienze simile. ;)
Sarebbe ottimo come dici tu project se la consapevolezza e l'accetazione avenisse in maniera,in un processo automatico normale in età adolescenziale senza traumi, problematiche, repressione ecc... purtroppo per tanti non è cosi
sono un uomo solo gay adulto(ho superato gli anta) e ho accettato sia la solitudine che l' essere gay dicendolo cosi sembro rassegnato ma non è cosi sono sereno e tranquillo so quello che mi è arrivato so anche che la vita offre altre cose che non mi son arrivate.....
Non ho vissuto un adolescenza felice, la considero un infanzia negata
fatta di violenza ,traumi ed abbandono sia in famiglia che nel mondo della scuola
tutto cio dopo la fase adolescenziale mi ha portato a vivere esperienze (purtroppo negative) che non avrei voluto vivere mi sono fatto i sensi di colpa
per anni ora finalmente non più, ma purtroppo la mia esperienza di vita è questa
e mi ha formato, condizionato in una direzione omosessuale gay. Project concordo con quello che dici per il fatto di essere gay, etero non si sceglie di esserlo o di non esserlo ma per me sarebbe piu giusto e meglio che un ragazzo un bambino adolescente possa scegliere cosa , diventare etero gay e che non sia condizionato dall'educazione, dal comportamento dei genitori....hahahaihai :? ohoh ho detto un cavolata ora project mi butta fuori dal forum..... Project...io desidero una famiglia, una ragazza, essere etero ma, lo so che non mi è piu possibile in quanto non sono stato educato in quella direzione, purtroppo e cosi,
sono rimasto in solitudine e gay ma sono felice lo stesso non per questo non ho amici sia ben chiaro. Sono andato via di casa per disperazione. Ho conosciuto una ragazza ed è nato un ottimo rapporto affettivo sembravamo una coppia ma io non ero attratto sessualmente il nostro rapporto e finito proprio per il fatto che non ero capace di avere un rapporto sessuale e sono rimasto solo...concordo con project quando dice:
.........."" Dalla repressione della omosessualità legata ai meccanismi che abbiamo descritto sopra si esce solo se l’ambiente è favorevole e se un gay ha il coraggio di dirsi la verità, cosa che non è mai scontata. Ci sono persone che preferiscono reprimersi o forse che non hanno di fatto nessuna scelta. In ogni caso non è possibile sostituirsi ad un gay represso e cercare di indurlo ad uscire dalla repressione sessuale sulla base del nostro modo di vedere le cose, uscire dalla repressione sessuale autoimposta non è affatto facile e non è neppure detto che la cosa produca comunque un risultato positivo se mancano le condizioni necessarie.""
Project ..credo che sia fondamentale dare un educazione, parlare, dialoghare, sull'argomento sessuale ai ragazzi adolescenti per aprire le porte verso l'età adulta
verso un 'esperienza di vita felice senza sensi di colpi, traumi e solitudine gay
forse è un utopia, credo che questo non sia imposibile forse per me si mi auguro per gli adolescenti di oggi no.
:oops: caro Project ora che ho finito mi puoi cacciare via...scherzo scusa forse il mio scrivere è stato piu uno sfogo per avere rivissuto per un attimo le esperienze di un passato che per fortuna non è piu presente..... grazie di essere nel Forum un abbraccio a presto ;)
un saluto Clark


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: lunedì 15 novembre 2010, 8:24 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Caro Clark, che fatica scrivere di certe cose , pure io l'altro giorno. Viene così facile dimenticarle , tentare di chiuderle in un cassetto.
Solo che gli psicologi ci avvertono che se tentiamo di farlo , senza affrontare la verità, c'è sempre qualcosa che ci impedisce di essere in pace con noi stessi. Tu hai dovuto partire, venire in Italia, per mettere un pò di distanza fra te e quel cassetto e in buona parte ci sei riuscito. Cambiare aria ti fa vedere le cose in un'altra prospettiva e a volte ti permette di ricordare quel cassetto chiuso con meno angoscia. E' giusto farlo quando ci si sente abbastanza forti , più forti di quei ricordi . Così possiamo anche considerare quanto siamo stati bravi a non farci intrappolare da ciò che ci è successo .
Se abbiamo lottato e siamo stati capaci di prendere in mano il nostro destino, ogni tanto lo possiamo dire , non credi?
Anzi lo dobbiamo dire. Se siamo stati così bravi da arrivare fino a un certo punto, chi ci impedisce di andare oltre , ancora più vicino alla felicità che cerchiamo? :D


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: lunedì 15 novembre 2010, 16:39 
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Iscritto il: martedì 24 agosto 2010, 19:37
Messaggi: 430
Grazie project,come al solito ottimo capolavoro! ;)
Mi auguro che questo possa aiutare i ragazzi che sono in difficolta quando incominciano ad avvertire pulsioni gay dopo aver precedentemente vissuto una vita completamente etero...Come sarebbe bello se queste cose che scrivi fossero dette,ripetute e straripetute in tv al posto di invitare le solite 4 maschere a parlare di omosessualità e a darsele di santa ragione tra i pro-gay e gli anti-gay :( :(


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: mercoledì 17 novembre 2010, 7:49 

Iscritto il: martedì 16 novembre 2010, 23:05
Messaggi: 1
c'è un ragazzo che conosco, un bel tipo, sportivo, divertente, insomma, il classico playboy. in cinque anni di liceo , non so quante ragazze abbia collezionato.
per tre anni gli sono corso dietro, disperato di un amore non sazio, e per tre anni ho assistito al fatto che alle mie dichiarazioni d'amore Non rispondeva "guarda, caro, mi spiace ma tu non sei il mio tipo, ho altri gusti", ma "io sto con una ragazza, io sto con una ragazza, a me piacciono le ragazze" e per ribadire il concetto ostentava trionfi di fanciulle, seminando corna e lacrime a destra e a sinistra. da quando l'ho mandato a quel paese (in maniera assai più veemente a dirla tutta), il numero delle ragazze è scemato e quasi più non ne parla, addirittura anzi ha iniziato con me un grottesco rituale di "non corteggiamento" e le mie compagne, tutte amiche carissime e persone oneste ed argute, le stesse che l'anno scorso ribadivano con la certezza del Papa quando parla ex-cathedra che lui era etero, ora vorrebbero spingerlo all'outing (ovviamente non per farlo cadere nelle mie braccia, nè io lo vorrei più d'altronde).
chiaro che a me non me ne può fregare di meno: un treno passa e se non lo prendi sono cavoli tuoi, ma è bizzarra e logica la risposta dell'incerto (non mi azzardo a spingermi oltre) al dubbio: ostentare la più comoda (?) certezza nel grottesco tentativo non già di convincere gli altri (cosa che comunque perlopiù funziona), ma di convincere se stesso...
è chiaro che accettarsi (gay, bisex, esseri umani !) è tutto fuorchè facile..., anzi..., ma all'idea di questa persona che magari fra vent'anni, con una moglie e dei figli (Nb: mi ripeteva di voler avere almeno 3 bambini) improvvisamente si desterà dal sonno della sua coscienza, non oso immaginare come starà... se è difficile a diciassette anni, figurati poi...
non posso non provare pietà.

ditemi voi, ma questo è gay represso, bisex o solo un etero che mi ostino a vedere come gay?

Grazie.

HOMO QUIDAM


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY SESSUALMENTE REPRESSI
MessaggioInviato: mercoledì 17 novembre 2010, 11:06 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ciao Homo quidam,
intanto benvenuto nel forum! Aggiungo subito che mi piace molto l’idea del treno che passa e se non ci sali si allontana in via definitiva. Quando un ragazzo sa che gli vuoi bene e che ti sei innamorato di lui ma passa oltre, per qualsiasi motivo, o perché è etero o perché è gay represso o perché ha paura di vivere in pieno i suoi sentimenti o perché quei sentimenti non sono in realtà tanto forti, non puoi che archiviarlo. I rapporti che hanno un senso nascono reciproci, quando questo non succedere e uno deve andare a rimorchio dell’altro è bene passare oltre. Già è tanto difficile condividere un rapporto affettivo serio con un ragazzo che almeno inizialmente ha dimostrato entusiasmo verso di te, figuriamoci cercare di tenere in piedi un edificio di cui vacillano perfino le fondamenta. La reciprocità è l’essenziale in un rapporto serio, se manca, il rapporto non esiste proprio. Gli innamoramenti unilaterali sono una caratteristica dei ragazzi gay per motivi statistici. Un ragazzo gay, rispetto ad un etero, ha una probabilità molto ridotta di innamorarsi di altri ragazzi gay e quindi di realizzare la condizione necessaria ma non sufficiente per essere corrisposto. Nel caso specifico si tratta di un gay represso, di un bisex, o di un etero che ti ostini a vedere come gay? Ti dico solo che, dall’esterno, tra un gay represso in una situazione di stabilità ed un etero non c’è nessuna differenza. La differenza emerge solo quando la repressione non funziona più e quel ragazzo si rende conto di “essere stato” un gay represso. Alcuni ragazzi del forum ritengono di essere stati gay repressi proprio perché non lo sono più nel senso vero dell’espressione anche se magari la loro uscita dalla repressione è lenta, comunque il tappo della bottiglia è saltato. Cioè è solo a posteriori, dopo che un ragazzo ha preso coscienza del suo stato di repressione che non si sente più etero, ma prima è, davanti agli altri e davanti a se stesso, un etero convinto. Aggiungo un’altra cosa, i ragazzi gay nella grande maggioranza dei casi tendono a interpretare alcuni comportamenti dei ragazzi etero come se fossero segnali di omosessualità, cosa che nella stragrande maggioranza dei casi non corrisponde al vero. Anche nell’ambito della sessualità etero esistono molte situazioni destabilizzanti e molte possibilità di andare incontro a cambiamenti nel modo di vivere la propria sessualità “che resta però saldamente etero” anche se può andare in crisi per altre ragioni. Che un etero vada in crisi perché in realtà è un gay represso lo pensano i gay, ma spessissimo si tratta di motivazioni legate strettamente all’ambito etero. Ti faccio un solo esempio, se un ragazzo etero ha problemi di erezione con la sua ragazza e ne parla con un amico gay (senza sapere che è gay) l’amico gay è portato a pensare che il ragazzo etero sia in realtà un gay represso, ma la cosa non ha praticamente alcun fondamento serio. Mi capita e non troppo raramente di essere contatto anche da ragazzi etero, i gay sono abituati a pensare che la loro condizione sia quella problematica per definizione, ma nella sessualità etero i problemi ci possono essere eccome, oltre i tipici problemi psicologici e quelli legati alla malattie sessualmente trasmesse, ci sono quelli legati alla dimensione sociale del rapporto etero, alla stabilità di coppia e al rischio di paternità e di maternità non volute. Si tratta spesso di esperienze fortemente destabilizzanti. L’educazione sessuale non esiste nemmeno in campo etero e le conseguenze si vedono.
Ancora benvenuto nel forum!!



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