Gay di Mafia

La realtà dei gay, storie ed esperienze di vita gay vissuta
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Cagliostro
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Gay di Mafia

Messaggio da Cagliostro » sabato 28 maggio 2011, 17:52

“Ho sempre saputo di essere gay. Da piccolo giocavo con le Barbie... I miei genitori non sanno niente di me, non capirebbero... Appartengo a una famiglia della ’ndrangheta di Reggio Calabria. Una famiglia oppressiva che si è sempre intromessa nella mia vita, e che non mi permetterà mai di vivere come voglio, almeno finché resterò qui. Per questo ho un progetto: scappare al Nord appena finite le scuole. Non voglio fare la fine di mio zio, costretto a un matrimonio combinato per evitare il disonore che qualcuno si accorgesse della sua omosessualità...”

“In Cosa nostra c’è sempre stata omofobia” dice Girolamo Lo Verso, ordinario di Psicologia clinica all’Università di Palermo “Non per moralismo, poiché la mafia non ha un’etica. L’omosessuale è ritenuto inaffidabile perché non ha un’identità certa. Non è come il “vero uomo” che non parla, che di solito non tradisce la moglie, che uccide senza emozioni, che pensa solo agli affari...”

“Molti ragazzi vengono a confidarsi con noi” dicono Gino Campanella e Massimo Milani “Anche figli di boss che soffrono perché non possono dichiararsi. Tre anni fa venne un ragazzo di Brancaccio, che fu poi accoltellato dal padre mafioso”

Queste e molte altre voci sono state raccolte in un’inchiesta pubblicata sui più autorevoli giornali italiani per svelare la realtà ancora nascosta e più “vergognosa” dell’omosessualità in Italia: essere gay e avere a che fare con la Mafia.
Cosa significa oggi nascere in un paese mafioso e dentro ad una famiglia mafiosa?
Non è il tipo di famiglia che un figlio desidera avere, ma quando si è omosessuali è peggio che stare all’Inferno.
La famiglia ti vuole zitto, sottomesso al clan, alle leggi del Boss, sposato e con tanti figli da donare alla causa mafiosa. Se provi ad alzare la testa, a ribellarti ad una realtà sbagliata, sei sulla lista nera; se poi dici anche di essere gay allora sei morto.
Tanti, troppi i ragazzi e le ragazze che vengono costretti al matrimonio o più spesso diventano oggetto di violenze e abusi prima di essere uccisi come bestie da macello, in un Paese dove la Mafia ha ancora troppo potere. Pochi quelli che riescono a fuggire dalla famiglia, ma sono poi costretti a cambiare nome e spesso paese, per poter avere la possibilità di vivere, anche se con la paura costante di essere ritrovati e uccisi.
E lo Stato, già incapace di arginare una piaga purulenta e fin troppo estesa qual è la Mafia, non si preoccupa di questi giovani abbandonandoli al loro destino.
Rimane una sola domanda: meglio essere futuri uomini di panza ligi alla famiglia o futuri uomini di cuore, che non si vergognano di ciò che sono e vogliono una vita lontana da omicidi, violenza, droga e pistole?
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima
Albert Einstein


Chi semina raccoglie,
ma chi raccoglie si china...
...e a quel punto è un attimo...

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progettogayforum
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da progettogayforum » sabato 28 maggio 2011, 18:56

Non ho nulla da aggiungere. Credo che la realtà sia evidente.

lallo
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da lallo » sabato 28 maggio 2011, 20:57

Cagliostro, quando scrivi vai davvero a toccare alcuni degli argomenti più profondi...spesso cose a cui di solito non si pensa, forse per difendersi da una realtà cruda, fredda, insensibile, una realtà che potrei dire "irreale e inattuale", visto che ormai è frequente vedere come vengano voltate puntualmente le spalle proprio a quei temi fortemente attuali che meriterebbero più attenzione...anche questa storia, come altre, mi fa pensare a quanto mi debba sentire privilegiato a poter essere io l'artefice del mio destino, a quanto sia importante anche solo avere questa convinzione per poter andare avanti giorno per giorno, con la certezza che non c'è nulla di sbagliato, che non ci sono errori quando si parla di preferenza sessuale, ma solo autenticità, spontaneità, naturalezza (esattamento il contrario di quello che si avrebbe a voler reprimere questa "realtà").
grazie per avermi permesso di fare ancora una volta questa riflessione.
La farfalla che volteggia intorno alla lampada finché non muore è più ammirevole della talpa che vive in un buio cunicolo.

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Sciamano
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da Sciamano » sabato 28 maggio 2011, 21:13

Bravo Cagliostro, è un tema quello che hai preso sicuramente dimenticato da troppi, e di cui è anche difficile venirne a conoscenza o immaginarselo.

Mi spiace per questi ragazzi gay che nascono in famiglie mafiose. Io vorrei aggiungere una domanda: "che cosa si può fare?". La difficoltà che comporta il trovare una risposta, è la misura del peso che sento ogni volta che, più direttamente o per testimonianza, vengo a conoscenza di prepotenze e sofferenze.

Qual è l'atteggiamento giusto? (1) trovare un angolo di mondo dove ciò che ci tormenta non è presente? (2) sopportare come un karma questo genere di situazioni in cui si è inseriti? (3) rivoluzionare la situazione anche a costo di rimetterci? Sicuramente tante scelte diverse vengono fatte, io oscillo tra la 1° e la 3° ipotesi.
Cercare la felicità rispettando gli altri, sarebbe una grande conquista per l'umanità!

barbara
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da barbara » domenica 29 maggio 2011, 9:45

Un tema attuale e molto vicino. Il ragazzo del racconto pensava di fuggire al nord. Ma la mafia è pure qui ora, sempre più potente. Ha il controllo del territorio , anche se non vogliamo ammetterlo. La mafia potrebbe essere il nostro, il vostro futuro. E non c'è regione italiana dove gli interessi mafiosi non siano in qualche modo presenti . La soluzione è nell'impegno civile. Dobbiamo difendere la nostra bella terra dai mafiosi, così come dai neonazisti.
Gli omosessuali hanno un motivo in più per farlo.

Nemesis

Re: Gay di Mafia

Messaggio da Nemesis » domenica 29 maggio 2011, 20:49

Gay e Mafia, un connubio irrealizzabile.
La Mafia è una delle concezioni di vita e di società più sbagliate che siano state concepite dall’uomo, non mi stupisco che fra le altre cose non possa accettare l’omosessualità.
L’uomo, secondo la concezione mafiosa, dev’essere il maschio virile che conduce gli affari di famiglia, che comanda e pretende; così come la donna che dev’essere sottomessa al marito e partorire un figlio dietro l’altro.
Uomo e donna, non esistono altre concezioni di vita e di amore, forse proprio perché la Mafia non ha in sé nessuno di questi due concetti.
Le voci di quei ragazzi e ragazze gay è un grido di aiuto e disperazione, ma è anche pieno di speranza e voglia di cambiare. Voglia che il nostro Stato, uno Stato che getta sempre più spesso la spugna, ha perso da tanti anni.

WhiteSephir
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da WhiteSephir » lunedì 30 maggio 2011, 10:26

Io non credo che il problema della Mafia debba essere "più sentito" dalla comunità gay che dagli altri.

Certo, è senz'altro vero che le storie di quei ragazzi gay all'interno di famiglie mafiose sono terribili.
Ma il loro problema non risiede certo nell'essere gay! Il problema è che sono nati in famiglie mafiose!!

Da siciliano (e orgoglioso di esserlo) ho SEMPRE sostenuto che questo sia un tema che debba interessare OGNI persona, a prescindere da ogni etichetta (gay/etero, settentrionale/meridionale, di destra/di sinistra).

Rifiuto l'idea che in quanto gay si debba rifiutare DI PIU' la mafia.

E' in quanto UOMINI (nel senso allargato di umanità) che la si deve rifiutare e combattere!

Torrismondo
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Re: Gay di Mafia

Messaggio da Torrismondo » sabato 4 giugno 2011, 9:53

Sono d'accordo con WhiteSephir e aggiungo che questo è il cancro dell'Italia
(ci siamo capiti no?). Non ho mai capito i tanti che ritengono che sia un affare solo del Meridione.... segno quindi di disinteresse ed estraneità che non dovrebbe esserci.
Resta il fatto che nascere gay in una famiglia mafiosa credo sia una condanna, come nascere in una famiglia omofoba (cosa che effettivamente è), ma più pericoloso.
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

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