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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: martedì 14 dicembre 2010, 0:57 

Iscritto il: martedì 20 luglio 2010, 22:05
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arrofus,

Immagine

si tira avanti e si cerca di stare bene...



_________________
Se io sapessi cosa mi fa bene
se io sapessi cosa mi fa male
nella marea di cose e di persone che c'ho intorno
se non tradissi le mie pulsioni vere
potrei sul serio diventare
un uomo pluricentenario
forse eterno


G.Gaber, Se io sapessi, «E pensare che c'era il pensiero»
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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: mercoledì 15 dicembre 2010, 22:33 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
Messaggi: 151
Aquilotto,
non ho capito cosa intendi :( .
Se vuoi dire che il mio commento è superfluo, era solo per continuare a confontarci sull'argomento e scambiarci opinioni :) .

A presto,ciao
;)


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: giovedì 16 dicembre 2010, 0:31 

Iscritto il: martedì 20 luglio 2010, 22:05
Messaggi: 123
No, non volevo dire che fosse superfluo! Volevo dire... che non so cosa dire!



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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: sabato 18 dicembre 2010, 23:52 
Utenti Storici

Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
Aquilotto ha scritto:
Chiedo scusa, nei giorni scorsi stavo studiando per un esame e non ho avuto neanche il tempo di fermarmi e riflettere, cosa che mi dispiace molto.
Comunque, sto "benino". Non è una cosa che mi abbia lasciato tranquillo e felice, un po' mi ha segnato e continua a farlo. Ho dei pensieri ricorrenti, diciamo che non riguardano proprio lui ma più che altro me, legati alla mia poca autostima, a volte credo di non interessare a nessuno, un po' perché per una parte di me il suo atteggiamento mi ha ferito, ma in realtà sono io stesso a dare questa interpretazione, non è certo lui a comportarsi così di proposito. Si tratta di credere in molte cose, nel piccolo, nel quotidiano, lasciando perdere tutta questa storia e in attesa che si presenti l'occasione giusta per star bene davvero. Però nota bene che quando sei riuscito a dare il "giusto peso" alle cose, a ridimensionarle un po', tutto il resto di ciò che succede nella tua vita, ciò che fai, le cose e le persone che incroci nel tuo cammino acquistano tutto un altro ruolo e un altro peso. Alcune possono essere grandi occasioni che magari con il cervello occupato da un sentimento senza sbocco non vedresti, non le sapresti cogliere. Chissà, magari anche tu nella tua vita hai qualche altra strada che è lì e che chiede solo di essere percorsa.
Poi ripeto io parlo per me, per quella che è la mia esperienza. Di norma se le cose mi vanno male sono uno che tende a deprimersi molto, questa volta ho cercato di reagire altrimenti e di passare oltre tenendo per buoni tutti gli insegnamenti che mi potevano essere utili, mi accorgo che ci sto riuscendo e la cosa mi rende un po' più sicuro di me. Spero possa essere così anche per te. Ciao!

eh l'amore per un ragazzo è una cosa dura da accettare specialmente per me, poi quando ti rendi conto che è davvero qualcosa di forte e che vorresti far scorrere cioè provarlo completamente scopri la cruda realtà cioè che non puoi!
purtroppo tutte le cose che voi avete detto son vere, son io che son un coglione. sto decidendo in questi giorni di un importante scelta che forse prenderò perchè non si può più andare avanti così!


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: lunedì 20 dicembre 2010, 1:12 

Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2010, 22:10
Messaggi: 46
Scusa se sono invadente, ma che tipo di scelta è?
e poi perchè dici di essere un coglione?
siamo solo sfortunati in un episodio, la vita è lunga e sempre riserva qualcosa, se c'è una cosa che ho imparato è che al cuor non si comanda, ne per innamorarsi e tantomeno per disinnamorarsi :D


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 2:02 

Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2010, 22:10
Messaggi: 46
E' davvero dura... ci sono troppi alti e bassi...
L'unica soluzione è impedire in modo assoluto qualsiasi tipo di contatto con lui...
Ogni passo avanti che faccio, quando poi lo rivedo o lo cerco ne faccio non 3, ma ben altri 1000 indietro.... Penso che posso vivere aspettando nel suo ritorno da me, ma questo non è possibile, eppure una piccola speranza mi rimane. E questa speranza così paralizzante è, involontariamente, colpa sua. Infatti quando gli chiesi se avrebbe mai potuto amarmi mi rispose ' mai dire mai nella vita, nulla è impossibile'. Quando gli chiesi di sciegliere, scelse entrambi lasciandomi aggrappato ad un filo invisibile che piano piano mi si sta attorcigliando al collo... Gli chiesi, per il mio bene, di rinunciare a me dandomi un addio. Ma lui disse di no, che mai lo avrebbe fatto. Io non sono stato forte abbastanza per impedire di coinvolgerlo a tal punto, forse avrei dovuto avere la forza di dirgli addio da solo senza coinvolgerlo come fanno molte volte nei film... Mi immagino la scena che ci vediamo, ridiamo scherziamo, serata normale, poi dico una frase d'uscita che apparentemente sembra normale, ma lui sa che non lo è... così non appena mi allontano lui dirà: 'e quella fu l'ultima volta che lo vidi'...
Il mio problema è che anche non volendo me lo ritrovo sempre in giro nella cerchia di amici... mi sono stufato di chiedere se c'è anche lui oppure no... sono diventato ossessionato... Ma devo rinunciare a tutte le mia amicizie solo per il timore di rivederlo e ritornare ancora più giù in questo baratro?
Lui è contagioso, mi basta un suo sorriso ed ogni problema per me svanisce, in quel sorriso spariscono tutte le mie preoccupazioni, ma non appena quel sorriso è terminato e mi ritrovo a casa riaffiorano alla mente quei brutti ricordi e fastidiosa realtà celate dal suo sorriso disarmante, in un secondo mi ricordo perchè sto così male, perchè sono geloso, perchè provo invidia, perchè lo amo troppo, perchè ora lui sta con lei, perchè anche per colpa mia non siamo più gli stessi, perchè lui è innamorato di lei (ed ormai sono 7 mesi, interminabili), perchè diavolo non ha saputo rinunciare a me dandomi la libertà di cui tanto avevo bisogno. Ha preferito tenermi incatenato a lui, ma a distanza... senza la possibilità di poter scappare... Certo queste catene sono nella mia mente, per lui magari il problema non esiste nemmeno, oppure non ci vuole pensare essendo felice con lei... Mi merito ancora questa sofferenza atroce? perchè non riesco a voltare pagina...
Qualcuno conosce un metodo per rimuovere dalla mente una persona per sempre? se si mi contatti al volo...


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: venerdì 7 gennaio 2011, 10:52 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
non sai quanto ti capisco nack! io provo le stesse cose che stai provando tu in questi giorni!
per fortuna però che a me non mi cerca proprio in senso che detto sinceramente non gliene frega niente di me! sono io il problema!
è che provo ancora qualcosa per lui e non riesco a liberarmene, poi ogni volta che lo vedo o mi parla ricomincia tutto da zero facendo svanire tutti i miei sforzi per allontanarmi.
l'unico modo è farsi un bel lavaggio del cervello se vuoi te lo faccio io! :D
no non so che dire a meno che non vuoi che qualcuno ti procuri un trauma al cervello per dimenticarlo (cosa che accetterei di fare pur di liberarmi da questo fardello! :lol: )


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 21:06 

Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2010, 22:10
Messaggi: 46
E se il distacco forzato non fosse la via giusta da intraprendere? ho dei seri dubbi sulla questione. Forse lo dico perchè ho ceduto al limite impostomi, ma credo che mantenere il distacco non faccia altro che aumentare il desiderio di rivederlo. Ritengo tuttavia che un distacco sia funzionale nella misura in cui sia affiancato da nuovi stimoli significativi, come conoscere un'altra persona oppure intraprendere un'attività coinvolgente, altrimenti si rivela un fallimento controproducente, paralizzante (soprattutto se l'altra persona non collabora nel distacco, e non ti consente di contattarlo, ma anzi è lui stesso a contattare)... voi che ne pensate?


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 22:00 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Non so se queste rflessioni possono esserti d'aiuto, Tecknack. Credo che non ci sia una soluzione che possa essere uguale per tutti .
Per molti può essere determinante la distanza fisica (sempre se è praticabile); per altri vale di più il “chiudo scaccia chiodo” (se capita di incontrare qualcuno dal quale si è attratti), altri ancora sublimano il loro desiderio concentrandosi su altre cose: il lavoro, l’arte, ecc.
C’è chi afferma che il problema non è tanto il dolore fisico o mentale, ma il nostro modo di viverlo. In pratica se tu dai al tuo star male un certo significato potenzi i suoi effetti, se invece ne dai un altro puoi liberartene più facilmente. Chi ha teorizzato questo era un uomo chiamato Krankl e si era convinto di questo affrontando un’esperienza molto pesante: il campo di concentramento, dove rimase tre anni e nel quale venne sterminata tutta la sua famiglia.
Secondo Frankl “la vita non è mai priva di significato, e anche nelle situazioni di vita più negative possono emergere dei significati.”
“Il significato è qualcosa da scoprire, ma non da creare, esso non può essere dato, deve essere trovato”, come se la vita ci mettesse davanti dei segnali capaci di mostrarci il senso ultimo della nostra esistenza e dipenda unicamente da noi coglierli oppure no.

Perfino una sofferenza così estrema come il campo di concentramento può essere affrontata se riusciamo ad “ appoggiare il nostro cuore su qualcuno o qualcosa per trovare la forza di andare avanti NONOSTANTE le difficoltà”.
Infatti secondo Frankl “Chi ha un perché per vivere sopporta qualsiasi cosa “.

Per affrontare le paure, le sofferenze, le difficoltà della vita Frankl suggerisce 3 cose:
1) rimanere uniti, in modo da avere una rete che ci impedisca di toccare il fondo
2) affrontare i conflitti con le decisioni
3) non scaricare la propria rabbia sull’oggetto sbagliato.
Tutto ciò che noi facciamo durante la nostra esistenza, afferma Frankl, è legato ai valori; perdendo il collegamento con essi le nostre azioni non hanno più senso e sentiamo un gran vuoto dentro, che è la conseguenza della mancanza di significato. L’uomo deve uscire da se stesso, per realizzare se stesso. L’autotrascendenza è la capacità di uscire da se stessi, di non rimanere centrati su di sé, sull’io , ma di centrarsi su di un tu; un tu che può essere una persona, un compito, un lavoro da realizzare, la creazione di qualcosa. Se l’uomo mantiene dei valori dentro di sé che siano fondamentali per lui (che possono essere valori creativi, di esperienza, etici, religiosi) da essi può trarre la forza per trasformare le avversità in una sfida capace di migliorare se stesso.
Credo di essere uscita dal topic, come spesso faccio in questi casi, ma spero comunque di averti in qualche modo risposto.


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 Oggetto del messaggio: Re: AMORI GAY IMPOSSIBILI E AMICIZIE POSSIBILI
MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 22:22 

Iscritto il: martedì 20 luglio 2010, 22:05
Messaggi: 123
theknack ha scritto:
E se il distacco forzato non fosse la via giusta da intraprendere? ho dei seri dubbi sulla questione. Forse lo dico perchè ho ceduto al limite impostomi, ma credo che mantenere il distacco non faccia altro che aumentare il desiderio di rivederlo. Ritengo tuttavia che un distacco sia funzionale nella misura in cui sia affiancato da nuovi stimoli significativi, come conoscere un'altra persona oppure intraprendere un'attività coinvolgente, altrimenti si rivela un fallimento controproducente, paralizzante (soprattutto se l'altra persona non collabora nel distacco, e non ti consente di contattarlo, ma anzi è lui stesso a contattare)... voi che ne pensate?


A me è successo che "il mio lui" non mi contattasse per almeno tre settimane di fila, come se si fosse dimenticato di me, e io per questo sono stato malissimo.
Il fatto che sia irraggiungibile ormai l'ho accettato, me la sono messa via, lascio che le due vite (mia e sua) procedano, diciamo, indipendenti, non penso più a lui ogni momento come facevo prima, eppure che non si sia fatto vivo per tre settimane mi ha reso infelice. Perché?
Perché per quanto il dolore che mi ha (involontariamente) fatto vivere sia una cosa che non avevo mai provato, per quanto mi sia dovuto forzare a non amarlo più, per quanto io pensi ad altro... (ho individuato un paio di tipi carini nel frattempo! ;) )... rimane comunque una persona nella mia vita, che mi conosce, un amico, un appoggio, sai che c'è e che ci puoi contare, è una cosa che fa stare bene.
Essendo venuto meno, temporaneamente, mi son sentito un po' perso.
Fosse mancato per più tempo, mi sarei sentito peggio. Ma penso non sia tanto perché lo volessi a tutti i costi vedere, o abbracciarlo per dirgli "ciao come stai", quanto per il contatto umano "ideale", sapere che a qualcuno frega qualcosa di te, scambiarci due chiacchiere magari, non dico tanto, giusto dare dei segni della propria esistenza all'altro.

Ho appurato poi che in quel tempo non c'era praticamente per nessuno (non solo per me) in quanto era impegnato a trombare assiduamente con la sua nuova ragazza, della quale a quanto pare non solo è perdutamente innamorato, ma anche perdutamente ricambiato, e dice che è la donna della sua vita (hanno entrambi sui 18 anni... :roll: ). Bene, penso, buon per voi, buon per te. Non sono geloso, non mi fa male, contento tu, vai per la tua strada: questo penso, e senza forzarmi, lo penso naturalmente: ma prima di arrivare a pensare questo tranquillamente, ragazzi, che fatica.
E se non avessi avuto modo di vederlo comunque regolarmente, se fosse scomparso violentemente dalla mia vita (cioè se io avessi deciso questo da un momento all'altro), se non fossi stato nella condizione di abituarmi all'idea, penso che sarebbe stato doppiamente più difficile, e probabilmente ora starei malissimo.



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G.Gaber, Se io sapessi, «E pensare che c'era il pensiero»
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